Recensione – Black Mirror 5×01 “Striking Vipers “

Trama:
Due vecchi amici del college che si erano allontani si ritrovano in un diverso momento della propria vita, innescando una serie di eventi che potrebbero cambiarli per sempre.

Cast:
Anthony Mackie, Yahya Abdul-Mateen II, Nicole Beharie, Pom Klementieff, e Ludi Lin.

Dopo la breve (e riuscita) parentesi con il film interattivo Bandersnatch, Black Mirror ritorna su Netflix nella sua formula più canonica, quella antologica che tanto l’ha resa celebre sin dal debutto. La quinta stagione di Black Mirror è così composta da soli tre episodi, un numero davvero esiguo se paragonato al lasso di tempo intercorso tra quest’ultima stagione e la tanto discussa e divisoria quarta. Una quinta stagione che ha così il compito di riportare la serie ai fasti di un tempo, narrando storie maggiormente nelle corde dello show e che riesce a proporre degli episodi godibili e interessanti ma che hanno ben poco da condividere con lo spirito originale della serie – mai più replicato se non in qualche sporadica puntata. Il primo episodio della quinta stagione di Black Mirror prende il nome di Striking Vipers (una storpiatura del noto picchiaduro Capcom Street Fighter), e ha come protagonista Anthony Mackie, Falcon nell’Universo Cinematografico Marvel.

Striking Vipers inizia durante la festa del trentottesimo compleanno di Danny (Mackie), che riceve la visita di un vecchio compagno di università, di nome Karl, che gli regala una copia di Striking Vipers X, ultimo episodio dell’amato picchiaduro con il quale i due giocavano da giovani, insieme a un dispositivo VR che immerge direttamente il videogiocatore all’interno del mondo di gioco, permettendogli di impersonare qualsiasi personaggio facendogli assumere quelle sembianze e, soprattutto, fargli provare tutte le sensazioni fisiche del caso. Danny è un padre di famiglia con un matrimonio ormai stantio e senza nessuna passione; d’altro canto Karl lo statuario scapolo che preferisce godersi la vita, andare con tante donne, nonostante sia pervaso dalla consueta tristezza e solitudine di fondo che contraddistingue questo tenore di vita. I due si ritrovano così in situazione della loro vita completamente opposte, e in seguito al regalo di Karl si immergeranno insieme nel gioco non potendo però prevedere dove li porterà e cosa comporterà ciò. Karl e Danny in Striking Vipers X interpretano rispettivamente i personaggi di Roxette e Lance che, da lì a poco, dopo qualche round e qualche scazzottata molto blanda, si trovano a stretto contatto, attratti l’uno dall’altro, arrivando al punto di baciarsi. Ne sussegue così una dipendenza sessuale, un’attrazione fisica in cui uno non può fare a meno dell’altro, e che metterà alla prova la relazione di Danny e la sanità mentale di Karl, addentrati ormai in una relazione extraconiugale in un mondo virtuale in cui uno dei due impersona una donna ma, nella vita reale, è uno dei suoi migliori amici e, soprattutto, è un uomo.

Quella di Striking Vipers è un’idea molto basilare, ma sviluppata con la giusta incisività nell’inscenare una situazione così contemporanea e con il quale interfacciarsi. È un mondo tremendamente reale, triste nel suo essere ancorato al “nostro”, e che testimonia il cambiamento che ha subito Black Mirror in questi anni: molto meno riflessivo, amaro e tecnologico, per far spazio ad elementi più didascalici, sì più intimi, ma anche meno coraggiosi nelle storie. Difatti la tecnologia in Striking Vipers è un semplice pretesto per mettere in mostra una storia pragmaticamente romantica in cui il tema sottinteso del non comunicare direttamente con la moglie e non condividere nulla con lei – e che li porta in quella situazione di rottura – mentre la relazione diventa più sana appena discutono e si concedono la loro libertà e i loro desideri, è realizzata in maniera ottima e viscerale nei suoi interpreti, ma è un qualcosa di meno condivisibile all’interno dell’ecosistema che era Black Mirror, a maggior ragione quando lo si rapporta a lavori precedenti come San Junipero che aveva un finale agrodolce, molto meno canonico per gli standard dello show, ma con attorno un immaginario e una struttura che si rifaceva totalmente all’essenza della serie. Questo primo episodio della quinta stagione è invece un episodio standard in tutto ciò che fa e ha all’interno, con tanti spunti interessanti e punti su cui riflettere, ma che fallisce nel soddisfare le aspettative con qualcosa di più coraggioso, più nelle corde di uno show più diretto ma meno d’impatto.

Commento:
Nonostante una storia interessante, diretta e con svariati punti sul quale riflettere, il problema di Striking Vipers, primo episodio della quinta stagione di Black Mirror, è quello di non sostenere il peso delle aspettative e il paragone con ciò che era in passato lo show: più amaro, duro e senza compromessi. La storia di Striking Vipers è sì godibile, con un’ottima recitazione e nel complesso si lascia guardare, ma non è Black Mirror, con la tecnologia rilegata a semplice pretesto per mettere in mostra una storia pragmaticamente romantica ma senza particolari sussulti o apici e con una formula che ha ben poco da spartire con ciò a cui lo show aveva abituato.

Giudizio Finale:

Sufficiente
6.8

Voto

6.8/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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