Recensione – MasterChef 8×09/8×10

Continua il viaggio nella cucina di Masterchef. Viaggio in cui i concorrenti devono cominciare a mettere quella marcia in più, quel rischio che gli elevi all’interno della cucina – e agli occhi dei giudici. Mystery Box “a cibo scoperto” dove tanti ingredienti, come il sedano rapa, la quaglia, finferli, scarola, cervo, sono posizionati apertamente sul tavolo, in bella vista. Sotto la Mystery Box, invece, sono presenti gli utensili da cucina (padella, cucchiaio, setaccio, lecca pentole, frullatore, eccetera…) comodamente messi vicini ai concorrenti senza il bisogno così di muovere un passo. La prova consiste però nel cucinare solo con ‘il necessario’, ovvero sceglieranno gli utensili con il quale preparare il loro piatto ma, con il grande dettaglio, che ogni utensile costa un ingrediente che andrà scartato e quindi non potrà essere utilizzato. Premesse semplici nella teoria, ma non per i concorrenti che, alla richiesta semplice da comprendere, entrano nella confusione più totale. Virginia in particolar modo nel pallone con un’accoppiata cervo/calamaro rivedibile dalla base. Arriva il momento dei migliori – sì, stavolta sono (finalmente) solo tre – con Gerry che con il suo “Duetto di Selvaggina” usa saggiamente la quaglia e il cervo insieme cucinando la carni alla perfezione; il secondo migliore è ancora un piatto con il cervo, ed è quello di Guido che con “Cervo e Langhe” prepara del cervo scottato fresco e delicato, e delle polpettine di tartare che Chef Locatelli apprezza nella sua totalità; infine ultima migliore della Mystery è Valeria che con la sua “Quaglia Essenziale“, piatto di quaglia ai frutti di bosco e frisella croccante (che Alessandro copia), riesce a bilanciare perfettamente il piatto grazie alla scarola con l’aceto. Trionfa tuttavia nella prova Guido, che ha così un’importante vantaggio per l’Invention Test.

Invention Test in cui i giudici fanno girare di spalle tutti i concorrenti così da mostrare solo a Guido i protagonisti culinari della prova: “Pane e Cioccolato“. Prova dove Guido deve decidere chi dovrà cucinare un piatto dolce, e chi uno salato. Nomina per il salato: Verando, Tiziana, Salvatore, Federico, Anna, Giovanni, Valeria e Loretta, che dovranno così preparare un piatto salato con pane e cioccolato – criticabile il voler mettere in difficoltà Tiziana che dalla sua non è neanche in grado di aprire il forno. Guido può anche decidere cosa preparare ai giudici, e opta per il salato. Prova dall’esecuzione standard anche se, tra tutti, Gilberto non perde occasione per dimostrare quanto sia presuntuoso, maleducato e smisurato il suo eco, dicendo allo Chef Locatelli, il quale lo aveva messo in guardia sull’acidità del cioccolato, un terribile “lei la chiama acidità” al quale lo Chef ha fermamente replicato con “la chiamo acidità perché è acidità” -indefinibile Gilberto. Si passa comunque al momento dell’assaggio, Guido presenta “Bosco, Pane e Cioccolato“, un filetto di capriolo impanato nel pane, salsa di vino e pastigli di cioccolato senza particolari sussulti. Vito con il suo “Cannolo con Namelaka” si fa apprezzare più per l’onestà e rispetto nei confronti dei giudici, piuttosto che per il suo cannolo che non sa di cioccolato. Valeria cucina degli “Gnocchi di Pane al Cioccolato” con ragù di coniglio, cibo gommoso al palato di Cannavacciuolo. Le “Cialde di Pane e Cioccolato” con amaretti e crema di cioccolato al latte con salse di fragole di Alessandro, offrono probabilmente uno degli impiattamenti più brutti di tutte le edizioni di MasterChef, con una salsa di sopra messa a forma di escremento; un piatto bocciato da Bastianich che resta in silenzio, e da Barbieri che gliene dice (per l’ennesima volta) quattro. C’è poi la mousse al “Cioccolato e Frutta” di Gilberto che Chef Locatelli non perde occasione per fargli notare il gusto non piacevole…acido, ma esteticamente rimane molto bello. Salvatore non riesce a spiccare con “Cervo, Pane e Cioccolato” solita (troppa) abbondanza e carne non ben cotta. Giovanni con la sua polenta di pane con capriolo al cioccolato pecca di quella scintilla che gli faccia fare il gran salto, Bastianich gli consiglia così di dargli un po’ di “magia” di essere più arrogante, dando vita a un siparietto che è ormai la norma tra i due. Anna con le sue “Tagliatelle al Cacao e Pane Tostato” si deve modernizzare; mentre Giuseppe sembra ormai essere nella categoria del “criticato a prescindere” nonostante offra un piatto per nulla brutto, ma bocciato da Chef Cannavacciuolo. Verando fa compagnia ad Alessandro con le sue “Polpette Pane, Amore e Cioccolato“, quattro polpette buttate lì e con un brutto color marrone, ma il gusto si salva. Loretta fa dei buoni “Tortelli al Cioccolato” con il grosso difetto però che non si sente il cioccolato. Virginia invece offre l’ennesimo, insopportabile, teatrino con il suo piagnucolare – fatto notare molto bene da Chef Barbieri – che al contempo tenta di spronarla nonostante, il suo piatto, sia nuovamente un piatto medio senza nulla da dire e offrire. Il “Panpepato a Modo Mio” di Samuele è un successo, Chef Locatelli si complimenta e il piatto è privo di difetti. Gloria gioca sul sicuro con una “Torta Pane e Cioccolato“, sicuramente si è arrivati al punto che serve però un qualcosa in più. Divide “Un Ricordo” di Federico, piatto di cervo molto bello esteticamente con la carne ben cotta, ma una salsa troppo al cioccolato che non dice nulla a Bastianich, mentre colpisce Locatelli che ne esalta il gusto. Tiziana – come se ancora non si fosse capito abbastanza – offre nuovamente un piatto terribile, “Melanzane al Cioccolato” che sono un incrocio tra un tiramisù e un profiterole, che si impastano tra di loro uscendone come un ammasso di cioccolato. Conclude la sfida Gerry con un semplice “Pancioccolato al Cucchiaio“, realizzato comunque molto bene. Vince la prova, nettamente, Samuele che con il suo piatto è stato l’unico ad aver ricevuto complimenti e che guiderà così la sua brigata nella prossima Prova in Esterna. Vanno invece tra i peggiori Giuseppe, Vito e Tiziana, tre piatti che non hanno rispettato il pane e il cioccolato. Viene eliminata senza tante sorprese Tiziana, miracolata ad essere riuscita ad entrare nella cucina di MasterChef, e che Chef Barbieri congeda dicendogli che, probabilmente, il marito aveva ragione nel non volerla nella cucina dell’attività di famiglia.

Si passa così alla Prova in Esterna. Prova all’aria aperta nelle Langhe nel Castello di Grinzare Cavour, patrimonio Unesco e casa del Tartufo Bianco d’Alba e del Vino Barolo. La prova dà a entrambe le brigate l’opportunità di offrire un menù completo libero: antipasto, primo e dolce per la squadra rossa; antipasto, secondo e dolce per quella blu. Unico obbligo è quello di utilizzare il tartufo in almeno uno dei piatti e di abbinare a ciascun piatto un vino. I concorrenti avranno due ore di tempo per poi dover servire le loro pietanze a sessanta persone divise equamente tra trifulau e produttori di vino locali. Samuele sceglie di guidare la squadra blu e – praticamente glielo fa Guido– il menù composto da tartare di Fassona con salsa Olandese e Lamelle di Tartufo, Finanziera come secondo ed infine il Bunet, dolce locale con base di cioccolato, amaretti e caramello. Samuele mette a capo della brigata rossa, che dovrà quindi cucinare il primo, Gloria, tutt’altro che contenta di questa scelta, che decide insieme ai suoi compagni di preparare una Tartare con Crema di Castagne e Uova di Quaglia, dei Ravioli del Plin con Tartufo e un Bunet con Panna. La prova, che si alterna a degli intermezzi simpatici nel quale Bastianich e Chef Cannavacciuolo fanno a gara a chi trova più tartufi, è probabilmente una delle prove più sbilanciate di sempre, in quanto – e il montaggio non riesce a mascherarlo – la squadra rossa è perennemente nel pallone, lenta, in cui un elemento come Federico, capo brigata fantoccio la scorsa settimana e zittito in ogni frangente dalla maleducazione di Gilberto, non fa altro che peggiorare la situazione criticando l’operato di Gloria come se lui fosse stato un capo migliore. La squadra rossa è anche criticabile nella scelta dei vini in quanto, laddove Samuele aveva il vantaggio di potersi aiutare con un enologo, decidono di fare assaggiare il vino a gente come Alessandro che non riuscirebbe a capire neanche se l’acqua della pasta fosse salata. Una sequenza di scelte insensate, piatti terribili esteticamente e che decretano una vittoria netta della squadra blu capitanata da Samuele per 45 voti contro 15 dei rossi. Un Samuele comunque imbarazzante come capitano: sempre in silenzio, nessuna decisione intrapresa e continuamente soppiantato da Gilberto che, più che spiccare per le doti culinarie, non fa altro che confermare il grosso cafone che è puntata dopo puntata.

Si arriva dunque al Pressure Test, in cui Gloria deve dividere la sua precedente brigata in due squadre che si sfideranno nella prova finale. Gloria decide di prendere nella sua squadra i mediocri Alessandro e Virginia, discorso diverso per Gerry che ha dimostrato la propria bravura. Nel fronte opposto si ha invece Giovanni, Federico, Valeria e Giuseppe. Prima del Pressure si ha però una piccola sorpresa: la possibilità di far saltare a tutto il team l’intero Pressure Test superando una sfida individuale, sfida che viene accolta da una parte per Gloria, dall’altra dalla piagnucolona Valeria. Chi vince fa salire tutta la squadra in balconata. La prova individuale consiste nel fare più tortellini possibili come Chef Barbieri insegna (e dimostra) in 35 minuti. Prova in cui Valeria è molto presuntuosa nel suo atteggiamento sicuro e lento, come se avesse già vinto, mentre Gloria ha dalla sua grandissimo ritmo e precisione. Passato il tempo Chef Barbieri si occupa del conteggio, un conteggio criticabile per la modalità e l’epilogo, in quanto Valeria trionfa con diciassette tortellini contro i sedici di Gloria, con la grossa differenza che quelli di Gloria in linea di massima avevano delle imperfezioni minime, mentre quelli di Valeria erano terribili, come frullati, da mandare istantaneamente a casa. Fatto sta che Valeria (Barbieri) riesce a salvare tutta la sua squadra, e si passa così al Pressure Test vero e proprio. Sotto le cloche si hanno tutti ingredienti per friggere, e si deve friggere della frutta, della carne e del pesce in Tempura, Infarinatura, Pastella e Panatura. Terminata la prova il primo a fare assaggiare le sue fritture è Gerry, che prepara un Agnello impanato molto buono ma commette l’errore di lasciare le rane fritte con le ossa; Gloria fa delle Mele Fritte buonissime, ma una tempura troppo oleosa; Virginia, che tanto per cambiare piange, fa solo della carne fritta buona, sbagliando le altre tre fritture con alimenti mezzi crudi; alimenti crudi che contraddistinguono anche Alessandro, reo di aver servito delle cervella impanate crude e di aver risposto per l’ennesima volta malamente a Chef Barbieri. Fatto sta che la necessità di spettacolo si rispecchia tutta nella decisione di ritenere il piatto di Gerry come il peggiore, una scelta senza senso in quanto il ragazzo ha sempre dimostrato la sua bontà e bravura, nonostante non avesse chissà quali margini di miglioramento o di vincere realmente la competizione. Restano così in gara concorrenti del livello di Alessandro che, di puntata in puntata, non fa altro che sbagliare piatti e finire tra i peggiori; e personalità come Virginia che, forse, fanno più intrattenimento che altro. Ecco che l’animo televisivo di MasterChef ha preso il sopravvento sulla bravura di alcuni.

Commento:
MasterChef è uno show televisivo, purtroppo bisogna ricordarselo quando ci si comincia ad affezionare ai concorrenti o vederne la reale natura (e non bravura). Perché questo doppio episodio è la perfetta rappresentazione di ciò, con uno show calzante, prove fresche, difficili e divertenti, ma che è tremendamente incorretto e ingiusto nelle scelte delle eliminazioni preferendogli più il lato d’intrattenimento che il talento anche mediocre – ma comunque nettamente più alto rispetto ad altri concorrenti improponibili.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.3

Voto

8.3/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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