Recensione – Saving Mr. Banks

Trama:
Ispirato a eventi reali, il film è la straordinaria storia mai raccontata della nascita del classico Disney per il grande schermo Mary Poppins, e del difficile rapporto che il leggendario Walt Disney ebbe con la scrittrice P.L. Travers, che per poco non impedì la realizzazione del film.

Cast:
Tom Hanks, Emma Thompson, Colin Farrell, Bradley Whitford, B.J. Novak, Paul Giamatti, Jason Schwartzman, Ruth Wilson, Rachel Griffiths, Kathy Baker.

In un periodo popolato da hobbit, principesse ed eroine, si cambia copione portando su schermo una delle storie più affascinanti nel panorama Disney, ma anche in quello cinematografico generale. A distanza di circa cinquant’anni dalla sua scomparsa, si ripropone il mito di Walt Disney che nonostante i decenni trascorsi continua ad alimentare le nostri menti non abbandonandoci mai. Proprio John Lee Hancock ha l’arduo compito di riportare alla mente il ricordo di Walt, e il suo complicato rapporto che lo vede coinvolto con Pamela Lyndon Travers per l’ottenimento dei dei diritti d’autore per il romanzo Mary Poppins.

Lo scetticismo intorno alla pellicola è tanto, non particolarmente per la scelta di Hancock (regista di pregevoli film tra cui The Blind Side), ma per la paura di vedere la Walt Disney cimentarsi in un film biografico, il che necessita di accantonare per un momento la natura commedia-diverte, per assumere toni più drammatici e seriosi che si adattino maggiormente alla tipologia di film e racconto che vuole essere portato su schermo.

Ciò che salta subito all’occhio è come nonostante non si abbandoni completamente il canone classico Disney, questo viene accantonato come raramente visto nel passato per assumere appunto tinte serie – ma non troppo. Proprio questo equilibrio è uno dei punti di forza di Saving Mr. Banks, dove il racconto di Pamela caratterizza la pellicola con momenti tranquilli, a quelli più difficili e disperati, ma mantenendo una certa leggerezza nella narrazione senza però risparmiarsi nel mostrarci la natura sofferente del personaggio che ne perseguita l’intera esistenza. Sofferenza che d’altro canto viene riequilibrata dalla figura di Walt Disney, disposto a tutto per ottenere i diritti per il film, ma che nonostante il carattere complicato e scontroso della signora Travers non smette mai di abbandonare la propria indole da sognatore, e quella filosofia di vita che si è sempre immaginata appartenere al signor Disney. Questo difficile rapporto tra i due, fulcro di tutto il racconto, è inscenato in maniera perfetta, contrapponendo due figure tanto diverse tra loro ma con una storia in comune da raccontare, non solo quella “Poppiniana”. La sceneggiatura dello scontro è ineccepibile, ma ulteriore cura la si ha nell’esplorazione del passato di Pamela, di quella bambina così distante dalla donna che è ora. Il tutto narrato con molteplici flashback che vanno man mano illustrandoci il passato (tormentato) che continua a riproporsi nella vera natura del racconto di Mary Poppins.

Ma ciò che sorprende di più è come Hancock, nonostante abbia tra le mani due personaggi di enorme spessore, riservi il giusto spazio ai personaggi secondari, che hanno contribuito in maniera fondamentale al successo della pellicola e a segnare la storia dell’autrice stessa. A partire da Don DaGradi co-sceneggiatore di Mary Poppins; per passare da Ralph iconico autista del soggiorno Hollywoodiano della signora Travers; senza dimenticare gli Sherman Brothers, compositori di quella colonna sonora che a distanza di cinquant’anni da allora risuona ancora nitidamente nelle nostri menti; ed infine di Robert Goff Travers, padre tanto modello, tanto croce per Pamela e l’intera famiglia. A questa insospettata caratterizzazione dei personaggi, va aggiungendosi che per interpretarli è stato ingaggiato un cast di prim’ordine. Dove la due volte premio Oscar Emma Thompson regala un’interpretazione tanto intensa quanto commovente, probabilmente una delle più complete della sua carriera, con quella signora Travers dall’espressione sempre crucciata e profondamente segnata dal passato. Oppure di un Tom Hanks che nonostante il pesante fardello di far rivivere il mito di Walter Elias Disney, accoglie la sfida e la supera come ci si aspetta da Tom Hanks, riportando alla vita una delle personalità più geniali di sempre. Per non parlare del cast di contorno assolutamente all’altezza, dove Paul Giamatti nei panni dell’autista Ralph riesce a colpirci non solo per la comicità ma soprattutto per il lato più difficile di quell’uomo; o dei rispettivi Ruth Wilson e Colin Farrell, genitori di Pamela, dove soprattutto quest’ultimo regala una performance che non ci si aspetta: sorprendente e ben riuscita.

Comunque tralasciando meriti di attori o script, bisogna fare i complimenti a Hancock che presenta Saving Mr. Banks come un film biografico prima di tutto, assumendo toni seri e drammatici, ma senza tralasciare quel tocco di comicità che viene inserita perfettamente tra un evento e l’altro, e ne smorza la durata senza farla per niente appesantire. A questo, va aggiungendosi la grande intelligenza emotiva dove il regista riesce a toccare le giuste corde facendoci rivivere in prima persona quei ricordi che raggiungono l’apice in un finale che farà esplodere in un grosso pianto liberatorio.

Commento:
Saving Mr. Banks non si limita a essere un film, ma è un racconto di vita che non si risparmia in termini di “lezioni da dare”. Più che un film biografico, è un documentario da mostrare a grandi e piccini, che accantona la natura tipica dei racconti Disney, per raccontare una storia dalle tinte serie e drammatiche. Che incanta e commuove nel dare vita ad una delle storie più affascinanti che ha segnato il panorama mondiale ma, soprattutto, l’infanzia di ciascuno di noi.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.3

Cast

9.5/10

Regia

9.2/10

Sceneggiatura

9.2/10

Montaggio

8.8/10

Colonna Sonora

9.7/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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