Recensione – Le Terrificanti Avventure di Sabrina (Parte 2)

Trama:
La seconda parte della serie esplora il lato più oscuro della giovane Sabrina, sempre più curiosa di conoscere le sue radici, ma al contempo attenta alle sue amicizie nel mondo dei mortali. Districandosi in un triangolo amoroso, Sabrina è sempre alle prese con i guai che il Signore Oscuro, Madame Satan e Padre Blackwood combinano nella famiglia Spellman e nella città di Greendale. La situazione non è per niente facile… soprattutto se c’è di mezzo lo zampino del diavolo.

Cast:
Kiernan Shipka, Ross Lynch, Lucy Davis, Chance Perdomo, Michelle Gomez, Jaz Sinclair, Tati Gabrielle, Adeline Rudolph e Richard Coyle.

Tra gli elementi più caratterizzanti e riusciti della prima stagione delle Terrificanti Avventure di Sabrina (e annesso speciale Natalizio) c’era indubbiamente quello di come veniva “trattata” Sabrina: una ragazzina divisa perennemente tra il suo lato da strega e quello più terreno, senza dover sottolineare ovvietà o esplorare situazioni che ne andassero a delineare un profilo maturo, da adulta e che potesse sostenere determinate responsabilità. Questo non è mai accaduto nella prima stagione, che ha narrato con estrema bravura le peripezie di casa Spellman facendoci apparire Sabrina come un personaggio forte, autonomo e con una tenacia tale da poter affrontare da sola qualsiasi problema dinnanzi a sé. Questo approccio viene purtroppo accantonato nel secondo blocco di puntate che, in maniera negativa, regredisce un tono, un personaggio e una serie con un inizio “femminista” che tende a sottolineare in ogni singola occasione il “girl power” di Sabrina, un aspetto che era evidente e centrale nella prima stagione senza il bisogno di andarlo a ricordare o crearci situazioni per farlo esternare più del dovuto. Una scelta che non fa apprezzare e godere appieno gran parte degli elementi che avevano sorpreso e reso celebre la prima stagione che, dalla sua, aveva in Sabrina un personaggio potente senza però costruirci attorno una narrazione in funzione sua, dove invece era Sabrina ad adattarsi al racconto.

La seconda parte di Sabrina inizia così con delle premesse non esaltanti. Una seconda parte composta da nove episodi (che andranno a completare la prima stagione per un totale di venti) che sarà caratterizzata nel suo inizio proprio per queste tinte “rosa” con il quale hanno trasformato la serie, e per alcuni elementi negativi della prima stagione che sono stati ripresi e riproposti piuttosto che correggerli: il ritmo e i filler. Per quanto infatti la prima parte di Sabrina sia stata tra le produzioni Netflix più godibili e riuscite dell’ultimo periodo sulla nota piattaforma di streaming, una formula da dieci puntate denotava una storia troppo diluita ed episodi paragonabili a dei filler a tutti gli effetti. Questi aspetti vengono ripresi nella seconda parte in cui, nonostante i soli nove episodi, la storia tende inizialmente a focalizzarsi troppo sulla potenza e i problemi sentimentali di Sabrina, rallentando vistosamente la storia, per poi metterci dentro altri episodi sconnessi che altro non fanno che peggiorare la situazione generale. Emblematico è l’episodio dedicato alla Cartomante. Pregevole nella fattura, nello stile e nell’approccio, ma che dopo un inizio a rilento va assumendo dei connotati negativi in quanto perde ulteriore tempo per addentrarsi a tutti gli effetti nella storia più pura, cercando forzatamente di integrare una trama verticale che invece non ha senso di esistere. L’episodio non aggiunge così nulla di interessante o realmente corposo alla storia, e sarebbe potuto essere in gran parte tagliato andando ad aggiungere quel poco di trama principale che ha all’interno di qualche altro episodio.

Fattori negativi che si trovano anche nella costruzione non solo di Sabrina, ma anche in quella superficiale e banale dei suoi amici: Susie (divenuta Theo) e Roz su tutti. La prima che è del tutto abbozzata e che, nonostante l’argomento che la riguarda, viene tirata in ballo di rado giusto per ricordarci che c’è; la seconda invece è proprio sbrigativa come personaggio e nei suoi problemi riguardanti la cecità. A tutto questo si aggiunge un triangolo amoroso tra Sabrina, Harvey e Nicholas che sembra essere stato inserito più per soddisfare un determinato target di spettatori che per funzionalità alla narrazione. Soluzioni più funzionali e d’intrattenimento che vengono adottate però nella seconda parte: più rappresentativa del potenziale della serie e di tutti quei fattori interessantissimi che ne avevano decretato gran parte del successo. Le avventure di Sabrina hanno così un cambio repentino di marcia, un ritorno al passato e a tinte mature che trovano la loro forma più completa nel sesto episodio, di gran lunga il più ambizioso e riuscito narrativamente-stilisticamente nella serie. Senza addentrarsi in spoiler, il sesto episodio è come un grosso prologo della direzione in cui andrà la serie fino al termine della stagione, con una successione di episodi che culminano in un finale di serie audace, per nulla banale e che costruisce delle basi estremamente solide per una terza stagione ancora più cupa e coraggiosa – si spera. Certo, tutto ciò detto prima: la costruzione, la storia, il tono della serie, azzoppa degli ottimi episodi che subiscono il colpo di un percorso narrativo tutt’altro che apprezzabile ma, allontanandosi da questi fattori, è innegabile come la conclusione di questa seconda parte sia d’assoluta bellezza e potenza.

Commento:
Riprendendo alcune criticità della passata stagione, intraprendendo un nuovo stile narrativo e tornando, successivamente, su binari che più ben gli si addicono, la seconda parte de Le Terrificanti Avventure di Sabrina rappresenta tutto il croce e delizia di uno che rimane, comunque, tra i migliori prodotti Netflix. Troppa a tinte rosa e che tende a sottolineare (ed esagera) la potenza di Sabrina – quando in realtà lo è già abbastanza di suo. Una seconda parte superficiale, che va troppo a rilento e con una trama verticale forzata e inutile. Tuttavia, al netto di problemi piuttosto evidenti, quando ritorna agli elementi che l’hanno resa celebre: con tutte le sue lodi a Satana, situazioni mature e macabre, Sabrina dà dimostrazione di tutto il suo potenziale e successo, gettando delle basi interessantissime che aspettano solo di essere esplorate ed espanse nella terza stagione/parte.

Giudizio Finale:

Buono
7.5

Cast

8.5/10

Regia

7.8/10

Sceneggiatura

7.0/10

Montaggio

6.0/10

Colonna Sonora

8.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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