Recensione – Game Of Thrones 5×08 “Hardhome”

Trama:
Arya fa dei progressi nel suo addestramento. Sansa si confronta con un vecchio amico. Cersei affronta delle difficoltà e Jon si trova in viaggio.

Hardhome, ottavo episodio di Game of Thrones, comincia in maniera piuttosto interessante, ordinata ma senza particolari sussulti o affondi ma che poi, nei venti minuti finali, si scatena completamente regalando uno tra i momenti più riusciti, bellissimi da vedere non solo di questa quinta stagione, ma di sempre. Hardhome, così si chiama l’insediamento popolato di Bruti che si trova al Nord al di là della Barriera e che avrà un ruolo cruciale in questo episodio e negli equilibri della serie, parte laddove ci aveva lasciato la scorsa puntata: ovvero con l’incontro tra Daenerys e l’accoppiata Tyrion-Jorah. Una sequenza quella a Meereen che inizia in maniera molto leggera con il tipico umorismo di Tyrion anche nei momenti meno opportuni, ma che poi prende sfumature inevitabilmente più serie nel momento in cui Daenerys caccia (nuovamente) Jorah. Proprio a Jorah vengono dedicate due scene che evidenziano la pelle toccata dall’Uomo di Pietra e che tende a sottolineare come Jorah, non avendo nulla da perdere, sia ormai pronto a tutto pur di riconquistare la fiducia di Daenerys, emblematico difatti il suo voler partecipare alla battaglia nella grande fossa. Ritornando invece a Daenerys e Tyrion, si ha una conversazione contraddistinta da quel velo tragicomico che caratterizza tutto ciò che dice Tyrion – magari non azzeccatissimo per sottolineare il contenuto della conversazione, anche se sul finire si torna a toni seri – ma che comunque offre importanti risvolti non solo nella storyline di Daenerys, ma anche in quella generale del mondo di GoT che adesso vede Tyrion nelle vesti di consigliere di Daenerys Targaryen.

Allontanandoci da questo primo grosso blocco della puntata, si passa alla fase centrale che non vede una storyline predominare su altre, ma bensì si pensa bene di portarne avanti un po’ di tutte. Così se c’è spazio per la regina Cersei che non ne vuole proprio sapere di salvarsi la pelle confessando i propri crimini all’Alto Passero, più interesse lo desta le scene dedicate a ciò che riguarda le sorelle di casa Stark. Da una parte si ha infatti Arya che si cala nei panni di una certa Lanna, una venditrice di ostriche, per la sua prima vera missione e che dà un primo assaggio della nuova Arya versione “Mille Volti”, mentre d’altro canto c’è Sansa che quando interagisce con Theon/Reek/Alfie Allen fa raggiungere alla serie apici qualitativi, drammatici di un’intensità unica. Proprio riguardo Sansa continua questo suo lento tentativo di riportare Theon alla luce, andando così ad offrire l’ennesimo, intensissimo faccia a faccia dove Theon/Reek rivela di non aver ucciso i suoi fratelli durante la conquista di Grande Inverno. Un dettaglio di vitale importanza, che cambierà anche il modo in cui Sansa guarderà d’ora in avanti Theon, forse non più come quel Greyjoy che ha voltato le spalle a casa Stark dopo che quest’ultimi lo avevano cresciuto come un figlio, senza ovviamente dimenticarsi che ciò avrà sicuramente un suo peso nella battaglia tra Stannis e i Bolton per Grande Inverno. Desta sospetto invece la conversazione tra Sam e Olly. Un discorso quello tra i due che non si riesce a collocare in questa puntata, che dà solo la sensazione che il bambino possa combinare qualcosa quando i Bruti giungeranno alla Barriera. 

Infine arriviamo al momento più atteso e sorprendente della puntata: ovvero Jon Snow che giunge ad Hardhome, affiancato da Tormund, così da parlare con gli anziani degli Bruti e convincerli ad unirsi ai Corvi nella guerra contro gli Estranei. Un evento non tanto sorprendente per questo modo di interagire tra Jon e i Bruti, oppure Tormund che fa fuori come se niente fosse il Lord delle Ossa, ma più per la battaglia finale che ne scaturisce che ha del sorprendente. La sequenza segue infatti una linea piuttosto chiara e concisa, cioè ricreare una tensione generale altissima, un equilibrio fragilissimo tra queste due fazioni che potrebbero spezzarlo da un momento all’altro con qualche frase fuori contesto, ma senza mai insospettirci che oltre questa “situazione diplomatica” si sarebbe celato un avvenimento di tale portata. Difatti tradizionalmente la nona puntata di Game of Thrones coincide sempre con qualche maestosa battaglia –  a questo punto improbabile vedere settimana prossima (o in questa stagione) lo scontro a Grande Inverno tra Stannis e Roose – proprio per questo il fatto di trovarsi un tale avvenimento in questo episodio non era non dico impossibile, ma comunque altamente impensabile. Ed invece ecco che proprio nel momento in cui tutto sembra essersi risolto, quello in cui le due fazioni sembrano aver trovato un accordo, ecco che invece come un fulmine a ciel sereno l’ondata di Estranei si abbatte su Hardhome. Adesso, sorvolando su tutta la vicenda zombiesca che mi è sembrato un mash-up – ben fatto – tra The Walking Dead e GoT, non si può fare a meno di sottolineare come questa battaglia sia stata inscenata in maniera così eccelsa da farla schizzare senza ombra di dubbio tra i momenti più alti di sempre in Game of Thrones. Una battaglia bellissima non solo per il semplice fatto di essere stata inscenata in maniera epica, perfetta e con un ritmo che non molla un attimo ma, soprattutto, per la grande bravura nell’aver riproposto quella tensione, quella sensazione di pericolo che si è avuta nel momento di confronto tra i Corvi e i Bruti, amplificarlo a dismisura concentrandolo sul personaggio di Jon Snow, sempre più pilastro della serie. Venti minuti finali da cardiopalma, una preoccupazione nei confronti del caro Jon che regala numerosi momenti di tensione come non si vedevano da tantissimo tempo all’interno dello show e che culmina nel momento finale in cui la serie dà un’ulteriore dimostrazione che ogni scena, ogni scelta ha una sua ripercussione: e cioè la spada di valyria donata da Jeor Mormont a Jon Snow nella prima stagione e che qui, oltre a mostrare come l’acciaio di valyria possa sconfiggere gli Estranei, salva la vita a un Jon Snow ormai praticamente spacciato. Battaglia a Hardhome tra gli apici assoluti della serie, tra i momenti meglio riusciti e che ci lascia con un finale, con quel faccia a faccia tra Jon Snow e il Re della Notte che resuscita il proprio esercito che beh, non penso ci sia bisogno di aggiungere altro.

Commento:
Alla fine Game of Thrones è sempre così: una serie che anche quando non eccelle si mantiene su standard che ad altri sarebbero improponibili, ma che quando entra nel vivo regala episodi da mandare fuori di testa. Hardhome non è semplicemente un bel episodio di Game of Thrones, ma è tra i migliori episodi di sempre. Tanti bei momenti riusciti e che si evolvono in venti minuti di battaglia Corvi-Bruti contro Estranei che schizza di diritto sul podio tra i momenti più belli di Game of Thrones. Una serie sempre più in crescendo, sicuramente in ritardo rispetto alle passate stagioni ma che adesso, dopo un episodio di tale portata, dà la netta sensazioni di avere in serbo due episodi finali pronti a lasciarci lì, per l’ennesima volta, increduli di fronte la TV.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.7

Voto

9.7/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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