Speciale – Game Of Thrones (Stagione 4): Le mie 10 scene preferite

La quarta stagione di Game Of Thrones è ormai giunta al termine, lasciandoci con quell’inevitabile sensazione di vuoto, tristezza, attesa e tanta, tanta voglia di saperne sempre di più. Per ingannare un po’ il tempo e saziare questa voglia di Game of Thrones ho deciso di stilare una classifica con appunto: i dieci migliori momenti di questa quarta (fantastica) stagione. La classifica si basa su gusti prettamente personali, i miei gusti personali, e in quanto tali: insindacabili. Scherzi a parte, andiamo a vedere la classifica. Classifica che ammetto come sia stata difficile da stilare, ho praticamente amato ogni singolo momento di questa stagione, ma che ragionando un po’, combattendo anche con me stesso, o deciso che in fin dei conti queste sequenze sono quelle che mi hanno lasciato di più da un punto di vista scenico, di costruzione ma soprattutto emotivo. Cominciamo:

10. Il Cambiamento di Sansa con la morte della zia Lysa.

Apro questa top ten con il cambiamento che ha subito Sansa Stark in questa quarta stagione. Una ragazza che ne ha passate di tutti i colori, probabilmente quella per certi versi sempre un po’ più sfigata rispetto agli altri con quell’aria da bambina ingenua che ci ha infastidito ripetute volte. Adesso però questa situazione sembra avviarsi verso un cambiamento. Quadro generale quello di Sansa che è cominciato a cambiare dopo l’uccisione della zia Arryn per mano di Ditocorto dove adesso, la signorina Stark, non sembra apparire più come quella bambina, ma bensì una donna, una donna consapevole della propria bellezza/dote, ma soprattutto che ha (finalmente) capito come questa sia l’unica arma dalla sua parte.

9. La conquista di Meereen e la crocifissione di 163 padroni.

Successivamente passiamo a Daenerys, una Madre dei draghi che fatica ancora a guadagnare spazio e spessore all’interno della serie. Una situazione alquanto fastidiosa per certi versi – il suo personaggio affascina tantissimo – che però dalle prime battute di questa stagione sembrava essere partita con una marcia diversa per poi perdersi invece nel finale. Partenza quella di Khaleesi che l’ha resa protagonista di una delle scene più dure per il suo personaggio con questa conquista di Meereen e la conseguente crocifissione di ben 163 padroni per mandare un messaggio forte e chiaro. Una scena dall’impatto fortissimo che ha anche il grande “merito” di aver innescato eventi interessanti dopo.

8. Khaleesi incatena i propri draghi.

Restiamo sempre da Daenerys, stavolta per una scena che è riuscita a toccarmi dentro. Un rapporto quello tra Daenerys e i suoi draghi che in questa quarta stagione, fatta eccezione per i primissimi episodi, è passato molto in secondo piano. Ciò nonostante il lavoro svolto dagli sceneggiatori sin dalla prima stagione, ha fatto sì che ci si affezionasse a questi “draghetti” anche senza il bisogno di doverli necessariamente mostrare. Proprio per questo, quello dell’imprigionamento dei draghi da parte di Khaleesi è una scena che spezza il cuore, con quei draghi che non si vedevano da tanto tempo e che adesso invece sono protagonisti di una scena dove la loro madre, proprio quella che lotta per rendere liberi tutti, li imprigiona a causa del drago più grande, Drogo, diventato ormai ingestibile.

7. Tyrion uccide Shae e il padre Tywin.

Negli ultimi anni mi sono sempre lamentato – più che lamentato, dispiaciuto –  della quantità di dipartite Stark rispetto alla casata Lannister. Beh, in questa stagione il bilancio si è un po’ riequilibrato, anche grazie alla puntata finale dove Tyrion si è scatenato. Un finale di stagione che ha visto Tyrion uccidere prima l’ex amante Shae, complice di averlo tradito al processo e in seguito trovarsela nel letto del padre Tywin, per poi andare successivamente dal padre, seduto in bagno che svolge i propri bisogni, per ucciderlo con la balestra di Joffrey. Uno dei momenti più piacevoli di questa stagione.

6. Jorah viene allontanato da Daenerys.

Ritorniamo nuovamente da Khaleesi che si è resa protagonista di una scena ancora più strappalacrime rispetto ai draghi. L’allontanamento di Jorah in seguito alla scoperta che fosse una spia, è una scena che non solo cambia – e cambierà –  radicalmente Daenerys, il suo modo di operare come Regina e le sue scelte, ma è una scena di una potenza e di una tristezza inaudita. Quel Jorah che ci accompagna sin dalla prima stagione e che, escludendo la propria missione iniziale di spiare Dany, ha sempre rappresentato l’unica persona fedele di cui si poteva fidare all’interno di Game of Thrones. Una persona che abbiamo sempre apprezzato per il suo modo di fare, per il modo con il quale si è innamorato di Daenerys e come quest’ultima lo faceva soffrire sempre non contraccambiando. Una persona che ci ha fatto odiare Daenerys ripetute volte. Odio che ha raggiunto l’apice con la decisione di mandarlo via da Meereen, una scena che è stata uno strazio.

5. Lo scontro tra lady Brienne e il Mastino.

La metà classifica è occupata dal bellissimo scontro dell’ultima puntata tra Brienne e il Mastino, uno scontro tra due personaggi così tanto diversi, ma anche così tanto simili, oltre a sorvolare sulla loro stazza imponente. Questo scontro ha intanto il grande pregio di essere stato realizzato in maniera perfetta, la sensazione di avere davanti uno scontro tra due colossi è sempre ben presente. Inoltre per essere stato un combattimento bello lungo gli sceneggiatori sono stati bravi nel gestirlo in maniera ottima con grande varietà e un colpo di scena dietro l’altro. Il combattimento si conclude con la vittoria a sorpresa di Brienne, quando in realtà Clegane sembrava aver avuto la meglio sulla donna, e con successivamente quella scena di Arya che lascia morente il “povero” Mastino. Non cito la morte del Mastino perché boh, per me sinceramente non è così scontato che sia morto, non mi sorprenderebbe vederlo ancora vivo in qualche modo.

4. La morte di Ygritte.

Cominciamo ad avvicinarci al podio e, com’era anche lecito aspettarsi, la maggior parte dei posti è occupata dalle famigerati morti. Morti che sono ormai un marchio di fabbrica nel racconto di George R.R. Martin e che in questa stagione si sono manifestate in grandissima quantità e qualità. La quarta posizione viene ricoperta dalla cara Ygritte che ci “saluta” nella penultima puntata di questa stagione. Una morte che visto come sono andate le cose, aleggiava un po’ nell’aria e che, nonostante l’uccisione in sé non mi abbia soddisfatto ritenendola abbastanza banalotta per gli standard di Martin, ammetto che è stata rappresentata in maniera eccelsa. Una costruzione perfetta a partire dal faccia a faccia dopo tanto tempo tra Ygritte e Jon, per passare alla successiva morte e scambio delle ultime parole che raggiungono l’apice in quel “You know nothing, Jon Snow”.

3. La morte di Joffrey.

Ed eccoci al gradino più basso del podio, quello che si aggiudica la medaglia di bronzo. Non che abbia molto da dire su tale evento. Joffrey è stato il personaggio che ho più odiato in assoluto nell’Universo cinematografico/televisivo e la sua morte è stata di immensa soddisfazione. Effettivamente un personaggio cattivo come il suo adesso manca, e probabilmente sarà anche difficile crearne uno altrettanto odioso, ma devo ammettere che Game of Thrones ha subito la “botta” meglio di quanto mi aspettassi anzi, a dire il vero non si sente assolutamente la mancanza di Joffrey. Una puntata, quella del matrimonio, che mi è piaciuta tantissimo soprattutto da un lato della messa in scena, che raggiunge vette mai viste nella rappresentazione della morte di Joffrey.

2. La morte di Oberyn.

Passiamo così al secondo posto del podio e rimaniamo in tema morti. Stavolta parliamo di una delle ultimissime puntate di GoT che ha visto portare su schermo lo spettacolare trial by combat tra Oberyn Martell e Gregor Clegane. Una situazione questa che è stata un colpo di scena dietro l’altro, a partire dal processo di Tyrion, per passare a Oberyn che si offre come campione, per poi concludersi con la sua morte. Questo evento si aggiudica il mio secondo posto perché è, prima di tutto, uno scontro inscenato con una bellezza indescrivibile. Da questo trial by combat ci si aspettava qualcosa di leggendario, indelebile, sorprendente e cosi è stato. Un Oberyn nettamente più forte del suo avversario che però, accecato dalla vendetta, viene sorpreso e poi ucciso in una maniera così bruta, nuda, cruda che difficilmente si cancellerà dalla mente. L’uccisione per eccellenza, fino a questo momento, nel cammino televisivo di Game of Thrones.

1. Il discorso di Tyrion al suo processo.

E concludiamo questa speciale classifica con….[Rullo di tamburi]….THE WINNER IS: Peter Dinklage! Dite quello che volete, non siate d’accordo, ma questa scena è la mia scena preferita di questa quarta stagione di Game of Thrones e, forse, anche di sempre.Un processo reso spettacolare dal discorso da brividi di Peter Dinklage, sontuoso sotto ogni singolo aspetto. Che mette i brividi dall’inizio alla fine con un’interpretazione che gli deve valere dieci Emmy almeno. A distanza di settimane ne ricordo ancora ogni singola parola: dagli insulti al popolo, per passare alla morte di Joffrey, alla sfida lanciata al padre, ed ogni volta che la riguardo… sono brividi.

Menzione Speciale:

La risata di Arya.

Ci sono tanti momenti che per vari motivi ho dovuto escludere da questa classifica, ma la risata di Arya dopo aver scoperto la morte della zia Lysa è uno dei momenti più divertenti in assoluto.

Alfie Allen nei panni di Theon/Reek.

L’altra menzione speciale mi sento di farla nei confronti di Alfie Allan, un attore che ingiustamente viene spesso messo in secondo piano dagli attori primari che attirano maggiore attenzione da parte del pubblico. Tuttavia Allen è davvero bravo nell’interpretare Theon Greyjoy, ma è letteralmente esploso in questa stagione con la trasformazione in Reek. Allen pazzesco con un cambio espressione eccezionale, per non parlare della propria espressione di Reek con quello sguardo sempre impaurito, smarrito, che non sa più chi sia. Uno degli attori più bravi di Game of Thrones.

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *