Recensione – Guardiani della Galassia

Trama:
L’audace esploratore Peter Quill è inseguito dai cacciatori di taglie per aver rubato una misteriosa sfera ambita da Ronan, un essere malvagio la cui sfrenata ambizione minaccia l’intero universo. Per sfuggire all’ostinato Ronan, Quill è costretto a una scomoda alleanza con quattro improbabili personaggi: Rocket, un procione armato; Groot, un umanoide dalle sembianze di un albero; la letale ed enigmatica Gamora e il vendicativo Drax il Distruttore. Ma quando Quill scopre il vero potere della sfera e la minaccia che costituisce per il cosmo, farà di tutto per guidare questa squadra improvvisata in un’ultima, disperata battaglia per salvare il destino della galassia.

Cast:
Chris Pratt, Zoe Saldana, Bradley Cooper, Vin Diesel, Lee Pace, Dave Bautista, Benicio Del Toro,John C. Reilly, Djimon Hounsou, Glenn Close, Michael Rooker, Ophelia Lovibond, Peter Serafinowicz, Gregg Henry, Ralph Ineson, Sean Gunn, Lloyd Kaufman

Guardiani della Galassia, film scritto e diretto da James Gunn, porta su schermo una banda di eroi assolutamente atipici, con caratteri e strutture attorno completamente differenti gli uni dagli altri ma che, in fin dei conti, riesce ad essere il punto focale e cuore di tutta la pellicola. Avere questi cinque personaggi così diversi che portano a domandarsi come dovrebbero riuscire a collaborare per un fine più alto, ma soprattutto come riuscire a coesistere senza pestarsi i piedi tra di loro. Ed effettivamente il grande lavoro di Gunn lo si nota soprattutto in questo, al di là di un Universo azzeccato, graficamente eccelso, suggestivo e con tanti elementi all’interno che lo portano ad essere il film più “volgare” da quando la Marvel è sotto il braccio di mamma Disney. Un film che riesce a concedere lo stesso spazio a ciascuno donandogli uno spessore, una caratura nel quale ognuno ha qualcosa da dire e non si trova lì giusto per fare presenza scenica. Tante accortezze che ne hanno fatto guadagnare tantissimo alla trama dove, se molti film non riescono a mostrare più di due personaggi su schermo soffermandosi troppo su l’uno trascurando l’altro, Guardiani della Galassia non solo non soffre di questo problema, ma riesce addirittura a bilanciare ben cinque.

Ci troviamo così una banda di scalmanati dal carattere tutto loro. Troviamo i due cacciatori di taglie Rocket (Bradley Cooper) e Groot (Vin Diesel), il primo un procione geneticamente modificato, il secondo un alieno umanoide con le sembianze di un albero; poi si ha la verdognola Gamora (Zoe Saldana), ultima superstite degli Zen Whoberi e figlia adottiva del caro Thanos (Josh Brolin); Drax il Distruttore (David Bautista), un carcerato in cerca di vendetta su Ronan (Lee Pace), responsabile della morte della sua famiglia; ed infine c’è lui, Peter Quill (Chris Pratt) aka Star-Lord, che da piccolo in seguito alla morte della madre venne rapito da un gruppo di pirati spaziali chiamati Ravangers, capitanati da Yondu Udonta (Michael Rooker) che adesso è al capo di questo gruppo.

Il grande pregio di Guardiani della Galassia non sta solo nell’avere questi personaggi così caratterizzati, ma sta soprattutto nell’avere ciascuno di essi con qualche caratteristica particolare che compensi una qualche mancanza del “collega”. Ci si ritrova così ad assistere ad un divertentissimo Rocket che con la propria volgarità, con il suo “essere sempre sopra le righe” regala momenti di comicità indescrivibili, andando a formare un duo riuscitissimo con Groot, l’amico umanoide che sa solo dire: “Io sono Groot”. Proprio la loro accoppiata rappresenta al meglio ciò che vuole essere Guardiani della Galassia, non il classico cinecomic tutto effetti speciali, con ottimi personaggi e una storia in linea di massima gradevole. Ma vuole essere un film che vada ad esplorare i rapporti tra questi personaggi, la loro umanizzazione e i loro sentimenti, andando a raggiungere spesso e volentieri tinte estremamente drammatiche che davvero non ci si aspetta da una pellicola Marvel, né tanto meno da questa che all’interno riesce ad essere tanto fuori dagli schemi, quanto drammatica in certi momenti. Situazione che si va a replicare su tutti i personaggi come ad esempio Drax, perennemente contro tutti e che a fine pellicola diventa di una morbidezza e di una profondità unica. Drax che subisce un lavoro davvero egregio, magari non va a soffermarsi più di tanto sul suo passato o in generale su qualche momento particolare della sua vita, ma ciò nonostante riesce ad entrarci dentro in una maniera così inaspettata che non vi sorprendete affatto se già si parla di riservargli più spazio nel sequel. Da questo trattamento non sfugge ovviamente Gamora che però dal punto di vista narrativo non mi ha del tutto convinto. Un personaggio bellissimo che viene trattato in maniera un po’ superficiale, facendola partire come “cattiva” o comunque non del tutto buona, che in tempo niente diventa un membro a tutti gli effetti dei Guardiani. Ecco, su questo mi sarebbe piaciuto avere un maggiore approfondimento, magari sul suo passato e rapporto con Thanos, ma nulla che non si possa espandere in dei futuri capitoli. Sempre riguardo la Saldana è da segnalare la chimica che si va a creare con Chris Pratt, presenze magnetiche le loro, intense sotto tutti gli aspetti.

Chris Pratt che regala al film un protagonista memorabile. Un personaggio che si prende carico di questa squadra improvvisata e la trasforma nei Guardiani della Galassia. Personaggio estremamente complesso che alterna momenti di leggerezza, di completa stupidità, ad altri più seriosi, drammatici che ti toccano dentro. Uno di quelli che cammina con il walkman con le canzoni anni ’70/’80 della madre, prende e balla di fronte a Ronan per distrarlo in qualche modo, mostra le cicatrici che gli hanno fatto le amanti e che nonostante la distanza dalla Terra non smette mai di amarla. Peter che rappresenta l’eroe della Galassia ma che affronta qualsiasi minaccia con la levità e spensieratezza che lo contraddistingue. Grandissimo Chris Pratt che è riuscito nell’impresa di inscenare tutto ciò, grazie al quale adesso la parola supereroe non verrà associata solo ad un personaggio con i superpoteri ma anche al più comune degli esseri umani che sbaglia, ci fa ridere e che affronta qualsiasi peripezia con una leggerezza che tutti dovrebbero avere.

Altro elemento fondamentale nei Guardiani della Galassia è la musica. Musica che si riaggancia a quel discorso di Peter che non perde l’amore per l’amata Terra, e lo fa soprattutto tramite la musica che ascolta nel walkman della madre che lo riporta a quell’infanzia che gli hanno portato via prematuramente. Colonna sonora composta egregiamente da Tyler Bates che si accompagna perfettamente alle svariate canzoni anni ’70 e ’80 che caratterizzano tutto il film, dandogli uno stile retrò che è uno dei tanti aspetti riusciti. Il tutto contornato da una resa visiva fantastica, un universo ispiratissimo, coloratissimo, volgarissimo, ricco di personaggi ed eventi che aspettano solo di essere esplorati nei prossimi capitoli della saga.

Commento:
Dopo Captain America: The Winter Soldier, ritenuto il miglior cinecomic mai concepito, la Marvel riesce a bissarne il successo e superarlo sotto tanti aspetti. Guardiani della Galassia non è solo un film fantastico dal punto di vista visivo, per ciò che ha all’interno e per come espande smisuratamente questo Universo Cinematografico Marvel. Ma è un film dannatamente atipico per gli standard dettati dalla casa di Topolino che lo fanno elevare ad un livello mai raggiunto prima. James Gunn ha preso una delle storie più bistrattate nei fumetti e gli ha dato letteralmente vita. I cinque protagonisti vengono valorizzati nella stessa maniera, c’è tanto sangue, tante parolacce, tanta ironia e poi c’è lui, un procione completamente folle che si ruba tutta la scena, insieme ad un Chris Patt che è una vera e propria rivelazione. In sintesi Guardiani della Galassia è un tripudio di spazio, colori, ironia e di tanto tanto sentimento.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.5

Cast

9.7/10

Regia

9.7/10

Sceneggiatura

8.5/10

Montaggio

9.5/10

Colonna Sonora

10.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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