Recensione – Jurassic World

Trama:
Ventidue anni dopo gli eventi di Jurassic Park, Isla Nublar dispone di un parco a tema di dinosauri completamente rifatto che calamita milioni di turisti: il Jurassic World. Passati alcuni anni dall’apertura, il numero di turisti in visita al Jurassic World inizia a calare. Per ravvivarne l’interesse, la responsabile delle operazioni del parco Claire Dearing e il genetista capo Henry Wu decidono di creare un nuovo dinosauro usando tecniche di ingegneria genetica, combinando i DNA di diverse specie, e di chiamarlo Indominus Rex.

Cast:
Chris Pratt, Bryce Dallas Howard, Omar Sy, Vincent D’Onofrio, Jake Johnson, Judy Greer, Ty Simpkins, Nick Robinson, B.D. Wong, Irrfan Khan,Lauren Lapkus, Brian Tee, Katie McGrath e Andy Buckley.

In mezzo al mare di remake, reboot, supereroi, sequel e rifacimenti vari che monopolizzano il mercato cinematografico (e non) al giorno d’oggi, quello del seguito di Jurassic Parkera tra le produzioni che più si attendeva in assoluto. Jurassic World, capitolo che si va a collocare come seguito diretto del primo Jurassic Park ma che mantiene i due discutibili sequel come canonici, ci proietta ventidue anni dopo gli eventi di Jurassic Park, a Isla Nublar, che adesso ospita un nuovo parco a tema: il Jurassic World. L’idea alla base di questo nuovo capitolo è tanto semplice quanto efficace e ben sviluppata: le persona si sono ormai abituate a vedere i dinosauri e, per riportare interesse all’interno del parco, i responsabili cominciano a creare dinosauri geneticamente modificati, che saranno la colonna portante di questo nuovo arco narrativo. Un concetto semplice ma attorno al quale si costruisce un mondo curato, vivo ed estremamente credibile. Uno degli elementi più importanti di Jurassic World è proprio l’aspetto tecnologico che replica ciò che accade oggi nel nostro quotidiano. Spettatori all’interno del parco che non guardano le “attrazioni” attraverso i loro occhi, ma bensì attraverso uno schermo senza godersi il momento, così come svariate situazioni in cui il normale, ciò che annoia, viene sopperito armandosi di cellulare e cominciando a fare altro. Proprio questa rappresentazione, questa raffigurazione della società e di come interagisca con la tecnologia va ad integrarsi in maniera molto intelligente con ciò che vuole proporre il film. La tecnologia c’è, è presente nella società come è normale che sia, ma lo fa sempre in una maniera non invasiva e che anzi, che prova a replicare quel tono iconico del primo Jurassic Park.

Riguardo proprio l’iconicità, le svariate analogie con il primo capitolo, Jurassic World è un film che molto furbamente gioca parecchio con il lato sentimentale della saga. Un film che non si trattiene dal mostrare numerosi oggetti caratteristici di Jurassic Park, così come tantissime scene che si ispirano – copiate praticamente – al capitolo del 1993. Sequenze, inquadrature sul quale si viene costretti, spesso e volentieri, a dover fare un paragone diretto con ciò che è stato il primo capitolo – come ad esempio la scena iniziale nel quale i fratelli Mitchell corrono dalla zia Claire, così come nel primo Jurassic Park hanno fatto i fratelli Murphy vedendo il nonno John. Tutto questo viene poi sottolineato dalla colonna sonora di Michael Giacchino, il quale ha creato nuovi temi (?) per il film, e arrangiato i celebri brani di John Williams, riproponendoli dall’inizio alla fine. Pellicola che, come detto, gioca furbamente sul lato nostalgico, ma che riesce nel proprio obiettivo solo a metà a causa di un film troppo derivativo. Alcune scene sono sì cariche emotivamente, e riprendono nella maniera giusta lo spirito del primo film, ma la maestosità scenica e ambientale che offriva un mondo come quello di Jurassic World non viene mai sfruttata a dovere, non riuscendo ad avere quell’impronta iconica.

Ispirazione al primo Jurassic Park che manca però, chiaramente, di quell’effetto novità che ha suscitato il capolavoro di Spielberg, in quanto al giorno d’oggi vedere determinati contenuti al cinema è la “normalità. Ciò nonostante Jurassic World è un grandissimo film d’intrattenimento, nonché un degno erede – a suo modo – di Jurassic Park. Un film che prende le atmosfere del primo film, che le copia sì in lungo e largo, ma non come ha fatto quella brutta caricatura di Il Mondo Perduto, o Jurassic Park III che è risultato tutt’altra cosa. Jurassic World prende quel modello, quel mondo e lo va ad arricchire di elementi estremamente coerenti con l’universo di Jurassic Park, espandendolo smisuratamente con intelligenza e creando un legame vivo con il primo capitolo. Proprio questa coerenza, questa evoluzione intelligente che porta a essere Jurassic World un’evoluzione naturale del mondo di Jurassic Park, è rappresentata perfettamente da uno dei concetti sul quale si basa il film: il personaggio interpretato da Chris Pratt, Owen Grady, che interagisce, si relaziona e addomestica i Raptor. Una scelta che a molti ha fatto storcere il naso, ma che risulta molto azzeccata e sensata, soprattutto ragionando in ottica dello spazio di grande rilievo che questi animali ricoprivano nel primo film, con il professore Alant Grant che ci ha dedicato la propria vita e che ne esaltava sempre la grande intelligenza. Continuando poi su questi continui parallelismi con il primo film, altrettanto riuscita è stata l’impronta che si è data al film: con continui momenti di tensione, cupi e generalmente dark, che ai tempi erano stati tra gli elementi chiave del successo di Jurassic Park. Diciamo però che sull’elemento dark si sarebbe potuto fare di più, in quanto ci si approccia troppo tardi, non viene accompagnato da scene che enfatizzino quella scelta, e il film di suo risulta nel complesso troppo lungo e diluito smorzando così la tensione.

Se a Jurassic World manca così personalità e iconicità nel ricostruire qualcosa di memorabile dal punto di vista scenico, la situazione non va migliorando dal punto di vista narrativo con dialoghi mediocri. Sono molteplici le conversazioni al limite della banalità tra i fratelli Mitchell; così come vari scambi elementari tra Owen e Claire. A tutto questo va aggiungendosi la fase centrale del film con troppa azione, troppo allungato e che soffre della sindrome di tutti i blockbuster che hanno quella mezz’ora di troppo all’interno. Peccato perché un taglio a questa parte avrebbe favorito un ritmo più calzante e uniforme tra la parte iniziale e finale, inscenate e costruite in maniera davvero gustosa. Discutibile inoltre la scelta di mostrare l’Indominus Rex relativamente presto all’interno della pellicola. Un dinosauro che sì, si vede in maniera nitida, chiara solo più avanti, ma che se fosse stato gestito con il “vedo non vedo” che ha fatto la fortuna del T-Rex di Spielberg, avrebbe contribuito a creare un’atmosfera più interessante.

Da sottolineare comunque come Jurassic World abbia un cast di interpreti riuscitissimo. Se infatti l’anima del primo capitolo rimane intatta con personaggi che vengono citati ma che non compaiono – ad eccezione di uno – tutto il cast di Jurassic World ha dimostrato come gli autori abbiano fatto scelte attente e oculate. Se infatti su Chris Pratt non c’è bisogno di aggiungere altro, con Guardiani della Galassia è completamente esploso diventando uno degli attori più ricercati e carismatici in quel di Hollywood; altrettanto convincente è la prova della bella e brava Bryce Dallas Howard, figlia di Ron Howard, che crea un’interessante chimica su schermo con Pratt, si rimbocca le maniche e con la sua Claire Dearing regala il personaggio di Jurassic World più elaborato, profondo, nonché personaggio femminile forte e autoritario – rivedibile il correre sui tacchi. Menzione d’onore a Jake Johnson nei panni di Lowery Cruthers, l’informatico del parco. Conosciuto al grande pubblico per essere il Nick della serie TV New Girl, il suo personaggio è forse quello più centrato, che si trova a suo agio, che regala momenti più leggeri, divertenti con estrema disinvoltura, ma che ciò nonostante non fa perdere credibilità, quell’essere preso sul serio riguardo le abilità per il quale si trova nel posto in cui lavora.

Infine, elemento più discusso sin dal primissimo trailer, sono stati gli effetti speciali. Grafica finale migliorata – giustamente – di molto rispetto a 7 mesi fa, ma che nel complesso fa storcere e di parecchio il naso. Se infatti il trailer lasciava presagire una produzione Asylum, il miglioramento ha portato la Industrial Light & Magic nel ruolo di competenza e che ha ricoperto in questi anni. Tuttavia, in molti frangenti, la differenza tra reale e computer è davvero tanto marcata, con gli elementi in CGI che appaiono quasi come usciti da un film d’animazione. Diversi frangenti nel quale sembra addirittura inferiore al primo Jurassic Park, uscito nel 1993, e se lì l’utilizzo di animatronic aveva aiutato a lasciare la magia del film intatta, facendolo invecchiare benissimo, qui il risultato finale è godibile da un punto di vista estetico, ma dimenticabile come resa effettiva.

Commento:
Jurassic World è l’erede atipico del primo Jurassic Park. Un film lontano da quel capolavoro del 1993, ma che è un’evoluzione intelligente di quell’universo che ci era stato presentato. Un film che ha dalla sua il grande pregio di partire da un’idea coerente nei confronti dello spirito della saga, e svilupparla/concluderla in maniera godibilissima nonostante una mezz’ora di troppo. Un bel film d’intrattenimento che paga la mancanza di scene iconiche all’interno, ma che ciò nonostante diverte, fa volere bene ai personaggi – esaltati da un cast azzeccato – e regala un bel film sui dinosauri riuscendo a restare ancorato, realisticamente, a un lato tecnologico che si fa direttamente alla società di oggi.

Giudizio Finale:

Buono
7.3

Cast

8.7/10

Regia

7.2/10

Sceneggiatura

7.5/10

Montaggio

6.5/10

Colonna Sonora

6.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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