Recensione – MasterChef 8×05/8×06

Dopo due settimane di selezioni l’ottava edizione di MasterChef entra nel vivo della gara. Concorrenti nuovi, struttura del programma intatta. Difatti i venti aspiranti MasterChef italiani si sfideranno nelle ormai note prove dello show culinario: la Mystery Box, l’Invention Test, la Prova in Esterna e in fine il Pressure Test. Prima puntata che è protagonista della Mystery e dell’Invention, e che ci mette in contatto per la prima volta con le abilità culinarie e vicende personali dei rispettivi concorrenti. Una prima puntata scialba, che intrattiene ma che scricchiola qua e là con i concorrenti, troppo teatrali, troppi pianti insensati e dove, fatta eccezione per Salvatore, nessuno riesce ad imporsi come chef o semplice personaggio – magari ancora timidi essendo il primo contatto con la cucina di MasterChef e con i giudici. Prima Mystery Box che vede i concorrenti alle prese con una “tela” di ingredienti bianchi: baccalà, lardo, asparagi, farina doppio zero, capesante e tanti altri, e che devono essere “colorati” utilizzando spezie o altri ingredienti, come lo zafferano, il nero di seppia o la curcuma ad esempio. Come di consueto i giudici assaggiano solo i migliori piatti, migliori che trovano riscontro nella “Celeste Nostalgia” di Alessandro, un piatto a base di capesante. Capesante che fanno valere un posto tra i migliori anche a Guido che, con il suo “Capasanta Pop” allo zafferano e curcuma, lardo e polenta alla barbabietola impressiona i giudici. Infine completa il terzetto la “Tela del Gusto” di Salvatore, del baccalà di cavolfiore che non convince Bastianich. A sorpresa, però, non saranno solo tre i migliori della prova come di consueto ma, i quattro giudici, cominciano a chiamare Loretta, Federico, Giovanni e Gloria, per un totale di ben sette concorrenti. Prova che viene vinta da Salvatore, il quale, avrà come vantaggio per l‘Invention Test la possibilità di salvare i più deboli (coloro che non sono stati scelti nella Mystery), oppure i migliori. Salvatore sceglie i deboli e, da vero capitano, sceglie anche di cucinare rinunciando così alla possibilità di andare direttamente in balconata.

Invention Test che vede come protagonisti quattro piatti dell’infanzia dei rispettivi quattro giudici di MasterChef. Momento che crea un siparietto alquanto fastidioso, con molteplici concorrenti che piangono copiosamente per dei banalissimi racconti dei giudici. In particolar modo Valeria si rende protagonista di questo momento in negativo, non fermandosi un attimo dal piangere e, confermando, tutta la teatralità – o debolezza – mostrata nelle selezioni. Tornando invece all’Invention, Salvatore decide di cucinare la ‘Pasta e Fagioli‘ di Chef Cannavaciuolo. “Pasta e Fagioli del Giorno Dopo“, questo il nome del piatto di Salvatore, che piace ma non convince appieno Chef Locatelli. Arriva poi il momento di Guido che colpisce i giudici con sapori ottimi e bilanciati ma, avendo un problema alla schiena, chiede in maniera imbarazzante e vergognosa ai quatto giudici di potersi sedere sul divanetto, probabilmente uno dei momenti più bassi in otto anni di MasterChef. Riguardo alla prova si passa a Gloria, protagonista di un piatto brutto con gli ingredienti completamente scollegati. Loretta con il suo “Cuor di Fagiolo” mostra tanta sicurezza, troppa, e anche un filo di presunzione ridendo davanti a Chef Cannavacciuolo che gli fa notare le molteplici mancanze ed errori del piatto. Giovanni porta invece delle “Sagne e Fagioli” nel quale la pasta ha asciugato tutti gli ingredienti. Mentre Alessandro viene bocciato da Chef Locatelli infastidito dai fagioli duri e dal pane non tostato. Federico, molto impacciato e intimorito dai giudici, riesce a presentare nonostante ciò un bel piatto. Una via di mezzo che raggiunge il simpatico Giuseppe che, nel complesso, non presenta un piatto bruttissimo, ma lo rende così tanto piccante da far “soffocare” Bastianich. Assaggiati tutti i piatti vince la prova, nonostante l’handicap, Guido; vanno invece tra i peggiori la presuntuosa Gloria, l’insipido piatto di Loretta e l’azzardo piccante, non apprezzato, di Giuseppe. Gloria viene salvata immediatamente ma, a sorpresa, anche Giuseppe e Loretta vengono graziati con la scusa dei giudici di essere stata una “prova” per capire come sono loro a livello personale e culinario. Si passa così alla seconda puntata: di gran lunga più gradevole, ma grazie a un bel Pressure Test che alla Prova in Esterna.

Prima Prova in Esterna di questa ottava edizione di MasterChef che si svolge nell’aeroporto di Pisa. Guido, in quanto vincitore dell’Invention, comanda una brigata con la possibilità di scegliere il capitano della seconda squadra, “capa” di brigata che viene identificata – in maniera molto furba – in Anna. Guido ha inoltre la possibilità di scegliere i rispettivi Sous-Chef (il suo sarà Salvatore, Caterina per Anna) e sceglie inoltre di guidare la brigata rossa e affidare così la squadra blu agli avversari. Prima di iniziare la prova si fa menzione del problema di Guido alla schiena che, su consiglio del medico, ha la possibilità, quando ritiene opportuno, di sedersi per riposare – sicuramente un altro dei momenti più discutibili, nonché più tristi nel vedere il capo di brigata seduto e sgranchirsi mentre gli altri sgobbano. Durante la prova, condita parallelamente da un Bastianich alle prese con un simulatore di volo, bisogna sottolineare come quelli di Joe siano stati i momenti più gradevoli della Prova in Esterna, una prova molto lenta, priva di mordente e di ritmo. Prova che vede trionfare nettamente (89 voti degli aviatori contro 11) la squadra della “vecchietta” Anna che, a modo suo, risponde a quel Guido che insistentemente continua a sedersi, una vera vergogna.

Rientrati dalla Prova in Esterna arriva l’atteso e temuto momento del Pressure Test. Un Pressure che vede protagonisti la squadra perdente di Guido, composta da Giovanni, Salvatore, Paola, Federico, Samuele, Alessandro e Gerry. La prima prova del Pressure, al quale ne seguiranno altre come da tradizione, vede i concorrenti alle prese con delle uova di quaglia per cucinare una maionese perfetta. Maionese che Giovanni presenta in maniera terribile, così come Salvatore e Alessandro; Federico riesce a difendersi bene; mentre Paola che incomprensibilmente gli mette l’aceto, come Gerry che gli mette del pepe, fanno parecchio storcere il naso; ed infine c’è Guido che realizza una maionese perfetta e viene salvato immediatamente. Vengono salvati anche Federico con la sua maionese accettabile e Samuele, in calcio d’angolo come dice Chef Cannavacciuolo. Si passa così alla seconda prova del Pressure. Seconda prova che vede sempre le uova come protagonista ma, stavolta, uova di gallina da realizzare in camicia, con il piccolo dettaglio di avere un singolo uovo a disposizione, un un’unica possibilità dunque. Alessandro e Giovanni realizzano delle uova troppo crude e morbide a causa di un vortice troppo veloce; Virginia indietro di cottura; Tiziana un uovo molto brutto solo a guardarsi, così come Giuseppe; e infine Gerry che realizza un uovo in camicia perfetto e si salva istantaneamente. Si giunge così alla terza e ultima prova di un Pressure Test frizzante e divertente. La terza prova vede dare la possibilità ai concorrenti di poter prendere qualsiasi cosa dalla dispensa, a meno dell’ingrediente principale che verrà scelto dai giudici, e che sarà l’uovo di struzzo con il quale dovranno fare un’omelette. Virginia realizza un’omelette buona, mentre Paola pessima essendo praticamente un uovo strapazzato. Alessandro prova a fare lo spiritoso definendo la sua omelette “leggermente abbronzata“, stizzendo Barbieri che lo zittisce in poche parole. Salvatore e Giovanni realizzano delle omelette non affatto belle, ma sono fortunati ad aver fatto meno peggio degli altri e si salvano insieme a Virginia. Rimangono Alessandro e Paola con quest’ultima che, vittima di un’omelette definita ‘immangiabile’, si vede costretta ad abbandonare la cucina di MasterChef a discapito di Alessandro che, nel complesso delle prove, sembra potersi riprendere e dire la sua all’interno della competizione.

Commento:
Dopo un’ottima fase di selezioni, l’ingresso nel vivo della competizione di MasterChef non convince appieno. Un doppio episodio con concorrenti troppo rigidi e dai modi di fare teatrali o semplicemente ingiustificabili – leggasi Guido. Prima puntata priva di mordente e il non eliminare nessuno è testimone di un approccio piuttosto soft. La seconda puntata, nettamente migliore, si riprende grazie a un frizzante e divertentissimo Pressure Test, ma ha dalla sua una Prova in Esterna per nulla indimenticabile o interessante da seguire.

Giudizio Finale:

Buono
7

Voto

7.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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