Recensione – Big Hero 6

Trama:
Hiro Hamada, un giovane esperto di robotica, rimane coinvolto in un complotto criminale che minaccia di distruggere la frenetica e tecnologica città di San Fransokyo. Con l’aiuto del suo robot Baymax, Hiro unisce le forze con i suoi amici e forma una squadra di supereroi per salvare la città.

Cast (voce):
Ryan Potter, Scott Adsit, T. J. Miller, Jamie Chung, Maya Rudolph, James Cromwell, Damon, Wayans Jr., Génesis Rodríguez, Alan Tudyk e Daniel Henney.

Non è di certo un mistero che la Walt Disney Company negli ultimi anni stia godendo di una crescita esponenziale del proprio marchio. Disney AnimationPixarMarvel LucasFilm, il marchio Walt Disney va allargandosi sempre più a macchia d’olio, e mentre alcuni fanno finta di niente, colpevolizzando la Disney per questo crescente monopolio che, secondo loro, si sta traducendo in una morte qualitativa, ecco come la realtà sia completamente diversa. Con una LucasFilm sul quale non ci si può pronunciare dato che il progetto Star Wars riparte il prossimo anno con Episodio VII, ma con molte speranze visto il grandissimo lavoro svolto con l’Universo Cinematografico Marvel sin dal primo Iron Man, ma soprattutto con gli ultimi Classici Disney che hanno ritrovato quello spirito magico di un tempo. L’unione della Marvel e Walt Disney Animation, ha fatto sì che l’acquisizione della Marvel nel lontano 2009 si traducesse a distanza di cinque anni in Big Hero 6, primo film d’animazione Disney basato su un fumetto Marvel e nonché 54° Classico Disney. Un progetto dalle aspettative non esattamente delle più basse, e non perché si trova costretto a raccogliere il successo lasciato da RapunzelRalph Spaccatutto e soprattutto Frozen, ma proprio per essere il primo prodotto d’animazione Disney che coinvolge dei personaggi dei fumetti.

Cominciamo allora con il dire che Big Hero 6 è un film che attinge molto agli ultimi lavori Disney e non, ma nonostante ciò riesce ad imporsi con un proprio timbro fresco e divertente, a cui è davvero difficile non affezionarsi. Un po’ Guardiani della Galassia, un po’ Dragon Trainer e perché no, un po’ Real Steal, Big Hero 6 è tutto ciò di buono di queste pellicole, un grande “minestrone” cinematografico dove i singoli ingredienti vengono trattati in maniera intelligente, centrando di nuovo l’obiettivo. Big Hero 6 che parte con un incipit che negli ultimi anni è diventato un vero e proprio marchio di fabbrica: il dramma. Un’avvenimento che nel suo essere comunque un riciclo dei film d’animazione degli ultimi anni, bisogna ammettere come continui a fare ancora il suo effetto.

Perché nonostante Big Hero 6 attinga a molti film, ciò che lo contraddistingue, differenzia e soprattutto lo eleva ad un’ulteriore successo Disney, è proprio nel suo spirito estremamente divertente, con questo Baymax impacciato, ingenuo, tenero, grassottello che davvero non ha bisogno di parlare per farci sorridere. Un robot che ha un effetto terapeutico per far ridere e sorridere, un po’ come quando si vede un bambino piccolo che combina un qualcosa e non si può fare a meno di essere divertiti. Un film dove si ride spesso e di grandissimo gusto, con delle scene che nella maggior parte dei casi coinvolgono Baymax, ma che non distolgono l’attenzione dall’altro protagonista, Hiro Hamada, e dai suoi amici, che spesso e volentieri regalano quel frangente divertente e spensierato. Proprio questa comicità rende Big Hero 6 un film speciale, un film che per certi versi sembra ricalcare quello spirito divertente, sbarazzino sempre allegro avviato con il personaggio di Rapunzel prima, e consolidato con quello di Anna poi. Spirito che qua viene applicato ad ogni singolo personaggio all’interno del film, e che ci regala così personalità perennemente sopra le righe, fuori di sé, comiche, piene di vita e che sprizzano gioia da tutti i pori.

Film che parte in maniera drammatica, ma che prima di questo ha all’interno un plot che ricorda tanto quello di Real Steel. Combattimenti fra robot comandati da esseri umani, e che successivamente prendono il robot “sfigatello”, quello progettato per altre funzioni, e lo trasformano in un vero e proprio combattente. Una storia che si avvicina al film con protagonista Hugh Jackman anche per il modo in cui il robot si va a relazionare con l’amico umano. Pellicola che, continuando nel campo delle analogie, ricorda vagamente nelle inquadrature, nel rapporto umano-robot a quello tra Hiccup e Sdentato in Dragon Trainer, soprattutto nella scena che vede il primo volo di Hiro sulle spalle di Baymax; per non parlare della chiara influenza subita da Guardiani della Galassia con questo team di eroi improbabili che si trova a dover salvare il mondo. Una pellicola che come Guardiani della Galassia propone dei personaggi non molto conosciuti,  ma che con la stessa tecnica di presentarceli in maniera esagerata, che si prendono alla leggera, eroi inconsueti e atipici, riescono a fare breccia nei nostri cuori con una facilità disarmante.

Classico Disney che va comunque a settarsi un gradino sotto a Rapunzel, Ralph Spaccatutto e Frozen. Non tanto per il film in sé, che per quello che rappresenta e ambisce riesce pienamente nei propri obiettivi, ma più che altro per una narrazione interna che per quanto sia divertente, colorita e nuova nel panorama Disney, viene purtroppo minata da una certa prevedibilità di fondo, soprattutto con momenti chiave che sarebbe stato meglio tenere segreti più a lungo . Prevedibilità che si denuncia dai primissimi minuti, e che toglie un po’ di quel mistero, di quell’effetto sorpresa che ne avrebbe giovato alla narrazione. Nonostante ciò in Big Hero 6 il lavoro sui personaggi rimane comunque ottimo. La coppia di protagonisti è ben pensata, disegnata, si trova benissimo su schermo e poi c’è quel Baymax che è impossibile non amare. Il resto della squadra invece, per quanto ci si sforzi di inserirli con battute e sequenze contestualizzate, rimangono molto secondari nella storia e superficiali come background, c’è comunque da dire però che a livello grafico sono esteticamente ispiratissimi e graficamente molto, molto ben fatti, dal primo all’ultimo personaggio.

Proprio l’aspetto grafico riesce a dare un tocco in più a Big Hero 6. Grafica dettagliatissima: tessuti, capelli, espressioni facciali che complessivamente segnano un nuovo standard in casa Disney. Film che può anche sfoggiare una palette cromatica coloratissima, che per certi aspetti va a ripercorrere Ralph Spaccatutto nei toni, ma che qua si combina con un design dei personaggi, armature, strumenti ed effetti che sono di gran lunga superiori. Superiorità che raggiunge il culmine nella realizzazione della città di San Fransokyo, una vera e propria fusione tra San Francisco e Tokyo, che riesce ad essere tanto futuristica e spettacolare, quanto realistica, contemporanea e credibile. Una cura maniacale a cui è stata posta la città, ma anche il film in generale, che dimostra come la Disney riesca a sorprenderci con una qualità che di anno in anno non accenna ad arrestarsi.

Commento:
Big Hero 6 non è un film che replicherà lo strepitoso successo di Frozen, ma a dire il vero nemmeno ci prova. Big Hero 6 è un film che aspira ad inaugurare un nuovo filone di cartoni Disney: film d’animazione basati su fumetti. Un film che porta su schermo dei personaggi con quel divertimento, leggerezza e gioia che tanto contraddistingue i Classici Disney negli ultimi anni. Un film sopra le righe e che fa tanto, tanto ridere. Film che denuncia una certa prevedibilità di fondo, ma che ha all’interno così tanti elementi divertenti, un Baymax impossibile da non amare, una bellezza visiva e sentimento di fondo che farà completamente sorvolare su problemi piuttosto evidenti.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.2

Cast

8.8/10

Regia

9.0/10

Sceneggiatura

7.0/10

Montaggio

8.8/10

Colonna Sonora

7.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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