Recensione – Into The Woods

Trama:
Into the Woods è una rivisitazione in chiave moderna delle fiabe più amate dei fratelli Grimm. Questo musical rivisita le fiabe classiche di Cenerentola, Cappuccetto Rosso, Jack e il fagiolo magico e Raperonzolo, unendole tra loro tramite una vicenda del tutto nuova incentrata su un panettiere e sua moglie, sul loro desiderio di formare una famiglia e sul rapporto con la strega che ha gettato su di loro un maleficio.

Cast:
Meryl Streep, Emily Blunt, James Corden, Chris Pine, Anna Kendrick, Johnny Depp, Lucy Punch, Christine Baranski, Frances de la Tour, Billy Magnussen, Tammy Blanchard, Tracey Ullman e Simon Russell Beale.

Into the Woods è l’ennesimo lungometraggio Disney che da un paio di anni a questa parte sta espandendo le proprie produzioni cinematografiche non soffermandosi così prettamente sui cosiddetti “Classici” annuali. Nuovo filone che spazia da pellicole più drammatiche e seriose (come ad esempio Saving Mr. Banks), ad altre che hanno come obiettivo quello di prendere grandi classici e rivisitarli in chiave moderna o comunque mostrarli sotto un punto di vista differente (MaleficentAlice in WondelandIl Grande e Potente Oz e Cenerentola). Into the Woods appartiene a quest’ultimo esempio. Un film dalle grandi aspettative visto che le produzioni Walt Disney hanno sempre un fascino tutto loro, e che qua viene rafforzato da una storia non nuova ma comunque interessante, rivisitata in chiave musical con un cast di interpreti sontuoso.

Partiamo allora dicendo che Into the Woods, purtroppo, non va a confermare le alte aspettative create. Pellicola quella diretta da Rob Marshall che non è brutta, ha un livello artistico ineccepibile, ma nel complesso per ciò a cui ambiva non si può fare a meno di restare con un’aria piuttosto insoddisfatta e con un certo amaro in bocca. Difatti uno dei più grossi difetti di Into the Woods, sta nel fatto di non aver voluto rischiare un approccio più serioso, che viene solo abbozzato ogni tanto qua e là, e successivamente rovinato con il classico tocco Disney di aggiungere quella battuta, quel momento più divertente che in questo caso nove volte su dieci non ci azzecca proprio niente. Ecco, per fare un esempio con l’ultima pellicola di questo stampo (Maleficent), un approccio più su quello stile sarebbe stato congeniale per Into the Woods, che così facendo avrebbe avuto le parti divertenti ridotte ai minimi termini, un’atmosfera importante che venisse enfatizzata e in generale questo – forse – avrebbe fatto ripensare gli sceneggiatori su alcune scelte non esattamente idilliache.

Proprio sulla sceneggiatura infatti Into the Woods mostra tutti i propri limiti, errori e scelte che hanno dell’incomprensibile. Primo atto che fila liscio in maniera gradevole tra una canzone e l’altra, e con una storia che si fa apprezzare anche nelle piccole rivisitazioni – difatti la prima metà è quella che ripropone le classiche fiabe che tutti noi conosciamo e che quindi: gioca più sul facile. Passando invece alla seconda metà, il film non ha tanto un calo dal punto di vista musicale, scenico o di tutto quello che c’è attorno, ma presenta proprio una storia principale che va calando qualitativamente in maniera vertiginosa. Tutto un secondo atto dedicato alla Moglie del Gigante, una presenza che si vede sporadicamente e non si sente neanche tanto, debole sotto tutti i punti di vista e che porta al quesito del perché non fare durare il film una mezz’ora in meno e magari rendere la Strega, interpretata da un’immensa Meryl Streep, la cattiva principale e non una “strega a metà”.

Fatto sta che – come se non fosse abbastanza – la seconda metà non solo viene penalizzata da questa storia inconsistente e che non porta veramente a niente, ma viene peggiorata da delle situazioni che lasciano basiti.
(ATTENZIONE SPOILER)
È inconcepibile come si sia ridicolizzata la storia con una scena nel quale il personaggio interpretato da Emily Blunt, la moglie del fornaio, si bacia intensamente con il Principe di Cenerentola tradendo difatti il marito. Una cosa che lì per lì, facendo alcune congetture, ci si dice: “va bene, vorrà dire che viceversa il marito farà qualcosa con Cenerentola invertendo così le coppie”. Ma quale, se questa idea era già di suo piuttosto atipica per una roba Disney, quello che accade dopo è ancora più sconvolgente. Difatti la moglie del fornaio poco dopo il bacio….muore! E la si ritrova solo a fine pellicola sotto forma di fantasma che “accompagna” con una melodia l’ormai vedovo marito, che adesso si dovrà occupare da solo della loro piccola. Un finale toccante, coraggioso, strano per gli standard Disney, ma che a causa di quell’uscita infelice si trasforma come una roba squallida, destinata a tormentare i sogni dei bambini e quell’idea del “felici e contenti” che si ricerca nella Casa di Topolino. Una scelta che disgusta, non tanto per il finale “triste”, ma più che altro per ciò che è stato costruito prima, perché si azzarda una piega drammatica che per carità: è una cosa che si chiede da tanti anni alle produzioni Disney, ma perché farlo proprio in questo modo dove la protagonista principale prima di morire si bacia un altro, e poi ritorna come fantasma che canticchia la canzone melodrammatica al marito…cornuto. (FINE SPOILER).

Film che riesce comunque ad essere tutto sommato gradevolissimo. Scenografie di Dennis Gassner suggestive, ben fatte e che enfatizzano la rivisitazione che si è voluta dare alla storia, così come altrettanto lo fanno i costumi di Colleen Atwood e le fiabe incastrate tra di loro che convincono in generale anche se si alternano tra alti e bassi. Ma passando al punto focale per il quale era interessante Into the Woods, passiamo al lato musicale della pellicola, convincente e che conferma la bravura della Disney in questo genere. Certo, c’è da dire che in linea di massima solo due-tre motivetti restano realmente in testa per ritmo e con testi facili da ricordare, ma complessivamente il lavoro svolto è godibilissimo e per nulla scialbo o banale. Aspetto da musical che è stato convincente anche grazie al sontuosissimo cast che compone Into The Woods.

Emily Blunt si conferma come una delle attrici più in forma del momento; così come una Meryl Streep che beh, non penso ci sia bisogno di dire qualcosa su di lei: è Maryl Streep, una strega divinamente riuscita. Passando ai secondari Anna Kendrick conferma la propria bravura e le proprie doti canore; James Corden è un fornaio molto equilibrato e ragionato; Billy Magnussen non è un principe di Raperonzolo malvagio nell’interpretazione, ma il fatto di volerlo rendere il personaggio impacciato di turno non ne giova per niente alla pellicola che, come detto: inserisce momenti comici laddove non ci dovrebbero stare. Passando invece all’altro principe, sorprendente Chris Pine, una voce bella calda, possente che cattura e diverte in quei pochi frangenti che gli sono stati concessi; infine il cameo di Johnny Depp nei panni del Lupo Cattivo ha un suo fascino, peccato però che, viste come sono andate le cose, sarebbe stato meglio dare spessore al suo personaggio.  Infine menzione d’onore per il piccolo Daniel Huttlestone, ragazzino bravissimo dai tempi di Les Miserables, e che qui conferma le proprie doti nel mescolare recitazione e canto.

Commento:
Into the Woods non è un film brutto anzi, è molto più che gradevole, ma un film sul quale ci si aspettava qualcosa di più: assolutamente sì. Film che musicalmente, scenicamente e nei costumi risulta parecchio riuscito e azzeccato. Peccato però che la storia gradevole della prima metà di film, lasci ben presto spazio ad un qualcosa di inconsistente, poco incisivo e che ha all’interno delle sequenze che per essere un prodotto Disney lasciano, senza mezzi termini, interdetti. A tutto questo si vanno ad aggiungere dei tempi comici non sempre azzeccati e fuori contesto. Rimane tuttavia un’opera, un musical che si fa guardare di gran gusto, con grandi attori all’interno e che, anche se a metà, dimostra come dopo Saving Mr. Banks e Maleficent la Disney voglia ancora continuare in questa interessante linea sperimentale più seriosa e meno scherzosa.

Giudizio Finale:

Buono
7.4

Cast

8.5/10

Regia

7.0/10

Sceneggiatura

6.0/10

Montaggio

7.2/10

Colonna Sonora

8.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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