Recensione – MasterChef 8×03/8×04

Dopo un debutto estremamente convincente (qui), eccoci con due nuovi episodi dell’ottava edizione di MasterChef. Episodi che non fanno altro che confermare tutta la bontà percepita settimana scorsa con concorrenti interessanti, sia dal punto di vista culinario che personale per uno show di questo stampo; nonché tutto l’affiatamento tra i quattro giudici nel quale Chef Locatelli convince sempre di più. Doppia puntata che, tuttavia, al netto di essere gradevolissima nel complesso, ha una discutibilità e criticità di fondo nel meccanismo di selezione dei concorrenti, e in quello del montaggio delle puntate che non lascia mai nulla all’immaginazione ma rende tutto, estremamente, prevedibile. Per quanto riguarda il primo punto, infatti, degli ottanta concorrenti iniziali ne sono rimasti solo la metà: coloro che hanno ottenuto l’ambito grembiule bianco, un grembiule tuttavia privo di nome. Parte così la nuova puntata di MasterChef: i posti disponibili per entrare nella gara vera sono solo venti, il che si traduce in sfide uno contro uno (di tanto in tanto anche a quattro), dove appunto i concorrenti dovranno farsi largo per convincere i giudici e far cucire il loro nome sul grembiule garantendosi così l’accesso all’ottava edizione di MasterChef. Il problema di base però risiede nel fatto di avere delle accoppiate completamente sbilanciate; si mettono in scontro personalità e personaggi fortissimi, che avrebbero meritato entrambi di passare, mentre dall’altro lato ci sono turni che vedono protagonisti persone che non sanno cosa è la cucina e che, cucinando meno peggio dell’altro, hanno la fortuna di passare. Un meccanismo che non ha convinto affatto e che ha lasciato fuori concorrenti preparatissimi, come la povera Mara (che ha perso contro il comandante di navi Salvatore); o il chimico Toscano, Maurizio, che all’interno della gara poteva regalare grandissimo spettacolo. Ciò non toglie la possibilità di vederli entrare in gara in corso come accaduto nelle precedenti edizioni ma, tant’è, fino ad allora, c’è una certa delusione di fondo. Uno degli altri elementi che non ha convinto è stato il montaggio che, come detto, anticipava largamente il vincitore del relativo scontro. Un montaggio discutibile che dedicava più spazio a certe personalità rispetto ad altre completamente ignorate settimana scorsa e, per quanto sia comprensibile il fatto di dover creare un background sui concorrenti che entreranno in gara, questo lasciare presagire chi passerà il turno toglie un po’ di carica alla puntata, nonostante lo spettacolo sia molto più che gradevole.

Spettacolo che comincia sin da subito con la sfida tra Giuseppe, l’assassino di ravioli, e Federico, che dovranno sfilettare un branzino e cucinarlo. Giuseppe, nonostante varie difficoltà tra cui svariati tagli alla mano, con il suo “Branzino della speranza” riesce a convincere i giudici e passare il turno anche se, all’interno della gara, non sembra poter avere grandissima gamba. Scontro che si sposta tra due donne ritenute deboli e prive di polso, Tiziana e Paola. Sfida che le mette alla prova dovendo cucinare pane e cipolla e che, nonostante entrambe appaiono come due grossi punti interrogativi, vede passare Tiziana grazie alla sua innovazione rispetto alla tradizione di Paola. Si passa successivamente alla prima sfida a quattro tra Caterina, Denis, Gilberto e Andrea, che dovranno cucinare la “morte della seppia”, ovvero il risotto al nero di seppia. Divertente il siparietto tra Cannavacciuolo e Bastianich su dove vada messo il risotto, piatto piano per il primo, fondo per il secondo; ma ancora più divertenti sono i piatti dei concorrenti dove Andrea, il blogger del risparmio, è tirchio anche sul nero da mettere sulla pasta; Denis fa un quadrato/tortino di risotto del tutto rivedibile nonostante il potenziale espresso; Gilberto mostra una buona tecnica ma, l’asparago, non convince; e infine Caterina, che ha la geniale intuizione di aggiungere dell’arancia al risotto sorprendendo tutti i giudici. Sorpresa che gli consente di aggiudicarsi un grembiule con sopra il suo nome, così come Gilberto premiato per la sua preparazione. L’attenzione si sposta poi a Eva e Federico, Bastianich che fa il gioco “bastoncino corto o lungo” nel quale chi prende quello corto, dovrà cucinare degli involtini; mentre quello lungo degli spiedini. Eva, che ha beccato gli involtini, non riesce con i suoi involtini di pollo e granella di pistacchio a persuadere i giudici, che gli preferiscono gli spiedini al pesce di Federico. Puntata che mette a confronto due signore Campane, Tiziana e Gemma, esperte di farciture e che si vedranno messe alla prova con la farcitura dei fiori di zucca. Entrambe, nonostante la presunzione e le loro origini, non convincono affatto con la loro frittura, passa Tiziana che fa meno peggio ma, ecco, questo è uno quei casi nel quale il meccanismo di accesso scricchiola visto che nessuna delle due era all’altezza della cucina di MasterChef.

Durante la puntata arriva anche il momento tutto per Chef Locatelli, il quale lotta per abolire la triste piaga che dilaga sempre di più: le “insalatone”. Chef che mostra la sua insalata – impossibile da seguire nonostante la facilità degli ingredienti usati – e nel quale Domenico e Guido dovranno reinterpretare un’insalata gourmet per vincere lo scontro. Scontro che vede Guido trionfare ma, al contempo, un infastidito Domenico che con la sua peculiare interpretazione orientale meritava sicuramente di più – si ritorna al discorso di prima delle signore Campane. Come detto poi in apertura arriva il momento del chimico Maurizio, che si scontrerà con Alessandro, il povero ragazzo vittima del suocero e che lavora per l’agenzia di famiglia. I due si vedono prima messi alla prova con un test olfattivo, che termina in parità, e poi con il dover cucinare un ottimo spaghetto all’aglio, prezzemolo e vongole. Maurizio, di un’onestà che gli fa onore e personaggio assoluto, perde la gara nonostante i piatti fossero abbastanza equivalenti, l’esclusione più pesante da digerire. Esclusione che brucia anche quella di Mara, tatuatrice di Spoleto, e Salvatore il comandante di navi mercantili. I due, protagonisti prima di una divertente cena tête-à-tête, devono scrivere gli ingredienti del piatto che hanno assaggiato (vince Mara che ne indovina tredici contro gli undici del Capitano) e poi cucinare un piatto al polpo. Passa il turno Domenico ma, non si può fare a meno di ribadirlo, il meccanismo non è stato corretto visto il confronto tra due personalità estremamente forti e che meritavano entrambe il passaggio di turno. Ritorna poi una sfida a quattro tra Sara, Valeria, Sabrina e Loretta; sfida che prima le mette alla prova dovendo fare della besciamella alla noce moscata ma, non essendo la prova finale, le vedrà cucinare un piatto partendo da del riso bollito. Passano il turno Loretta, protagonista di una geniale e intrepida reinterpretazione di un arancino al risotto; e Valeria, molto sicura in cucina e sulle sue conoscenze ma che, a primo acchito, appare dalla personalità non adatta a gestire la pressione della gara. Pressione che riesce a superare con estrema sicurezza Vito, gommista di Bari che, in una sfida tutta pugliese contro Magda, impiegata di Bari, passa il turno preparando delle ottime orecchiette alle cime di rapa, dando dimostrazione di una preparazione di gran lunga migliore di quello che dà a vedere.

La puntata si sofferma poi su Camilla e Verando che, con tre tagli di carne, dovranno cucinare altrettanti piatti: filetto di manzo, cotoletta alla milanese e scaloppina. Si aggiudica la manche Verando anche se, nel complesso, è stata una di quelle sfide nel quale entrambi potevano fare di più ma passa quello che ha fatto meno danno. Suscita poi ilarità la sfida tra il tabaccaio Massimo e il macellaio Samuele, che si vedono alle prese con un piatto vegetariano e nel quale trionferà il giovane macellaio Samuele. Arriva anche il momento del dolce con lo scontro tra Francesca e Paola. Paola che prepara un tiramisù del tutto rivedibile, ma che riesce a passare incredibilmente contro il piatto di Paola, che fa un dolce senza zucchero – altra manche discutibile. Non è invece discutibile la manche, che sembra uscita direttamente da una barzelletta, con Bertho, Fabrizio, Anna e Giovanni, che devono preparare una parmigiana. I quattro non convincendo i giudici, soprattutto Cannavacciuolo che commenta “Erano quattro timballi, non parmigiane di melanzane. Dobbiamo trovare chi ci si avvicina di più”. Consente di passare il turno ad Anna, che sarà difficilissima da gestire in gara, e Giovanni, che sembra avere tutte le carte in regola per sorprendere. Arriva poi l’ansiosissima Virginia contro la commessa di Lecco, Raffaella, che dovranno preparare dei passatelli. Al netto di una pasta un po’ rotta, ma un piatto bellissimo, esteticamente tra i più belli della puntata, Virginia riesce ad avere la meglio contro il “porridge” di Raffaella. Infine chiude la puntata un’ultima sfida a quattro tra Gesuino, Gloria, Gerry e Laura, che dovranno sezionare un pollo intero e cucinare la parte che più preferiscono. Gloria è protagonista di un piatto raffinatissimo, passando il turno; così come il cowboy Gerry che, forse fortunato sulla prova dedicata alla carne, dimostra una dimestichezza di tutto rispetto presentando una carne in doppia cottura e convincendo completamente i giudici. Si concludono così le selezioni dell’ottava edizione di MasterChef, da settimana prossima inizia la gara vera e propria e, nel quale, i venti concorrenti dovranno iniziare a fare sul serio per ambire al titolo di MasterChef Italiano.

Commento:
Le selezioni di MasterChef si concludono in maniera convincente e divertente. Un doppio episodio che conferma tutte le buone impressioni della scorsa settimana ma, al contempo, denuncia una prevedibilità di fondo nella scelta dei concorrenti con un montaggio rivedibile e, soprattutto, un meccanismo alla base della scelta per nulla condivisibile. Meccanismo sbilanciato per introdurre forzatamente certe personalità e che, però, così facendo, lascia fuori concorrenti preparati e che avrebbero meritato la cucina di MasterChef di gran lunga rispetto ad altri.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.2

Voto

8.2/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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