Recensione – La Collina dei Conigli

Trama:
Nella conigliera di Sandleford, Quintilio, un coniglio giovane e minuto, ha una terribile visione che preannuncia l’imminente distruzione dell’area in cui si trovano le loro tane, ed il conseguente pericolo per tutti i conigli presenti.

Cast (Vocale):
James McAvoy, John Boyega, Gemma Arterton, Nicholas Hoult, Ben Kingsley, Olivia Colman, Rosamund Pike, Daniel Kaluuya, Taron Edgerton, Miles Jupp e Gemma Chan.

Se si inizia nel parlare dell’adattamento Netflix de La collina dei Conigli citando le parole del regista: “Ma come insegniamo qualcosa ai nostri bambini a proposito della violenza in un modo che non sia gratuito?…il libro non riguarda il sangue, riguarda la violenza e l’oppressione, la casa e l’amicizia. “, si capisce già a priori di come uno, il regista non abbia messo a fuoco l’adattamento; due, che quella di Netflix sarà una versione della Collina dei Conigli edulcorata rispetto all’opera originale e al film del 1978. Ed effettivamente è così. La collaborazione tra BBC e Netflix ha portato alla luce una miniserie in quattro parti, dedicata al noto romanzo scritto da Richard Adams, rivedibile per lunghi tratti, con un approccio sbagliato, un design pessimo e tutta un’atmosfera con il quale si fatica davvero a immedesimarsi se non in qualche, piccolissimo, frangente.

Il problema più grande di quest’opera è non l’aver capito minimamente il suo spirito, l’odissea fatta di sangue, violenza e morti che contraddistinguono le avventure di Quintilio e Moscardo alla ricerca della famigerata collina che dovrebbe consentire di stabilirci una conigliera sicura e prosperosa. La Collina dei Conigli non abbraccia mai quell’aspetto, trovandolo fuori contesto – quando in realtà è parte integrante dell’opera – tendendosi a giustificare in ogni situazione più spinta, sorvolarla del tutto o, come tende a fare nella maggior parte dei casi, appiattirla dal punto di visto scenico e grafico trasformando l’animazione CG – che teoricamente avrebbe permesso di avvicinarsi ai personaggi in una maniera non possibile in precedenza – in un aspetto negativo non avendo personalità, non rischiando ed essendo semplicemente brutta e macchinosa nella sua realizzazione.

Per il resto La Collina dei Conigli è un adattamento fedele nella sua costruzione, con il formato da miniserie che ben si adatta allo sviluppo della storia e dei personaggi ma che, appunto, non abbracciando appieno l’essenza del romanzo non riesce a proporre qualcosa di riuscito. Si è posta tanta attenzione al cast stellare del doppiaggio ( James McAvoy, John Boyega, Gemma Arterton, Nicholas Hoult, Ben Kingsley, Olivia Colman, tra i nomi più noti) ma non si è curato l’aspetto estetico che, nella sua semplicità, rendesse più facile immedesimarsi nel racconto riconoscendo a primo impatto il coniglio o l’animale protagonista della scena, dovendosi così soffermare più e più volte nell’azione per capire di chi si tratti. Non si ha quindi quell’epicità che offriva il romanzo di Adams, preferendogli un approccio più immediato, più accessibile e che, insieme a tutto il resto, altro non è che l’ennesima scelta rivedibile e contestabile di un adattamento che sarebbe potuto essere ben altro.

Commento:
La Collina dei Conigli è un adattamento del noto romanzo rivedibile per lunghi tratti. Noam Murro, sin dalla primissime dichiarazioni, ha dato dimostrazione di non aver capito l’essenza del romanzo, proponendo così una versione della storia edulcorata con il quale è davvero difficile immedesimarsi o provare empatia. Immedesimazione che viene ancora meno a causa di un’estetica, una CGI e un tono generale piatto, senza personalità, limitante che rende anche difficile riconoscere a primo impatto i personaggi della storia che, per quanto il cast vocale sia sontuoso, sono realizzati in una maniera davvero pessima.

Giudizio Finale:

Mediocre
5.9

Cast

8.0/10

Regia

3.0/10

Sceneggiatura

6.5/10

Montaggio

6.0/10

Sonoro

6.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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