Recensione – Whiplash

Trama:
Andrew sogna di diventare uno dei migliori batteristi jazz della sua generazione. Ma la concorrenza è feroce al conservatorio di Manhattan, dove si allena duramente sotto la sapiente guida di uno spietato direttore d’orchestra.

Cast:
Miles Teller, J.K. Simmons, Melissa Benoist, Paul Reiser, Austin Stowell, Jayson Blair, Kavita Patil, Kofi Siriboe e Jesse Mitchell.

Trionfatore al Sundance Film Festival 2014, Whiplash è uno di quei film che colpisce dalla prima, fugace occhiata. Uno di quelli dove i contenuti condensati in poco più di due minuti di trailer colpiscono dentro con inaudita potenza lasciando lì inermi, e con una voglia pazzesca di vedere quella pellicola che nel suo piccolo si preannunciava essere un’autentica bomba. Ed effettivamente Whiplash lo è. Un film che soffre solo di due “piccoli” problemi: uno, che finisce; due, è la difficoltà nel trovare un aggettivo adatto ad identificare l’angoscia, la tensione, lo svisceramento che riesce a trasmettere dal primo all’ultimo minuto. Senza interruzioni, senza lasciare respiro, Whiplash va oltre le più rosee aspettative, con un prodotto estremamente angustiante, da brividi e che è già un cult.

Scritto e diretto da Damien Chazelle, basata su una sua esperienza alla Princeton High School Studio Band, la storia di Whiplash si va a focalizzare sul personaggio di Andrew, un semplice ragazzo che sogna di diventare non un batterista, ma bensì di diventare uno dei migliori batteristi della sua generazione. Un sogno quello di Andrew che lo porta ad iscriversi al più prestigioso conservatorio della sua città: lo Shaffer, dove andrà a finire sotto la direzione del ferocissimo Fletcher, rigidissimo (e rispettato) direttore d’orchestra, aspramente criticato per i propri metodi d’insegnamento poco ortodossi che mirano a spingere allo stremo delle forze fisiche e mentali i propri alunni. “Alunno e Maestro” sul quale il film va poggiandosi completamente, mettendo al centro di tutto questa sorta di sfida e continuo conflitto che hanno i due, con il “maestro” che molesterà psicologicamente il caro Andrew per capire se effettivamente ha a che fare con una persona di talento: il suo Buddy Rich. Metodi d’insegnamento che, per quanto estremi, vengono accolti da Andrew con ancora più determinazione, sangue e sudore a causa di questo amore viscerale nei confronti della batteria, del jazz e di questo ideale di “voler essere ricordato da tutti”.

Film dalle premesse interessanti, con una storia gradevole e “diversa” rispetto a ciò che offre oggi il mercato, ma che ha poi all’interno la grande bravura di Chazell che, grazie alla propria visione, riesce ad introdurre tanti tecnicismi che elevano la pellicola ad un piano inaspettato, riuscendo a far funzionare diversi elementi rischiosi ma, soprattutto, riuscendo ad equilibrare perfettamente questo rapporto tra Andrew e Fletcher dandogli delle personalità, identità ben delineate e che vengono fatte “esplodere” grazie alla bravura nell’aver saputo valorizzare i loro talenti. Perché Whiplash è sì un film dalla sceneggiatura pregevolissima, una storia molto più che gradevole, un montaggio perfetto, serrato che enfatizza il tutto, ma è soprattutto una pellicola che assume un significato ancora più importante, da “grande film”, proprio grazie agli interpreti principali in stato di grazia che riescono a dare a tutto ciò una marcia in più.

Due generazioni a confronto: Miles Teller da un lato, J. K. Simmons dall’altro. Il primo conosciuto in opere quali Project XThe Spectacular Now – consigliatissimo – e la saga di Divergent, rappresenta probabilmente uno degli attori più promettenti e di talento dei giorni nostri. Il secondo invece, conosciuto per le interpretazioni in Law & OrderThe Closer e, soprattutto, per essere l’interprete di J.J.J. nella trilogia di Spider-Man di Raimi, è uno di quegli attori che ha dovuto attendere buona parte della sua carriera prima di godersi il meritato successo, successo e riconoscimenti che coincidono con la sua interpretazione in Whiplash. Perché se nella pellicola Miles Teller conferma tutto ciò di buono detto in questi anni, riuscendo a miscelare perfettamente l’amore per la musica di Andrew con quelle situazioni drammatiche, quasi cruenti che lo vedono protagonista quando “interagisce” con Fletcher, il lavoro che fa J. K. Simmons è di una performance a cui va riconosciuta buona parte del successo del film. Simmons che deve interpretare questo “terribile” direttore d’orchestra, e dove sin dalla prima inquadratura riesce a trasmettere quell’intimidazione, paura del quale tutti parlano. Una presenza angosciosa che entra in scena e fa letteralmente trattenere il fiato in attesa di una sua indicazione, un suo gesto per poi tremare dinnanzi agli spietati metodi di insegnamento, così come al momento di “sputare” qualche sentenza e giudizio sui suoi alunni. Un’interpretazione che regalerà a Simmons un Oscar praticamente certo, ma soprattutto regalerà a tutti noi un personaggio semplicemente fantastico. Tanto amabile quando sorride, tanto odioso e pauroso quando quando è dinnanzi a ciò per cui vive: la musica.

Commento:
Whiplash è semplicemente uno dei migliori film degli ultimi anni. Un prodotto intenso, viscerale, dove ogni elemento è al suo posto e i tecnicismi maniacali lo elevano a pellicola di indubbia bellezza, regalandoci un film dal montaggio serrato e accompagnato da una musica sempre azzeccata. Tutte scelte che raggiungono la loro massima espressione nel momento di mostrarci la rivalità tra Andrew e Fletcher dove, Chazell, conscio dei grandi attori che ha tra le mani, riesce a costruirgli attorno un mondo tutto loro, mettendoli in risalto ed elevando J. K. Simmons all’interpretazione più completa, intensa e cruda della sua carriera, un’interpretazione che sa tanto di Oscar.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.7

Cast

9.7/10

Regia

9.8/10

Sceneggiatura

9.2/10

Montaggio

10.0/10

Colonna Sonora

9.6/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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