Recensione – Game Of Thrones 5×10 “Mother’s Mercy”

Trama:
Stannis è in marcia. Daenerys è circondata da estranei. Cersei è in cerca di perdono. Jon viene messo alla prova.

Dopo una stagione mai come prima così altalenante, è arrivato finalmente il tanto atteso momento del season finale di Game of Thrones. Un finale che, in fin dei conti, si può definire come assolutamente “bastardo” che non si preoccupa neanche in minima parte di risolvere, concludere determinate storyline portate avanti in questa stagione e anzi, mette altra carne al fuoco lasciando tutto, ma proprio tutto, in maniera incredibilmente aperta e misteriosa. Season finale che è una vera e propria giostra d’emozioni, che magari fino agli ultimi venti minuti non eccelle in niente e non ha dell’incredibile, ma che dopodiché si conclude in una maniera così potente che insieme a tutto ciò visto in precedenza regala nel complesso un finale dal grandissimo impatto.

L’episodio si apre agganciandosi a Stannis e alle conseguenze di quelle scelte che la scorsa settimana hanno portato al sacrificio di Shireen. Com’era facilmente preventivabile il sacrifico non ha portato l’esito sperato, in quanto Selyse Baratheon si è tolta la vita e molti degli uomini hanno disertato lasciando di fatto Stannis con un esercito dimezzato. Proprio riguardo l’esercito è da sottolineare il fatto che Melisandre abbandoni completamente Stannis alla vista di un futuro tutt’altro che roseo ma,  ciò che più interessa – e che comincia quel discorso di non concludere niente ma anzi, lascia tutto in sospeso – è proprio la battaglia a Grande Inverno dove Stannis viene sconfitto ma si trova poi in un faccia a faccia con Brienne, alla quale confessa di aver ucciso Renly, che sembrerebbe ucciderlo ma la scena si conclude esattamente quando parte il colpo di spada – giusto per ricordare che, fino a quando non si vede il corpo, non bisogna esultare per una dipartita.

Tutta questa battaglia tra Baratheon e Bolton ci porta all’interno delle mura di Grande Inverno dove Sansa è finalmente decisa a scappare dalla prigionia di Ramsey. Purtroppo la bella Stark si imbatte in Theon e Myranda, incontro che fa scaturire un bellissimo discorso di Sansa pronta a morire quando ha ancora un briciolo di se stessa dentro, ma che ha poi un completo ribaltamento di fronte quando Theon, alla vista di Myranda pronta a deturpare Sansa, decide di tirare finalmente fuori gli attributi – lo so, fa ridere anche a me – e getta dal muro Myranda. Come se non fosse abbastanza ecco che Sansa e un Theon ritrovato, decidono mano nella mano di fare un salto nella neve dalle mura di Grande Inverno, inutile dire che anche qua la scena viene tagliata proprio nel momento del salto per lasciarci con questo interrogativo.

Passando invece a zone più calde, estremo interesse suscita tutto ciò che riguarda da vicino Arya Stark. La ragazzina difatti dopo aver seguito nella passata puntata Meryn Trant, il suo famigerato primo nome nella lista, decide di passare all’azione uccidendolo. Estraniandomi da tutto ciò che riguarda il modo in cui viene ucciso, con la consueta brutalità scenica e genialità a cui la serie ci ha abituato, regala un momento di vero piacere con la prima vera trasformazione di Arya che ha cambiato volto per entrare nel bordello e in seguito nella stanza dove si trovava Trant. Una trasformazione sorprendente e d’impatto, ma che sfocia in un qualcosa di ancora più incredibile nella sequenza finale nel quale Jaqen H’Ghar punisce Arya per ciò che ha fatto, per essere Arya Stark e non “nessuno” che viene richiesto a tutti gli uomini dai mille volti che devono abbandonare la proprio identità. Un finale di scena che vede Jaqen levare la vita a un Senza Volto ma, cosa più importante, si conclude con la scena in cui Arya perde la vista, come punizione per ciò che ha fatto.

Rimanendo invece sempre in ambienti caldi, a Dorne, che si è confermata generalmente come la location più bistrattata di questa stagione con poco spazio, conversazioni elementari e personaggi soltanto abbozzati, si ha una scena tanto piccola quanto sorprendente. Difatti dopo aver concordato il ritorno di Myrcella ad Approdo del Re in seguito alla discussione con Doran Martell, nel momento dei saluti la cara Myrcella viene baciata in bocca da Ellaria Sand che, alla luce degli eventi della puntata nove, ha fatto pensare che questo fosse solo un gesto di cortesia. Mai pensiero fu più sbagliato. Infatti mentre si è sulla nave per fare ritorno Jaime e sua figlia Myrcella hanno un’intensa discussione dove quest’ultima dichiara di sapere che lui è suo padre, sottolineando appunto il fatto che la relazione tra Cersei e Jaime, due persone unite dallo stesso sangue, non è un qualcosa che necessariamente deve creare scandalo ed essere visto di cattivo occhio. Fatto sta che dopo aver avuto questa riappacificazione e rivelazione tanto attesa, Myrcella Baratheon muore (?) tra le braccia del padre in seguito ad essere stata avvelenata da Ellaria con il bacio. Una sequenza breve, ma che come detto non risolve niente ma pensa solo a spianare la strada per la prossima stagione nel quale, necessariamente, le conseguenze dell’azione di Ellaria si andranno a ripercuotere pesantemente su Dorne e nel suo rapporto con la casata Lannister.

Andando avanti invece è molto più strategico ciò che accade a Meereen in seguito alla fuga di Daenerys con Drogo dove si decide di analizzare per bene la situazione e vedere le migliori mosse per portare avanti la società a Meereen ma, soprattutto,  partire alla ricerca di Daenerys. Riguardo al primo evento dopo una discussione che viene impreziosita dal consueto umorismo di Tyrion si decide che lui, Missandei, Verme Grigio e un ricomparso Varys si occupino di gestire Meereen, mentre l’insolita coppia formata da Jorah e Daario, uniti dall’amore verso la stessa donna, si avvieranno alla ricerca della Madre dei Draghi. Proprio Dany, dopo un piccolo siparietto nel quale Drogo non vuole proprio saperne di svegliarsi e riportarla a Meereen, ha la geniale idea di mettersi in cammino da sola per le lande di chissà dove. Cammino che la porterà ad essere incrociata e, successivamente circondata, da una quantità incredibile di Dothraki, sequenza sulla quale si conclude la storyline di Daenerys per questa stagione. 

Episodio che va così avviandosi verso i famosi venti minuti finali citati in apertura che portano la conclusione di questa stagione su tutt’altro livello, con un finale che va a soffermarsi abbondantemente sulla confessione di Cersei, tra i personaggi più centrali e focali di questa stagione. Difatti sin dalla premiere è apparso abbastanza chiaro come Cersei fosse uno dei personaggi che avrebbe avuto più spazio e approfondimento in questa stagione, e infatti proprio “Mother’s Mercy” conclude per certi versi questo cammino, questo profondo cambiamento che ha subito. Una confessione che la porta a dover compiere il “cammino della redenzione”, un cammino da affrontare nuda e con i capelli rasati per le strade di Approdo del Re, che è con molta probabilità una delle scene più intense di questa quinta stagione. Lena Headey è statuaria nelle vesti di Cersei – anche se il nudo è una controfigura – percorso contraddistinto da insulti, persone che gli sputano, la deridono ma lei, nonostante l’essere visibilmente provata, non viene mai spezzata. Un viaggio importante per il personaggio di Cersei che segna un punto di rottura netto e che adesso inevitabilmente desta grande curiosità nel vedere come reagirà a ciò tutto Approdo del Re, ma soprattutto Cersei che dalla sua ha adesso anche una “Montagna” ritrovata.

Infine dopo l’intensa sequenza dedicata a Cersei, si passa al finale di stagione che probabilmente è il frangente più destinato a turbare e far discutere: quello alla Barriera. Se in precedenza c’è stato infatti modo di assistere a una breve discussione tra Samwell e Jon, dove il primo chiede a Jon di concedergli il permesso di andare con Gilly a Vecchia Città per diventare un maestro, permesso che Jon ovviamente concede. Ciò che accade nel finale è però di tutt’altra caratura, difatti Olly – che ha confermato le mie precedenti supposizioni che lo vedevano inquadrato un po’ troppe volte nelle varie puntate per non fare niente di grave – inganna Jon portandolo dinnanzi a una tomba con su scritto “Traditore”. Parte da lì una scena molto romana ai tempi di Cesare nel quale i confratelli cominciano a pugnalare Jon con Olly che dà il colpo di grazia. Si va così a concludere la quinta stagione di Game of Thrones con Jon Snow inerme sulla neve in una pozza di sangue.

Proprio l’incredibile morte di Jon è (e sarà) uno degli spunti più interessanti per le discussioni future. Difatti personalmente – ma magari è una cosa mia mentale dallo shock post morte – ho notato come una strana luce negli occhi del Bastardo di casa Stark, come che qualcosa gli sia venuto incontro. Fatto sta che il tradimento ai danni di Jon rappresenta l’evento con il quale Game of Thrones raggiunge esattamente la controparte cartacea e quindi, nonostante tante varie suggestive idee, il futuro di Jon è ancora completamente avvolto nel mistero – senza contare il fatto che qualora nei libri accadesse qualcosa, non è detto che ciò sia replicato nella serie TV. L’arrivo di Melisandre giusto in tempo comunque lascia ben sperare perché, Kit Harington, non sarà stato bravissimo stilisticamente con le sue espressioni sempre molto limitate e da “cane bastonato”, ma nel complesso ha regalato a Game of Thrones con il ruolo di Jon Snow un personaggio memorabile, dalle mille sfaccettature e a cui ci siamo affezionati in una maniera così viscerale da rendere troppo doloroso un possibile addio.

Commento:
Il finale della quinta stagione di Game of Thrones è una vera e propria giostra d’emozioni. Un finale che rispetto agli scorsi anni non si preoccupa minimamente di risolvere le storyline portate avanti, ma bensì spiana la strada per ciò che si vedrà il prossimo anno. Tante, proprio tutte, le storie lasciate in sospeso che vedono i nostri protagonisti nelle situazioni più disparate, tranne uno, il caro Jon Snow che sembrerebbe dire addio alla serie. Uno dei personaggi meglio riusciti e fondamentali dello show. Ma si sa, questo è il bello per il quale si ama/odia Game of Thrones

Giudizio Finale:

Fantastico
9

Voto

9.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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