Recensione – MasterChef 8×13/8×14

Comincia a sfoltirsi la banda dei concorrenti dell’ottava edizione di MasterChef Italia. Un’edizione tanto gradevole e divertente da seguire, quanto rivedibile strutturalmente con concorrenti che, dopo tutte queste settimane, cominciano a mostrare tutti i loro limiti e una certa ridondanza di base nel rivedere sempre le stesse situazioni. Fatto sta che la tredicesima puntata di MasterChef si apre con una Mystery Box che è un grande classico: ovvero i concorrenti, alzando lo scatolo della Mystery, si trovano un piatto con sopra stampato il volto del concorrente per cui dovranno fare la spesa. Gilberto pesca Anna, Anna invece Giuseppe, Giovanni il temuto Guido, Salvatore il “simpaticissimo” Gilberto per fare alcuni esempi. Ecco allora che i concorrenti, piuttosto cattivi nel mettere il prossimo in difficoltà, fatta la spesa vengono avvertiti di un’altra sorpresa, e cioè che questa è una Mystery “Boomerang” che, come lascia intuire il nome, torna indietro e costringerà i concorrenti a cucinare con la spesa fatta per l’avversario stampato nel piatto. Una prova molto simpatica, che crea siparietti divertenti e che è un grosso preannuncio della puntata scoppiettante che ci spetta. Durante la prova da menzionare l’inimmaginabile: Gilberto in difficoltà chiede aiuto a Chef Barbieri. Scherzi a parte, per una prova che si è distinta più per le simpatiche situazioni scaturite che per le difficoltà tra i fornelli – nella Mystery nessuno rischia l’eliminazione – il primo concorrente ad essere chiamato tra i migliori è Valeria con le sue “Pappardelle al Ragù di Lepre“, con la spesa che aveva fatto in precedenza per Federico. Spesa “buona” che gli ha permesso di cucinare un ottimo piatto, completo sotto tutti gli aspetti e con la pasta tirata benissimo. Il secondo migliore è un altro piatto di pasta fresca, e sono gli “Gnocchi ai Profumi del Nord” di Virginia, ragazza che per la prima volta mostra grinta e Chef Barbieri non perde l’occasione per sottolinearlo – Gilberto non evita il commento acido/inutile. Infine, ma non per importanza, il terzo migliore è Gilberto, anche se prima c’è un triste siparietto con Giuseppe chiamato per finta giusto per prenderlo in giro più del dovuto. Gilberto che presenta un “Controfiletto di Manzo con Granciporro“, un piatto molto bello esteticamente, carne ben cotta nell’ananas, e che è riuscito a tirare fuori un bel piatto nonostante la spesa cattivissima che aveva fatto per Anna. Gilberto è anche protagonista del momento “confessionale” nel quale piange ripensando alla morte del padre ma, per quanto triste e forzato il momento, ormai si è costruito attorno un personaggio così antipatico da essere completamente indifferenti a ciò che lo riguarda. Comunque, allontanandosi da queste piccolezze, a trionfare nella prova è proprio Gilberto che, alla luce della grossa difficoltà nel quale si era messo da solo, è stato capace di tirare fuori un bel piatto e non solo buono.

Si passa così all’Invention Test. Ennesima prova estremamente interessante che prevede ben dodici premi per Gilberto, premi che si traducono in dodici piatti diversi da replicare, tutti piatti proposti dai quattro giudici nei menu dei loro ristoranti sparsi tra Bologna, Lago D’Orta, Londra e New York, e che vanno suddividendosi in tre livelli di difficoltà: basso, medio e alto. Gilberto ha la possibilità di scegliere il piatto per sé stesso e per i suoi avversari. Sceglie le “Trenette con calamaretti spillo e salsa di pane” assegnandolo anche a Virginia. Successivamente da concorrente nel pieno del gioco e che non si pone tanti problemi a mettere in difficoltà gli altri – questa volta lo si giustifica – comincia ad assegnare i piatti come gli Orzotti di Chef Barbieri ad Alessandro, piatto medio; “Le Frittelle di Bollito“, piatto di difficoltà alta, a Salvatore; a Guido un altro piatto alto, ovvero “Lo Spiedino di Sogliola“; proseguendo su questa linea nonostante qualche perplessità come l’assegnazione di un piatto difficile, il Rognone di Cannavacciuolo, a un concorrente mediocre come Giuseppe – da sottolineare come cerchi di farsi “perdonare” da Anna assegnandogli la “Chicken Parmesan” di Bastianich, ritenuto un piatto facile. La prova si contraddistingue per i concorrenti che sbagliano a prendere gli ingredienti dalla dispensa essendo una prova di “assaggio” molto difficile. Ciò nonostante continua ad emergere in negativo Alessandro che conferma il suo status di miracolato: prendendo i broccoli convinto fossero cime di rapa. Da menzionare anche Chef Cannavacciuolo che aiuta davvero tanto (troppo) Virginia su come ricavare del brodo dal pesce che non ha. Terminata la prova si passa al momento dell’assaggio, inizia Gilberto essendo il vincitore della Mystery. “Linguine, calamaretti e pane” che mancano del gusto del pesce, e che viene coperto dagli altri sapori come le verdure e il sedano. Si passa poi all”Orzotto con cime di Rapa….Broccoli” di Alessandro, piatto sorprendentemente buono, con un’ottima fonduta e giusto di sale. Verando presenta degli “Spaghetti e Meatballs” con delle polpette soffici e dove ogni dosaggio è perfetto. Mentre Loretta con i suoi “Malfatti di Patate” offre un piatto dal buon sapore ma senza sale e con tanti grumi dentro: “mangiabile” definito così da Chef Locatelli con accezione negativa. Arriva il momento di Guido con gli “Spiedini di Sogliola“, un piatto che manca di grinta, burro, limone, aglio, origano e nel quale solo l’agrodolce si salva – Gilberto ridacchia soddisfatto per aver centrato il bersaglio. Gloria viene completamente massacrata da Bastianich che assaggiando il suo “Triglia, melanzane e Guazzetto di Provola Affumicata“gli dà della donna dal viso duro ma che non riesce a cucinare al livello, essendo che nel suo piatto è presente del burro crudo sul pesce invece di nocciola, e lascia le spine nel pesce. Si risolleva leggermente la situazione con il “Filetto di Maiale in Crosta” di Federico, che impiatta molto bene la portata che è però leggermente avanti di cottura, mentre i fagiolini sono indietro, tutto sommato è comunque un bel lavoro. Le “Frittelle di Bollito” di Salvatore invece sono praticamente identiche a quelle di Chef Barbieri, con la cicoria delicata e gusti pressoché perfetti. Gilberto invece di aiutare, affonda completamente Anna che prepara una “Chicken Parmesan” che, più che una cotoletta, è una bistecca impanata nella farina di mais che corrisponde a mangiare della sabbia, piatto immangiabile. Fallisce anche l’altra aiutata Virginia che con le sue “Linguine e Calamaretti” presenta in pratica una pasta con l’olio, non avendo ascoltato minimamente i (tanti) consigli di Chef Cannavacciuolo. Momento siparietto di Bastianich con… Giovanni ovviamente, nel quale si parla della fidanzata di Giovanni che, a quanto pare, è approvata in maniera unanime dagli altri concorrenti – molto divertente come intermezzo – per il resto la sua “Zuppa di Cannolicchi e Fregola” è un piatto nella media con la salsa che va a coprire troppo il sapore del mare, tuttavia ha una fatto una bella presentazione e ha lavorato nel complesso bene. Puntuale come il momento “leggero” di Giovanni, arriva quello del “bastonato a prescindere” con Giuseppe che, nessuno dice che abbia fatto un buon piatto anzi, le sue crocchette per quanto buone sono fatte con ingredienti sbagliati, ma gli insulti come “hai violentato il Rognone”, “il Rognore sa di Urina”, “l’impiattamento fa schifo” sembrano delle mazzate psicologiche a prescindere visto che alcuni sono riusciti a fare molto, molto peggio. Chiude gli assaggi il “Clams Casino” di Valeria che realizza un piatto perfetto ma facilissimo rispetto ai suoi avversari. Viene così annunciato il vincitore che, senza tante sorprese, è Salvatore grazie alla sua replica identica del piatto di Chef Barbieri. Tra i peggiori vanno Virginia che ha banalizzato un piatto stellato; Anna che ha sbagliato completamente l’identità della sua portata; e Giuseppe che ha usato ingredienti sbagliati, maltrattandoli. Viene eliminata Anna che nonostante fosse al primo vero errore – e anche molto grosso – in cucina, era ormai palese fosse arrivata alla sua sua fine culinaria non avendo nulla da dire e fare all’interno della competizione, quindi giusto dare un’altra chance a Virginia e Giuseppe.

Si passa così alla Sfida in Esterna che porta i concorrenti a Burano, la Laguna Veneta con le coloratissime e caratteristiche case. Aspiranti Chef che dovranno vedersela con prodotti tipici del territorio come moeche, latterini, anguille e schie. La due brigate dovranno cucinare per trenta osti di Venezia e della Laguna Veneta, con due menù pressoché identici se non per la seconda portata che si differenzia tra un primo e secondo. Il menù delle due brigate si suddivide così in tre cicchetti composti da crostini di pane e baccalà mantecato, sarde in saor e moeche fritte; portata principale a scelta tra il risotto con il ghiozzo o il pesce in cassopipa con polenta bianca; ed infine il Bussolai, dolce tipico di Burano con zabaione e biscotti della zona, che è uguale per entrambe le brigate. Salvatore sceglie il grembiule rosso, e porta in brigata con sé Federico, Virginia, Gilberto, Verando e Loretta. Salvatore sceglie come capo della brigata blu Giuseppe che, oltre ogni previsione, risulta essere un capo ben organizzato, rispettoso e grandissimo motivatore. La sfida risulta essere davvero impegnativa per i concorrenti, in cui Salvatore si affida a Federico che, in quanto della zona e pescatore, conosce bene la materia trattata – non è dello stesso parere Gilberto che contesta ogni scelta – mentre Giuseppe dopo un inizio convincente non riesce a dare opinioni e pensieri propri affidandosi a tutto ciò che dicono i suoi compagni – in pratica non scontenta nessuno e dice sempre sì. Così mentre le due brigate faticano, Bastianich gira per Burano facendoci conoscere la città – spezzone molto divertente e genuino. Terminata la prova, nel quale i rossi sono sempre stati indietro e faticavano ad essere coesi a causa di un Gilberto perennemente scontroso, arriva il verdetto finale che tuttavia decreta la vittoria proprio della brigata rossa capitanata da Salvatore per la bellezza di ventisei voti a quattro.

Si giunge dunque al Pressure Test. Pressure che prima di iniziare vede Valeria tornare in auge per lamentele completamente insensate: non era stata scelta da Salvatore, Siciliano come lei. Pressure Test che vede i perdenti sfidarsi in squadre tre contro tre, da un lato Giovanni, Gloria e Alessandro, dall’altro Virginia, Guido e Valeria. Entrambe le squadre devono scegliere un capo (identificati in Guido e Giovanni) che dovranno a loro volta scegliere tra due pergamene con due piatti senza titolo di Chef Barbieri. Tutto che sembra facile se non fosse per il fatto che i capisquadra hanno due minuti e mezzo per leggere la ricetta all’interno della pergamena e memorizzarla, un minuto e mezzo per spiegarla ai compagni, due minuti per fare la spesa e quarantacinque minuti per cucinare…a staffetta, avendo così quindici minuti ciascuno per poi passare tutto il lavoro al concorrente dopo. Iniziano a cucinare Guido e Giovanni, a seguire Valeria e Alessandro, infine Giuseppe e Gloria. Prova durissima che fa andare tutti i concorrenti nel panico più totale – in maniera comprensibilissima. Terminata la prova Giuseppe, Gloria e Guido presentano quella che sarebbe dovuta essere una “Lasagnetta Croccante con Verdure in Salsa di Prosciutto“, piatto che esteticamente (a lunghi tratti) è risultato simile all’originale, ma completamente sbagliato nell’esecuzione e negli ingredienti. Non fanno meglio Giovanni, Alessandro e Gloria con un “Galletto in Porchetta a forma di rollè con salsa di Castelmagno e Battuto di Melanzane e Pomodori” che è completamente errato nell’impiattamento, negli ingredienti, nella cottura e nell’esecuzione. Si salvano i meno peggio, e quindi Guido, Giuseppe e Valeria possono tirare un sospiro di sollievo. Si passa così alla seconda fase del Pressure Test. La squadra non esiste più e i tre superstiti devono cucinare la ricetta che hanno precedentemente sbagliato, con la differenza che questa volta sono a conoscenza del titolo, dei segreti e hanno già la spessa fatta. In quarantacinque minuti Alessando copia – tanto per cambiare – ma risulta essere ormai a suo agio nei Pressure, d’altro canto Gloria è come mai in difficoltà. Inizia gli assaggi Alessandro, con un Barbieri particolarmente infastidito e ostile nei suoi confronti; il piatto presenta un ripieno ben fatto ma la fonduta non è fonduta ma densa. Gloria invece non si ricorda minimamente la ricetta, il ripieno non è ridotto a farcia e il piatto è terribile nella sua totalità. Infine Giovanni presenta un rollè che non lo è se non nel nome, con della fonduta che si è seccata e con dell’olio che esce dalle melanzane. Tra i tre piatti viene eliminato ingiustamente Giovanni, non tanto perché il suo piatto sia effettivamente il peggiore – perché lo è – ma per un Alessandro nuovamente baciato dalla fortuna – nonostante oggi sia stato il meno peggio – ciò che sorprende è il salvataggio di Gloria che, ha dimostrato in precedenza le sue qualità, ma obiettivamente è stata protagonista di un Pressure Test nel quale non ha azzeccato un piatto, non si ricordava neanche un nome e gli impiattamenti erano inesistenti. Eliminazione contestabile e di grande tristezza nel non vedere più i simpatici siparietti tra Giovanni e Bastianich, ma Giovanni potrà ritornare tra le braccia dell’avvenente e ambita fidanzata.

Commento:
Quest’anno MasterChef è particolarmente ispirato nelle prove e nel come mettere in difficoltà i concorrenti, ma in questo doppio episodi gli autori si sono completamente superati. Concorrenti col fiato corto, probabilmente qualitativamente una delle edizioni più basse, tuttavia le prove sono così ingegnose, perfide e ispirate da far sorvolare più e più volte su chiare lacune e ingiustizie presenti nello show televisivo. Un’edizione che si ricorderà per le sfide più che per i concorrenti, ma che è un compromesso che si accetta ben volentieri con grandissima tranquillità e piacere se questi sono i risultati.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.1

Voto

9.1/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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