Recensione – Shazam!

Trama:
A Billy Batson basta pronunciare una sola parola – Shazam! – per far sì che uno scaltro quattordicenne rimasto orfano si trasformi in un adulto, il Supereroe Shazam. Essendo ancora un ragazzino nell’animo – dentro un corpo sovrumano – Shazam si diverte in questa versione adulta di sé stesso, facendo ciò che qualsiasi adolescente farebbe con dei superpoteri. Shazam si propone di testare i limiti delle sue capacità con la gioiosa imprudenza di un bambino, ma avrà bisogno di imparare a dominare rapidamente questi poteri per combattere le forze del male controllate dal Dr. Thaddeus Sivana.

Cast:
Zachary Levi, Asher Angel, Mark Strong, Djimon Hounsou, Jack Dylan Grazer, Grace Fulton, Ian Chen, Jovan Armand, Faithe Herman, Adam Broody, Ross Butler, Meagan Good, Michelle Borth e D.J. Cotrona.

C’è uno spirito fanciullesco, leggero e divertente che non smette di far sorridere (e ridere) guardando Shazam!. Una pellicola dalla lunga e travagliata gestazione a causa della ristrutturazione interna in casa DC ma che, non solo è riuscita a vedere luce in questo nuovo ciclo vitale cinematografico/supereroistico, ma rappresenta la prima dimostrazione di quelle scelte con una delle migliori iterazioni a tema cinecomic offrendo un film fresco, divertente e confezionato ad-hoc oltre le più rosee aspettative. Accantonati infatti i toni bui, cupi e seriosi che hanno contraddistinto in precedenza le pellicole del DC Extended Universe come Man Of Steel o Batman v Superman, tentando successivamente di integrargli un aspetto più leggero ma in maniera del tutto forzata con il pessimo e raffazzonato Justice League. Quello di Shazam! è un cammino nuovo e che prosegue la nuova linea stilistica inaugurata in parte con Aquaman e che qui, per chiari motivi legati al supereroe in questione, può ricalcare ed esagerare in maniera smisurata senza preoccuparsi delle conseguenze.

Shazam! ci porta quindi a Filadelfia, in Pennsylvania, a scoprire le disavventure dell’orfano Billy Batson che, in seguito all’essere stato smarrito dalla madre, è obbligato a sopravvivere da solo scappando negli anni di famiglia affidataria in famiglia, nella speranza di ritrovare la madre naturale e quel posto che può chiamare casa. Varie vicissitudini faranno sì che Billy venga teletrasportato dall’antico mago Shazam, l’ultimo del Concilio dei Sette Maghi, in un tempio nascosto in un’altra dimensione e dentro il quale riceverà i suoi poteri con il quale gli basterà pronunciare una semplice parola (Shazam!) per trasformarsi in un eroe adulto, con abilità proprie e dal peculiare costume che si rifà al look dell’antico e vecchio Mago. Shazam! ha così delle premesse tutt’altro che inedite o nuove all’interno del filone cinematografico dedicato alle origini di un supereroe, tuttavia ciò che lo eleva e differenzia dal passato – nonostante lo ricalchi pesantemente in tutto – è proprio nel tono e nell’impostazione che riesce ad imprimere al racconto: spaziando tra diversi generi, congegnando situazioni comiche che strappano sempre una risata, e mostrandoci un punto di vista inedito con un eroe che è antagonista di sé stesso visto che con i suoi poteri gioca e “sperimenta” come farebbe ciascuno di noi. Proprio la differenziazione dei generi è uno dei punti saldi e più riusciti della pellicola in cui David F. Sandberg, noto per i suoi film horror, ricorda le sue origini inscenando dei momenti con protagonisti i Sette Peccati Capitali che sono tra i più riusciti e pregni di tensione, per poi accantonare questi panni e dare dimostrazione di come sia altrettanto abile nel trattare personaggi e situazioni del tutto differenti da ciò che aveva fatto in passato.

Si rimane così affascinati da Shazam!. Dal suo essere un ragazzino che si rapporta ai superpoteri con meraviglia ma irresponsabilità. Una formazione costellata da luoghi comuni – ma la storia stessa è un luogo comune pieno di bulli, scherzi e problemi familiari – ma che vengono gestiti con la giusta intelligenza senza mai restituire la sensazione di stare vedendo qualcosa di inflazionato. Riguardo ciò se la commedia fa il suo dovere essendo funzionale alla storia ma con una freschezza e puntigliosità che è una sorpresa, tutto ciò viene amplificato da un cast d’eccezione nel quale anche l’interpretazione più “caricaturale” non viene vista come tale tanto è ben integrata nelle loro vicende. Ricopre così un grandissimo ruolo l’interpretazione di Zachary Levi, mai banale nel suo modo di rappresentare un ragazzino adulto, e che il molte delle volte è traino portante di un film con la sua disarmante bravura nel rendere credibile e interessante una battuta che altrimenti non lo sarebbe stato affatto. Bello il rapporto che si viene ad instaurare con Freddy Freeman, sia da ragazzo che da adulto, così come il tratteggio di Mark Strong nei panni del Dott. Sivana, molto azzeccato per la parte e con ampi margini di approfondimento. Unica nota stonata – ma neanche tanto – la battaglia finale, eccessivamente diluita, che costruisce benissimo tutto lo scontro smorzandone i toni con battute e situazioni leggere, ma calca così tanto la mano da stufare proprio nel suo momento migliore.

Commento:
Se Shazam! è stato scelto come primo film del nuovo ciclo narrativo (e strutturale) del DC Extended Universe dopo i tonfi di Batman v Superman e Justice League, un motivo ci sarà stato, ed effettivamente Shazam! è un film fresco, divertente e confezionato così bene da risultare una sorpresa totale. Non può avere per chiari motivi quel tono epico di Aquaman, ma va riprendendone l’umorismo ampliandolo smisuratamente. Un film che non propone nulla di nuovo, sono tanti i luoghi comuni all’interno, ma che nonostante ciò ha alla base una realizzazione così solida da risultare come un prodotto del tutto inedito. Tutte ottime scelte che vanno ripercuotendosi sul tono generale del film, azzeccato in lungo e largo, così come nel cast corale in cui Zachary Levi campeggia in un ruolo per il quale sembra essere nato.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.6

Cast

9.5/10

Regia

9.2/10

Sceneggiatura

8.5/10

Montaggio

9.0/10

Colonna Sonora

7.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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