Recensione – MasterChef 8×11/8×12

Sono rimasti in quindici nella cucina di MasterChef. Undicesima puntata che si apre con la consueta Mystery Box, una prova in cui si parla di bellezza, una bellezza non necessariamente esteriore ma, soprattutto, interiore. Difatti il tema principale della prova è quello di cucinare ingredienti “bruttini” e ammaccati, come del porro, mela, fagioli borlotti, melograno, finocchio – viene data anche della farina e del burro – per realizzare un piatto vegetariano, non necessariamente utilizzando tutti gli ingredienti. Nella prova, per un doppio episodio estremamente godibile e dal ritmo forsennato, Alessandro non perde occasione per origliare qualche possibile aiuto dai giudici così da sopperire i suoi chiari limiti e mancanze in cucina. Una Mystery Box che vede contraddistinguersi nuovamente in negativo – e non sarà la sola volta in queste due puntate – Gilberto che non è entusiasta degli aiuti di Chef Cannavacciuolo che lo bacchetta per indirizzarlo verso strade migliori. Una prova nel quale Verando con le sue “Melanzane al sangue” su crema di fagioli riesce a finire tra i migliori, un piatto che Bastianich esalta per cottura e sapori; così come va tra i migliori un’altra crema anzi, una “Vellutata di Finocchi“, realizzata da Valeria. “Vellutata di Patata Americana” che riserva un posto tra i migliori anche a Loretta che, però, non è l’ultima ad essere chiamata in quanto c’è un quarto e un quinto miglior piatto, ovvero la “Crema di Patate Dolci” di Gloria – condito dall’ennesimo commento ostile di Gilberto – piatto bellissimo esteticamente, porro fritto che gli dà una marcia in più, Chef Barbieri entusiasta; e il “Minestrone 2.0” di Salvatore – definito “sbobba” da Gilberto – che finalmente serve un piatto con pochi ingredienti e riesce a colpire i giudici nonostante sia un minestrone. Trionfa tra i cinque Salvatore, tornato a farsi notare dopo diverse puntate in disparte e che adesso avrà un importantissimo vantaggio per l’imminente Invention Test.

Invention Test in cui sono presenti delle scatole con sopra stampato il valore della spesa all’interno, questo valore può essere di 5€, 15€, 25€, 35€ e 55€. Salvatore che, in quanto vincitore, potrà spulciare tra le scatole per scegliere quella da cucinare in ben sessanta minuti. Ma non solo. L’ulteriore vantaggio di Salvatore è quello di scegliere i diversi minuti nei quali i suoi avversari dovranno cucinare: tre in sessanta minuti come lui, tre in quarantacinque, tre in quaranta, tre in trentacinque e due in trenta minuti. Vantaggi di Salvatore che però non terminano, in quanto gli viene data la possibilità di decidere se dare i minuti mentre cucina e si confronta con gli altri concorrenti, oppure comodamente dalla balconata salvandosi subito, ultima opzione che è quella scelta. Così dalla balconata Salvatore chiama il primo trittico che dovrà iniziare a cucinare, trio composto da Anna, Virginia e Alessandro, che rispettivamente scelgono la spesa da 5€, 15€ e 15€. Nella scatola da 15€ è presente un galletto, pancetta, spinaci, prugne, pinoli, carote e marsala; mentre in quella da 5€ fegatini di coniglio, farina di mais bianco, cicoria, pomodori ciliegino e sei uova di quaglia. Mentre Gilberto prova a fare il diverte (tentando) di impietosire Salvatore, quest’ultimo giunti ai quarantacinque minuti chiama altri tre aspiranti cuochi: Gloria, Samuele e Giovanni. Gloria e Giovanni, visti gli ingredienti della scatola di Anna, optano per il boxe da 5€, mentre Samuele prende quello da 25€ che presenta all’interno capesante, caciocavallo, funghi porcini, frutti rossi e foie gras, mentre Gilberto allunga il collo nella speranza di carpire gli ingredienti. Arrivati ai quaranta minuti vengono chiamati a cucinare Guido, Gilberto e Federico. Tutti e tre scelgono di cucinare con la scatola da 35€ che, per sfortuna di Gilberto, presenta un San Pietro, pomodorini ciliegini gialli, peperoni rossi, ceci, limoni e colatura di alici. Arriva poi il momento di Giuseppe, Loretta e Valeria, i primi due scelgono il boxe da 55€ con all’interno aragosta, uova, alghe, zafferano, sedano, pomodorini e cognac, mentre Valeria opta per quella da 25€. Infine per ultimi – discutibile la scelta di lasciare per ultimo Vito – vengono chiamati Verando e, appunto, Vito, che scelgono rispettivamente la scatola da 55€ e quella da 35€. Con i concorrenti finalmente tutti ai fornelli si comincia a delineare la difficoltà della prova nella sua totalità. In particolar modo non si può che provare piacere nel vedere Gilberto in palese difficoltà, che mette il sottovuoto del pesce nella pentola nel quale sta cuocendo gli altri ingredienti, facendo sbroccare Chef Barbieri che gliene dice quattro – chiaramente non recepite da Gilberto con il suo atteggiamento spocchioso e di sufficienza. Trascorsi così i sessanta minuti della prova arriva il momento dell’assaggio. Inizia Loretta che con la su “Aragosta di Crema di Verdure” propone un piatto un filo indietro di cottura, un uovo sconnesso dal resto e che non convince del tutto Chef Locatelli. Verando fa di peggio con la sua “Insalata di Aragosta“, un piatto che fa infuriare Chef Barbieri che lo sgrida dicendogli che dovrebbe conoscere le basi come montare una maionese, i tempi di cottura di un’aragosta, del pomodoro e che deve sperare che qualcuno abbia fatto peggio di lui perché il piatto è insalvabile. Il “Bis di Antipasti” di Samuele offre un piatto buono e cotto alla perfezione. Le “Scaloppe di Foie Gras” di Vito deludono invece Chef Cannavacciuolo con un piatto ai limiti del commestibile. Si ritorna a una bella presentazione con le “Foie Gras Capesante e Porcini” di Valeria, un piatto esteticamente eccezionale e che rende pienamente contento Chef Locatelli. Federico propone dei “Bocconcini di San Pietro“, un altro piatto esteticamente convincente e con il pesce cotto molto bene. Le “Tagliatelle con fegatini di Coniglio” di Anna sono un piatto definito “da guerra”: troppo sostanzioso che non fa altro che confermare l’età avanzata della cara Anna incapace di proporre qualcosa di moderno. Il “San Pietro Dolce e Amaro” di Guido è leggermente avanti di cottura, Gilberto sorride divertito per l’errore del compagno dimostrando come, nonostante le difficoltà, sia riuscito a cucinare un buon piatto – così si pensa. Gloria regala ai giudici un piatto bellissimo, probabilmente il migliore, “Fegato 545” che Bastianich valuta 20€, dimostrando come sia riuscita a rendere giustizia ed esaltare i suoi ingredienti. Giuseppe, che si conferma come il “bastonato a prescindere” di questa edizione, propone “Aragosta e Uovo Fritto” accompagnato con verdure croccanti, un piatto dalle proporzioni sbagliate e quantità troppo risicate. Arriva il momento del saccente Gilberto che, nonostante se la ridesse, propone un “San Pietro e Ceci Croccanti” non male esteticamente, ma completamente sbagliato di gusto e nel quale Chef Barbieri non può fare a meno di menzionare il suo atteggiamento sbagliato e indisponente nei confronti dei giudici e dei loro consigli. Il “Galletto alla Cacciatora” di Alessandro è un piatto non bruttissimo alla vista ma, in realtà, all’assaggio Chef Cannavacciuolo lo definisce “nullo” senza sapore, senza personalità e senza creatività. La “Polenta Bianca e Fegatini di Coniglio” di Giovanni non sono rilevanti nella prova, o meglio, sono buoni ma Giovanni è protagonista dell’ormai immancabile siparietto con Mr. Bastianich che mette tutto in secondo piano. Infine il “Galletto a Sorpresa” di Virginia appare come un assemblaggio di roba con della pancetta bruciata da un lato e cruda dall’altro, e il pollo completamente stracotto. Dopo degli assaggi nella mediocrità, a trionfare nella prova è Gloria, unica concorrente ad aver proposto qualcosa di realmente buono, mentre vanno tra i peggiori Vito, Verando e inspiegabilmente Giuseppe. Tra i tre ad uscire è Vito, un concorrente sempre rispettoso e corretto nei confronti dei giudici ma che, soprattutto giunti a questo punto della gara, aveva degli evidentissimi limiti culinari.

Si passa così alla Prova in Esterna. Prova che si svolge all’Italian Chef Academy di Roma, dove si festeggiano i quaranta anni dell’Associazione Italiana Persone Down che si impegna per permettere a persone affette dalla sindrome di Down di raggiungere una buona autonomia nella vita e nel lavoro, e nel quale le due brigate dovranno cucinare per sessanta invitati. Gloria sceglie di essere la squadra blu, andando a preparare degli gnocchi di ricotta con crema di pomodoro, carré di agnello chips di carciofi, torta di pere e cioccolato con crema caffè; mentre la squadra rossa, che nel frattempo ha eletto Verando come capo brigata, devono cucinare delle lasagnette cicoria e scamorza, filetto maiale bardato con guanciale e torta di fichi e noci con crema limone. Alle due brigate si affiancano a dare una mano tra i fornelli anche quattro ragazzi “speciali” (due per team) che vanno così a creare un’atmosfera differente ma non priva di nervosismo in entrambe le brigate, nel quale nella blu tutti i membri chiedono aiuto a Guido piuttosto che al loro capo Gloria, creando così una confusione di fondo per nulla trascurabile. Tensione che va rispecchiandosi nel giudizio finale nel quale la squadra blu perde per quarantasei voti a quattordici – con Gilberto che si lamenta, tanto per cambiare.

Giunti al Pressure Test la tensione tra i concorrenti della brigata perdente è altissima. Gilberto ha da ridere sugli gnocchi, sulla gestione della squadra contribuendo a peggiorare una situazione già drammatica. La prova del Pressure prende il nome del “Grande Escluso“, nel quale ogni concorrente dovrà fare il nome di chi vuole fare gareggiare al Pressure e, alla fine, chi rimarrà fuori (Il Grande Escluso) andrà direttamente alla seconda fase del Pressure avendo così una sola possibilità di salvezza. Inizia Gloria che chiama Virginia, si passa poi a Samuele, Salvatore, Guido e Alessandro. Guarda caso a rimanere fuori è proprio il “simpaticissimo” e affabile Gilberto, che passa così al secondo step in attesa dei peggiori della prima prova. Prima prova che va affrontata a coppie, e a formare le coppie sarà il Grande Escluso. Le coppie formate da Gilberto sono Guido-Gloria, Samuele-Alessandro e Virginia-Salvatore. La prova prevedere diversi metodi di cottura da eseguire per preparare un piatto: impastare, friggere, affumicare, bollire, marinare, rispettare, disossare, sfilettare, risottare, grigliare, frullare, sifonare e flambare; ad ogni concorrente toccheranno quattro azioni e a deciderle sarà chiaramente “Il Grande Escluso”. Ad Alessandro e Samuele tocca sifonare, sfilettare, impastare e flambare; a Virginia e Salvatore disossare, affumicare, risottare e friggete; infine Guido e Gloria dovranno frullare, bollire, grigliare e marinare. Le tre coppie lavorano abbastanza in tranquillità e in maniera coesa, solo Samuele complice l’ansia da Pressure infastidisce Alessandro che non ha idea di come si usi il sifone, così come il suo compagno. Giunti all’assaggio Virginia e Salvatore presentano un piatto bellissimo esteticamente, con tutti i metodi di cottura riusciti anche se sull’affumicatura si ha un contrasto di pareri tra Cannavaciuolo e Bastianich, con quest’ultimo che apprezza molto. Samuele e Alessandro, che non hanno riempito il sifone, fanno infuriare Chef Locatelli per non aver rispettato la richiesta, aver cucinato un piatto nella normalità con troppo pesce rispetto alla pasta e dosaggi completamente sbagliati. Guido e Gloria fanno vedere insieme tutta la loro bravura con un piatto molto bello e (soprattutto) buono: cottura carne perfetta – tranne per Chef Cannavacciuolo che si lamenta della griglia, mentre Bastianich è contrariato dal suo amico giudice. Inutile comunque dire come ad essere salvi siano le coppie formate da Guido-Gloria e Virginia-Salvatore, con Alessandro e Samuele che si sciolgono e attendono l’ingresso nel secondo step del “Grande Escluso” Gilberto. La seconda prova prevede che ciascuno di loro prepari un piatto a scelta risottando, friggendo, frullando e marinando gli ingredienti. Parte molto bene Alessandro, ormai abituato ai Pressure, mentre Gilberto completamente in palla essendo il suo primo. Terminata la prova inizia gli assaggi Samuele che con il suo “Risotto al Ragù” cucina un piatto molto brutto, senza sale, zucca fritta sbagliata così come tutto il piatto. Alessandro con “La mia Rivincita” riesce a salvarsi esteticamente, ma lato gusto Chef Locatelli lo definisce un “po’ cotto e un po’ dolcino”. Gilberto infine prepara un “Risotto ai Gamberi Marinati“, piatto sbagliato e atteggiamento presuntuoso e scontroso nei confronti dei giudici – tanto per cambiare. Nel complesso sarebbe da eliminare Gilberto, mai memorabile nei suoi piatti, troppo ostruzionista, scontroso e che non ha un minimo margine di crescita non ascoltando e, anzi, rispondendo a tono ai giudici, ma nel piatto di Samuele vengono riscontrati degli errori così gravi da portarlo all’eliminazione, per un concorrente che si è sempre distinto e che al primo errore va fuori, anche nei confronti di Alessandro che è perennemente tra i peggiori ma ancora tenuto in gara.

Commento:
Per una puntata ricca, probabilmente tra le migliori per ritmo, difficoltà delle prove e inventiva di fondo in ciascuna di loro, il meccanismo eliminatorio di MasterChef continua a scricchiolare, non convincendo affatto da un punto di vista “meritocratico” preferendogli, sotto ogni aspetto, il lato più da show televisivo e d’intrattenimento tenendo certi elementi ancora all’interno della gara. Scelte condivisibili, il programma ha una resa finale comunque estremamente godibile e, nonostante ingiustizie di fondo nelle eliminazioni che posso causare qualche “fastidio”, MasterChef continua a divertire e a intrattenere come pochi show televisivi riescono a fare.

Giudizio Finale

Fantastico
9

Voto

9.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.