Recensione – MasterChef 8×23/8×24

Giunge a conclusione una delle edizioni di MasterChef più controverse e “fastidiose” di sempre. Se infatti i giudici sono risultati sempre più fulcro e sicurezza del programma, con l’ingresso di Chef Locatelli che ha portato una boccata d’aria fresca e bravura disarmante ambientandosi sin da subito nei nuovi panni, altrettanto non si può dire dei concorrenti che hanno definito un’ottava edizione al ribasso in quanto a bravura e nel quale, quei pochi bravi, sono stati eliminati nelle maniere più criticabili e disoneste giusto per preferirgli un po’ di spettacolo in più. Partiamo allora con la recensione dell’ultimo e doppio episodio di MasterChef 8, un episodio che si apre con un classico e giustificato recap dei quattro finalisti e del loro percorso, per poi passare rapidamente all’ultima Mystery Box della stagione. Mystery sotto al quale si trova un libro di ricette, il loro libro di ricette, che il fortunato vincitore di MasterChef potrà scrivere e pubblicare insieme al titolo e ai centomila euro. La prova consiste nel preparare un piatto che sia da prima pagina, e da lì si parte con il chiedere a chi lo dedicherebbero con le consuete risposte “figli, marito, moglie” tranne per Gilberto che fino alla fine non perde occasione per dimostrare tutta la sua tristezza con un “lo dedico a me” non capendo il senso di dover dedicare a qualcuno un libro di cucina. La prova scorre tuttavia senza particolari problemi, i quattro finalisti sono più sicuri e carichi che mai, si passa così all’assaggio in cui vengono provati tutti e quattro i piatti essendo che per i giudici loro sono i quattro migliori. Inizia Valeria che presenta “Non ti scorda di Me“, un finto arancino di gamberi rossi ripieno di caviale che non dà la sensazione di essere un piatto ma che, ciò nonostante, viene definito buonissimo. Tocca poi ad Alessandro che con il suo “Incominciamo Ripieni” presenta una pasta ripiena di capesante e squacquarone con funghi chiodini trifolati, un piatto sui cui svolge un lavoro eccellente per quanto riguarda la salsa che unisce tutti i sapori e perfettamente bilanciato nei sapori. Arriva il momento di Gloria con “Polenta, Frico e Baccalà“, piatto coloratissimo e bellissimo alla vista – non per Gilberto. Infine conclude proprio Gilberto con le sue “Capesante, dashi, aria di mela verde e zenzero“, esteticamente altrettanto bello e che all’assaggio viene definito da Chef Barbieri “eccezionale”. Piatto che gli vale la vittoria dell’ultima Mystery con un importante vantaggio per l’Invention Test.

Invention Test che vede il ritorno di una presenza fissa delle edizioni di MasterChef Italia: il tre stelle Michelin Heinz Beck. Il cuoco tedesco porta con sé quattro piatti: bufalo marinato con ricotta affumicata ed estratto di pomodoro aromatizzato; sfera ghiacciata di melograno su cremoso alla gianduja e cannoli ai pinoli salati; tortellini di coniglio con carote e camomilla; e filetto di rombo con asparagi e codium. Gilberto ha il vantaggio di poter decidere quale piatto preparare e quale assegnare agli altri concorrenti, in maniera molto astuta decide di giocare sul sicuro e preparare il filetto, mentre affida a Valeria la sfera ghiacciata, a Gloria il bufalo marinato, ed infine cerca di salvare Alessandro assegnandoli i tortelli di coniglio. Essendo piatti difficilissimi da replicare i giudici concedono ai quattro aspiranti chef di assaggiare il piatto, e cinque minuti da trascorrere con Chef Beck durante la prova per aiuti e dritte sul piatto da realizzare. La prova risulta essere così estremamente ostica, i piatti sono di un livello altissimo ma il cuoco tedesco si rende sempre molto disponibile e pronto alle richieste degli aspiranti chef, al punto tale da venire richiamato dai quattro giudici tanti i consigli sparsi oltre il tempo limite. Al momento dell’assaggio Gilberto riesce ad offrire un’ottima replica del filetto anche se ha qualche dimenticanza sul sale. Non fa altrettanto bene Alessandro invece che sbaglia i sapori nonostante l’aspetto simile. Gloria invece presenta un gran piatto quasi identico allo Chef. Mentre Valeria, quella messa più in difficoltà, riesce nell’impresa di replicare la temuta sfera ghiacciata e sapori annessi molto simili alla controparte originale. Piatto che gli fa valere la finale di MasterChef, così come a Gloria che la segue a ruota per l’ultima sfida. C’è posto anche per Gilberto mentre Alessandro viene giustamente eliminato, ma già l’essere arrivato a questo punto è stata una vittoria su tutti i fronti – con dei netti miglioramenti oggettivi.

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Si arriva così alla sfida finale, la Prova in Esterna viene accantonata per far spazio a una sfida a tre che va a occupare tutto il secondo episodio. Prima di iniziare però vengono fatti entrare nella MasterClass gli ex concorrenti e parenti dei tre finalisti, suddividendo la balconata in tre tifoserie dove gli eliminati andranno a schierarsi secondo le loro preferenze. Laddove Gloria e soprattutto Valeria possono vantarsi di un tifo nutrito, altrettanto non può dire Gilberto che, oltre la mamma, viene sostenuto solo da Alessandro, Verando e chiaramente Loretta – “pochi ma buoni” afferma lui. I tre dopo questo siparietto raccontano i rispettivi menù: cosa rappresentano, dove sono arrivati e dove vogliono andare. La prova è giustamente la più difficile e sentita, nel quale ogni concorrente reagisce differentemente alla pressione e tensione per rispettare le attese: Gloria non cuoce nulla ma si prepara una sorta di prima linea da seguire; Valeria invece conferma la sua ottima organizzazione muovendosi poco dalla postazione e avendo tutto a portata di mano; mentre Gilberto in maniera molto spavalda continua a fare lo sbruffone con la differenza però che questa volta si taglia prima una mano, in maniera molto leggera, e successivamente si provoca un taglio importante nell’altra mano al punto tale da necessitare delle cure mediche – karma. Cure che lo tengono fuori un po’ di tempo con Chef Barbieri che gli toglie le pentole dal fuoco – e assaggia anche le cotture laddove poteva benissimo evitare. Tornando però alla prova Gilberto è il primo ad uscire con il suo antipasto di “Gambero marinato e canestrello scottato“, un piatto con la burrata sproporzionata, molto amaro e che è più bello a vedersi che da mangiare. Esce poi Valeria con “C’era una Volta“, una rivisitazione delle bruschetta ma che non colpisce i giudici a causa del troppo aglio, poco pomodoro e pane troppo morbido. Riesce poi a servire i suoi antipasti anche Gloria, “Ruat” che però come per i suoi avversari non riesce a colpire i giudici essendo un concentrato di sapori nel quale la trota scompare. Gloria che esce nuovamente con un altro antipasto, “Sconfinando“, bellissimo esteticamente – anche se ai giudici non piace – ma che presenta i canederli asciutti e senza sale, sbagliando così un altro piatto. Ritorna Valeria stavolta con un antipasto di “Cannolo di alici marinate“, piatto sapido, acido, nel quale si perdono un po’ le melanzane, ma colpisce per come riesca ad essere buono nonostante tutta l’acidità di fondo. Conclude gli antipasti Gilberto con il suo “Baccalà al Pil-Pil“, con il baccalà cotto alla perfezione, così come l’uovo, ma che manca un po’ di “pastosità” che lasci il sapore in bocca. Si passa così ai primi nel quale inizia Valeria con il suo “Incontro tra tradizione e innovazione“, degli spaghetti ai ricci con spuma di cocco, che viene ben accolto per audacia ed esplosione di sapori tutti ben bilanciati. Fa bene sul primo anche Gloria con “La leggenda dei Guriùz” che però manca giusto di un pelo di sale. Gilberto invece con il suo “Risotto alla Zucca” offre un piatto con una presentazione molto bella, ma il riso è troppo indietro di cottura e il tartufo con i germogli è una scelta che non viene condivisa da tutti. Giunti ai secondi la prima ad uscire è Valeria con “Gli opposti a volte si attraggono” un guanciale di vitello con gambero aperto, insalata di radici, germogli e bisque, che fa sorridere i quattro giudici tanto è buono, nonostante l’impiattamento un po’ spartano. Il “Glacier 51” di Gilberto è invece una portata super raffinata, perfettamente equilibrata e con il pesce cotto alla perfezione. Ritorna a servire un secondo (con una portata totale in più) Valeria con il “Piccione al tè Oolong Phoenix” che ha però una carne troppo cotta nonostante un impiattamento notevole – ma resta un piatto che poteva evitare di aggiungere al già ricco menù. Arriva così anche il momento di Gloria con il suo “Cervo e Licheni“, osannato esteticamente dai giudici – io lo trovo orribile – ma che conferma come tra i tre concorrenti, Gloria sia quella con un’idea più personale, interessante e centrata, il piatto comunque ha una buona affumicatura, ma manca di quel qualcosa che faccia scattare la scintilla. Gloria che nonostante il ritardo è la prima a servire il dessert con la “Mousse al fieno di montagna“, piatto che continua sulla sua idea di far cucina, e che sorprende tutti con la spuma di fieno e granita di abete che “spaccano di brutto”. Gilberto e Valeria suonano insieme il campanello per l’ultima portata dei rispettivi menù e dell’ottava edizione di MasterChef, e vengono assaggiati insieme per concludere la prova. Gilberto presenta un “Gelato al lemongrass e zenzero” che viene definito come una “saponetta” se lo si mangia con gli occhi chiusi, un dessert che non lo è, e che ha tanti ingredienti che cozzano tra di loro. Fa altrettanto male Valeria con il suo “Lieto Fine“, non brutto come il dessert di Gilberto ma lontano da quello di Gloria, nonostante un impiattamento molto colorato e peculiare. Portati a termine tutti i menù ai giudici non resta altro che decretare il vincitore dell’ottava edizione di MasterChef. Menù che si sono equivalsi nei loro piatti buoni e brutti, e che non fanno altro che rendere meno pronosticabile la vittoria di qualcuno. Giudizio finale che vede trionfare la segretaria amministrativa di Aci Sant’Antonio, Valeria che, per come è andata questa edizione, trova approvazione assoluta essendo una ragazza che si è sempre distinta sin dall’inizio – nonostante i pianti esasperanti – con la sua cucina e sbagliando veramente poco – Salvatore per me il vincitore sei tu comunque.

Commento:
Termina in maniera molto ordinata e scolastica l’ottava e discussa edizione di MasterChef. Una chiusura che manca di quella carica ed effetto degli scorsi anni, ma che porta in scena un doppio episodio finale godibile ma senza particolari sussulti – un po’ come i piatti dei tre finalisti. Invention test affascinante grazie ai piatti di Heinz Beck, meno la sfida finale a causa di concorrenti non all’altezza e che hanno rappresentato tutta la mediocrità di questa edizione con dei menù in cui veramente pochi piatti sono riusciti davvero a colpire.

Giudizio Finale:

Buono
7.8

Voto

7.8/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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