Recensione – Titans (Prima Stagione)

Trama:
Quando Dick Grayson e Rachel Roth richiedono assistenza per affrontare una minaccia che vuole distruggere l’intero pianeta, i due uniscono le forze con Starfire e Beast Boy per formare i Titani.

Cast:
Brenton Thwaites, Anna Diop, Teagan Croft, Ryan Potter, Alan Ritchson, Minka Kelly, Curran Walters, Conor Leslie, Alain Moussi, Lindsey Gort e Seamus Dever.

Non è affatto un mistero che oggigiorno, sia in televisione che al cinema, quelle con protagonisti supereroi siano le produzioni più di massa e rilevanti del mercato. Ciò però che affascina di più, nonostante una certa inflazione di base, è la differenziazione che si continua a dare a ciascun prodotto, riuscendo a mantenere alto l’interesse, così da arrivare a target completamente differenti, complementari ma che, nella marea di serie e film proposti, fanno propendere più per l’uno che per l’altro dando a ciascuna serie un suo pubblico affezionato. Ecco allora che Titans, prima serie del DC Universe dell’omonimo servizio di streaming video on demand disponibile negli USA creato dalla DC Entertainment e dalla Warner Bros. Digital Networks, riesce ad essere una produzione inedita, con un’identità ben definita, andando a proporre non solo uno dei migliori prodotti DC su schermo, ma in generale nel campo dei cinecomic, nonostante qualche difetto che si sarebbe potuto facilmente evitare.

La prima stagione di Titans, arrivata in Italia l’11 gennaio 2019 grazie a Netflix, che detiene i diritti di distribuzione all’infuori degli USA e, a questo punto, si spera porti tutte le serie del DC Universe come l’ormai prossimo di pubblicazione Doom Patrol e, più avanti, Star Girl e Swamp Thing. Nonostante una campagna promozionale fuorviante che lasciava presagire un prodotto leggero, più dalle parti dei “teen-comics” prodotti da CW, mostra sin dai primissimi secondi dell’episodio pilota il suo animo più oscuro e maturo. Titans è una serie incredibilmente violenta, non una violenza gratuita o che sia un elemento scenografico per attirare e affascinare, ma è una violenza giustificata e integrante per il tipo di storia che si vuole andare a raccontare: una storia dai personaggi perennemente tormentati, in un mondo dominato dalla violenza e dalla corruzione, una storia sporca e che va raccontata in maniera diretta e senza filtri. Un lavoro nella messinscena che è straordinario per costruzione ed estetica. Combattimenti coreografati in maniera magnifica e con una violenza di base che sorprende e appaga per l’impronta che si è riusciti ad imprimere allo show. Un’impronta matura e seriosa che raggiunge il culmine nella caratterizzazione dei personaggi: la loro costruzione, il loro passato, presente, i poteri e tutti quei fattori che vadano a delineare le loro personalità. Personalità nude, crude e ancorate perennemente a quel mondo violento in cui vivono, dalla chimica splendida e che hanno il loro maggiore esponente nel nome di Dick Grayson che, con il suo Robin (e non), è la perfetta personificazione del disturbo, oppressione e oscurità che caratterizza tutti i personaggi e il mondo di Titans alla base, e del rapporto che si va ad instaurare con Rachel, una ragazzina che vede in Dick quel mentore e unico amico, come Batman è stato per lui.

Primi otto episodi di Titans che sono fenomenali per ritmo, regia e narrativa. Non danno un singolo attimo di respiro aggiungendo, di episodio in episodio, eventi e avvenimenti che non fanno altro che accrescere la voglia di sapere come vada a finire ma, al contempo, lasciano sperare che venga aggiunto qualche piccolo elemento per non assistere alla fine definitiva della storia. Tutta una speranza che viene in parte smorzata da una decisione per nulla condivisibile e che affligge tantissime serie: la diluizione della narrativa andando a ordinare più episodi del necessario. È cosi che dopo l’ottavo episodio Titans cambia completamente pelle, offrendo un trittico di puntate paragonabili, a tutti gli effetti, a degli episodi filler che bloccano la trama, andando ad approfondire aspetti sì interessanti, come il passato di Hawk e Dove, ma che potevano essere riassunti tranquillamente in una mezz’ora abbondante piuttosto che tenere la storia principale sospesa per più di due puntate dopo il ritmo incessante, senza respiro, dettato precedentemente. Una scelta scellerata che raggiunge il culmine in un’incomprensibile puntata finale. Puntata che gioca furbamente con la narrazione inscenando un episodio dai toni epici andando a introdurre un personaggio tanto atteso – e lo fa in una maniera pazzesca – ma che fa storcere il naso per aver avuto una costruzione che, alla fine, altro non ha rappresentato che l’ennesimo episodio filler, che non risolve nulla della trama principale costruita in questa prima stagione e che, anzi, piuttosto che dargli una conclusione lasciando qualche spiraglio aperto per costruirci la prossima stagione, aggiunge ulteriori elementi e sottotrame che, più che creare attesa, infastidiscono dopo aver assistito ad un percorso netto che si sarebbe potuto concludere ampiamente in poco più di otto episodi. Otto episodi ai massimi livelli, per nulla diluiti e che invece, così, offrono una conclusione di stagione tutt’altro che soddisfacente.

Commento:
Al di fuori di una diluizione eccessiva che ne ha rallentato, inspiegabilmente, ritmo, toni e narrativa, offrendo un finale che poteva essere ben altro, la prima stagione di Titans nel complesso rappresenta una delle migliori produzioni fumettistiche su schermo. DC Universe che parte nel migliore dei modi offrendo con Titans una serie dai toni sporchi, maturi e che non si risparmia dall’inscenare la violenza senza filtri: una violenza non gratuita, ma funzionale per la storia che si va a raccontare, nel mondo in cui si vive e per definire i personaggi, straordinari, che lo vanno a popolare. Personaggi ricchi, sfaccettati, tormentati, dalla chimica ineccepibile, e che hanno la loro massima espressione sia nei singoli Dick Grayson e Rachel Roth, che nel rapporto che si va a creare tra di loro.

Giudizio Finale:

Ottimo
8

Cast

8.5/10

Regia

8.6/10

Sceneggiatura

7.8/10

Montaggio

7.0/10

Sonoro

8.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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