Recensione – Marvel’s Agent Carter (Prima Stagione)

Trama:
Nel 1946 Peggy Carter, dopo la fine della guerra e la presunta morte dell’amato Steve Rogers, si ritrova costretta a bilanciare il suo lavoro d’ufficio alla Strategic Scientific Reserve (SSR) e l’assistenza offerta in segreto a Howard Stark, incastrato con l’accusa di aver venduto armi letali al miglior offerente. Per ripulire il nome dell’uomo, trovare i veri responsabili e recuperare le armi, Peggy viene assistita dal fedele maggiordomo di Stark, Edwin Jarvis.

Agent Carter, serie Marvel che è andata a coprire lo hiatus invernale lasciato da Agents of S.H.I.E.L.D., rappresenta il ritorno di Hayley Atwell nei panni di Peggy Carter. Evitando tutto quell’excursus iniziale che ormai si deve fare in ogni prodotto Marvel che si va ad aggiungere all’ormai mastodontico Marvel Cinematic Universe, parliamo di questa prima stagione di Agent Carter.

Cominciamo con il dire che all’arduo compito di riportare in scena il “cazzuto” personaggio di Peggy e tutto il setting che si trascina da Captain America, è stata affiancata l’intelligente scelta di avere in questa prima stagione un unico grosso tronco narrativo: il combattere contro l’organizzazione criminale Leviathan per ripulire il nome di Howard Stark, accusato di aver venduto armi letali al miglior offerente. Questa formula è risultata essere non solo molto azzeccata per il tipo di genere che è Agent Carter, ma soprattutto per ciò che vuole essere e proporre, con una formula che ben si adatta e che offre infinite possibilità per delle future stagioni: stagioni che offriranno di volta in volta un approfondimento sulla vita di Peggy Carter, una trama del tutto inedita, una nuova location, un nuovo caso come se fosse una sorta di serie antologica e autoconclusiva.

La cosa che salta subito all’occhio della prima stagione di Agent Carter è proprio la bravura con il quale sono riusciti a riprodurre lo spirito e tutto ciò che ha reso celebre il personaggio interpretato da Hayley Atwell, ma introducendola in un contesto di gran lunga differente che ci ha permesso di vedere così Peggy da una prospettiva, una luce completamente differente. Questa prima stagione vede Peggy dividersi tra il lavoro d’ufficio alla Strategic Scientific Reserve (SSR), e quello da agente segreto che abbiamo già imparato a conoscere. Il fattore più affascinante di tutto ciò è la maniera con il quale hanno integrato Peggy negli anni quaranta – anche a un livello prettamente visivo/scenico – con questa donna single che si deve fare largo e deve combattere l’imperante sessismo che dominava quegli anni. Un sessismo che potrebbe combattere con estrema facilità viste le proprie abilità, ma al quale deve accondiscendere per non rivelare chi è veramente.

Agent Carter è così un prodotto che si differenzia e distingue radicalmente rispetto a tutto ciò sfornato dalla Marvel dal 2008 a oggi. Il primo prodotto targato Marvel che ha come protagonista un personaggio femminile e che, inevitabilmente, porta ad affrontare tematiche del tutto diverse rispetto a quelle a cui siamo stati abituati. Una nuova prospettiva che si traduce in situazioni del tutto nuove anche nel ‘come’ deve affrontarle. Difatti tutta questa “femminilità”, porta Peggy a sfruttare la propria bellezza, sensualità per superare determinate situazioni o ottenere informazioni. Un punto di vista nuovo per una serie targata Marvel, ma che nonostante ciò riesce a bilanciare perfettamente l’aspetto da soldato a quello più femminile, riuscendo così a proporre tutti quegli aspetti che l’avevano resa celebre in Captain America e aggiungendoli una certa freschezza con questo suo lato inedito.

Per quanto riguarda gli attori grande attenzione è stata posta alla scelta del cast. Oltre infatti al piacevolissimo ritorno di Dominic Cooper nei panni di Howard Stark, una presenza da guest star ma che ha un peso specifico nella storia di Agent Carter, una delle scelte più azzeccate è il casting di Edwin Jarvis, che per la prima volta compare fisicamente nell’universo Marvel. James D’Arcy dall’inconfondibile classe inglese e dall’accento di alta società ma che, dietro quell’aspetto così ordinato, corretto nasconde una persona dalle mille risorse. Una personalità che sarà fondamentale per Peggy Carter e con la quale riuscirà a creare una chimica su schermo dal fascino tutto loro e sui quali si faticherà davvero a toglierli gli occhi di dosso.

Commento:
Dopo un inizio convincente, una fase centrale un po’ di flessione e una chiusura spettacolare, si può affermare con molta tranquillità come Agent Carter sia stato un prodotto riuscito e fresco nel sempre più affollato panorama Marvel. Una prima stagione molto riuscita da un punto di vista estetico: nei costumi, nella rappresentazioni dell’epoca e dello stile di quel periodo. Ma che poi riesce a esplodere definitivamente riuscendo a replicare esattamente e perfettamente l’amato personaggio di Peggy Carter conosciuto in Captain America. Serie che permette di scoprire un lato tutto nuovo di Peggy. Più sexy, più affascinante ma non per questo meno ‘badass’ o ‘cazzuta’ nel suo essere un soldato. Aspetti che vengono bilanciati in maniera perfetta, con una narrazione che non si risparmia in termini di colpi di scena e che viene contornato dalla partecipazione di Dominic Cooper e dall’ingresso di James D’Arcy nei panni di Jarvis che è un’autentica rivelazione e che va trovandosi a meraviglia con Hayley Atwell formando una coppia dal grandissimo fascino.

Giudizio Finale:

Ottima
8

Cast

8.5/10

Regia

8.0/10

Sceneggiatura

8.2/10

Montaggio

8.0/10

Colonna Sonora

7.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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