Recensione MasterChef – 8×07/8×08

Dopo una scorsa puntata tentennante (qui), ma non per questo da buttare, riprende la competizione di MasterChef e lo fa con una verve completamente rinnovata, un bel ritmo, un’aria generale molto più leggera, d’intrattenimento e divertente, nonostante qualche personalità continui ad essere fastidiosa – ma diciamo che ogni edizione “necessita” di questi elementi. Sono rimasti in diciannove, il che vuol dire che ci sono diciotto persone da superare per diventare l’ottavo MasterChef d’Italia. Puntata che va aprendosi sulla Mystery Box, composta tutta da elementi che creano sonnolenza: coniglio, scampi, ricotta, mandorle, cavoli, pesce, uova, pomodori e tanti altri; e che nella sua prova misteriosa “costringe” i concorrenti ad usare un decimo, indispensabile, ingrediente: “una tazzulella ‘e cafè” come dice Cannavacciuolo. Chef che esce dalla sua valigia un’enorme caffettiera dal quale i concorrenti dovranno prendere la loro tazzina di caffè da mettere nel piatto. La prova si svolge in maniera molto ordinaria, ma diciamo che difficilmente, anche in passato, le Mystery Box hanno riservato grossi colpi di scena. Prova che vede trionfare tra i migliori Loretta con il suo “Nidi nervosi di Scampi”, un piatto di pasta fresca con il caffè utilizzato per l’impasto della tagliatella; Samuele, che con il suo rollè di coniglio al caffè incanta Chef Barbieri, e Valeria, che con il caffè allunga la salsa con la quale serve la spalla del coniglio. Ma, prima di un’altra sorpresa, Valeria non perde tempo per piangere per l’ennesima volta, risultando ormai stucchevole e irritante con il suo atteggiamento. Sorpresa che rappresenta una certa – opinabile – manica larga dei giudici quest’anno – su due prove – ovvero non limitarsi ai tre migliori, ma annunciarne altri tre per un totale di ben sei aspiranti Chef. Il quarto miglior piatto sono gli “Scampi croccanti, maionese e bisque al caffè” di Gilberto; il “Dolce Risveglio” di Giuseppe, piatto esteticamente bellissimo; ed infine il “Due Scampi, un buon caffè e tutti in sella” di Verando che propone scampi e coniglio insieme, con un buon rollè ma nel quale si sente poco il caffè. Vincono la prova Gilberto, Loretta, Samuele e Valeria che, come vantaggio, non devono affrontare l’Invention Test.

Invention Test che vede come protagonista il Quinto Quarto di Mare. Trippa di baccalà, gole di baccalà, guance di pescatrice, pelle di ricciola, fegato di tonno, cuore di tonno, lische di palamita e teste, tutte le parti meno nobili del pesce in pratica. Non è necessario utilizzarle tutte, si può decidere quale parte cucinare ma, rispetto al resto degli sfidanti, quattro di loro non troveranno in cucina un quinto quarto, ma troveranno una ricciola da eviscerare, squamare, sfilettare, spellare e ricavarne il quinto quarto più di piacimento. Hanno il compito si scegliere i quattro “penalizzati” i precedenti vincitori della Mystery, Loretta sceglie Federico, Gilberto sceglie Guido, Valeria sceglie Salvatore, Samuele sceglie Tiziana. Valeria non perde l’occasione per farsi l’ennesimo pianto. Improponibile. Nonostante qualche difficoltà generale, la prova procede piuttosto spedita per tutti. Comincia il momento dell’assaggio Alessandro, che propone un “Risotto al Cuore di Quinto Quarto” dal gusto non malvagio, ma con il cuore bruciato. Anna, molto ordinata nel non sprecare nulla e prendere in cucina lo stretto indispensabile, preparata delle orecchiette al quinto quarto, un po’ amare, ma apprezzate per la sua visione pulita di cucina. Guido, con il suo “Quinto Quarto di Ricciola e Zafferano” prepara un piatto bellissimo esteticamente, incompleto e dallo zafferano che restituisce un sapore troppo forte ma, visto l’handicap, apprezzabile sotto tutti gli aspetti – lui un po’ meno. Federico invece cade sul pesce, con un risotto al quinto quarto completamente crudo. La “Trippa di baccalà con peperoni” di Virginia ad impatto sembra interessante solo che, a detta degli giudici: “sembra di mangiare una peperonata”. Gerry cucina delle guance di ricciola di punta, piatto onesto. Mentre Gloria con il suo “Pane, cuore a amore” riesce a proporre del pesce cotto molto bene. Arriva un momento tanto surreale, quanto triste e imbarazzante, con Tiziana che, chiamata per l’assaggio, piange dalla commozione perché l’hanno chiamata tra i “migliori”, quando in realtà nell’Invention vengono assaggiati tutti i piatti. Chef Locatelli, che fa notare la cosa, crea un imbarazzo generale altissimo. La signora dal canto suo prepara una “Zuppa del Pescatore” piena di panna e che non convince lo Chef che ammette qualche perplessità su un’ingrediente nascosto ma che lei non ha detto. Arriva poi il momento di Tiziana Positano che sembra una miracolata già solo per il fatto di essere arrivata qui, ed effettivamente il suo “Finocchio filet con tempura di Quinto Quarto” sembra un miscuglio di quelli che si danno ai cani, con Bastianich che prende il piatto e lo svuota nella pattumiera. Giovanni, che in precedenza aveva ascoltato i consigli di Chef Cannavacciuolo di un risotto non all’altezza, presenta delle guance di pescatrice panate all’arancia, riuscendo a fare breccia nei giudici e creando un divertente siparietto con Bastianich che lo paragona a Mr. Hyde. Vito non convince con il suo “Guanciale di Pescatrice con patate”, nonostante la stima di Chef Locatelli, e le “Frattaglie di Ricciola” di Caterina vengono definiti da Bastianich come un esperimento scientifico, per una donna che appare perennemente ‘scazzata’ dalla vita. Salvatore nonostante l’handicap presenta un piatto al livello estetico di Guido, ma il suo “Lato Interno di ricciola, fegato e guance” ha troppi ingredienti e pecca di coesione. Buono il “Fegato di Mare” di Giuseppe, ma poteva essere più bilanciato nei sapori, Verando invece con la “Trippa del Nipote” presenta ai giudici un piatto definito rancido da Chef Locatelli. Conclusasi la prova viene decretato il vincitore, Giovanni, che di conseguenza sarà capitano di una delle due brigate nella prossima prova in esterna. Vengono anche annunciati come di consueto i peggiori che sono: il piatto senza idee di Tiziana Positano – così chiamata dagli altri concorrenti per distinguerla dall’omonima donna – il triste piatto di Caterina e Tiziana che ha preparato una zuppa tutt’altro che invitante. Esce Caterina che, come tutto il terzetto di peggiori a dire il vero, non sembra essere mai stata all’altezza della cucina di MasterChef.

Si passa così alla prova in esterna. Prova che si svolge a Villa ReNoir, alle porte di Milano, per celebrare la “Quinceanera” di Giorgia, ragazza sudamericana che compie 15 anni, un passaggio dall’infanzia all’età adulta molto importante nella cultura latina. Ragazza italo-sudamericana le quali origini dovranno rispecchiarsi nel menù della festa – cafonata – composta da ottanta invitati. Come di consueto la prova divide i concorrenti in due squadre: la blu e la rossa, che rappresentano a loro volta un menù specifico. Il menù blu include un’insalata di crostacei con frutta esotica, crespelle di mais con ragù di pesce e mousse al cioccolato e cocco con ananas caramellato. Quello rosso presenta invece degli spiedini di pollo fritto con platano e maionese al coriandolo, controfiletto di manzo su crema di fagioli e peperone aji amarillo, ed infine dell’empanadas dolci con mele e salsa di mango. Giovanni, alla luce della vittoria nell’Invention, sceglie il menù di carne e la brigata avversaria (e di conseguenza la sua) nominando gente con cui non vuole lavorare motivando onestamente le sue scelte, inoltre nomina Federico come capo della brigata rossa. La prova si svolge in maniera piuttosto ordinaria nella brigata blu, rea di avere come capo Giovanni: pulito, ordinato e pronto ad ascoltare qualsiasi richiesta dei suoi compagni. Le cose vanno meno bene nella brigata rossa nel quale Federico fatica a far valere la sua leadership sul gruppo e, in particolar modo, su Gilberto che fa di tutto per farsi odiare, insubordinandosi a Federico e al team con atteggiamenti maleducati, cafoni, presuntuosi e completamente irrispettosi nei confronti di tutti. Tuttavia le tensioni nella squadra blu non impediscono al team di vincere in maniera schiacciante contro Giovanni (sessanta voti a venti) condannando la brigata di quest’ultimo ad andare al Pressure Test.

Pressure che, prima di iniziare, dà la possibilità a tutti i membri della brigata di esprimere la loro sull’operato di Giovanni come Capo, tutti responsi positivi che soddisfano il sorridente Giovanni. Giovanni a cui viene data la possibilità di salvarsi (che accetta) ricevendo un’approvazione generale tranne da parte di Guido che, come si suol dire: “fa il bello con il culo degli altri”. Prima prova del Pressure che vede come protagoniste le patatine fritte, da cucinare nella maniera più perfetta in venti minuti. Alessandro presenta delle patatine bollite; Gloria non eccelle nella frittura, ma le patatine sono buone; Guido con la sua doppia cottura trionfa tra i giudici; Tiziana presenta delle patatine crude/anemiche, e Virginia e Samuele a causa del taglio diverso della patata hanno patatine con cotture diverse; Salvatore fa un’ottima frittura; ed infine Gerry poco croccanti ma il giusto per essere buone. Passano la sfida Gloria, Guido, Salvatore e Gerry. Si passa così al secondo step del Pressure Test, una prova in cui i concorrenti devono preparare in quindici minuti un grande classico della cucina casalinga: il purè di patate. Due saranno salvi, due invece si giocheranno la permanenza in cucina in un’ultima prova. Purè che viene cucinato da Alessandro senza sale; Tiziana con delle porzioni (e proporzioni negli ingredienti) che sconosce; Samuele fa bene passandolo due volte; mentre Virginia è colpevole di averci messo troppo parmigiano. Ciò nonostante la timida Virginia riesce a passare il turno, così come Samuele. Terza e ultima prova che mette così contro Alessandro e Tiziana, che devono preparare degli gnocchi da condire a piacimento. Nella sfida Tiziana mostra tutte le sue debolezze, entrando nel pallone e facendo avanti e indietro continuamente dalla dispensa scordandosi continuamente ingredienti o strumenti per cucinare. Alessandro dalla sua assaggia qualsiasi cosa, anche l’acqua di cottura, e si penalizza da solo mettendo troppa farina negli gnocchi, rispetto a Tiziana che sembra essere molto più pratica. Terminata la prova arriva il tanto atteso momento dell’assaggio, in cui Bastianich e Chef Locatelli smontano completamente gli gnocchi di Alessandro ridicolizzandolo come poche volte avvenuto nel programma. Tiziana invece, nonostante sembrasse più pratica, presenta degli gnocchi inguardabili, come se fossero già stati masticati, un piatto così raccapricciante che gli costa la competizione venendo eliminata senza remore.

Commento:
Correggendo le piccole lacune di ritmo e d’intrattenimento della scorsa settimana, la settima e ottava puntata di MasterChef regalano una doppietta frizzante e gradevolissima da seguire. Diversi momenti destinati ad essere ricordati nelle edizioni avvenire – come il piatto svuotato da Bastianich nella pattumiera – e nel quale i concorrenti cominciano ad essere più spensierati e a loro agio all’interno della cucina. Certo, qualcuno appare incredibile come possa essere entrato nella competizioni, sbagliando di puntata in puntata, così come alcuni personaggi diventati ormai stucchevoli nella loro melodrammaticità, ma nel complesso nonostante sia ancora l’inizio quella dell’ottava stagione di MasterChef sembra proprio un’ottima annata.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.3

Voto

8.3/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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