Recensione – Spider-Man: Far From Home

Trama:
Poco tempo dopo gli eventi di Avengers: Endgame, Peter Parker va in gita scolastica estiva in Europa con i suoi compagni di classe, ma viene reclutato da Nick Fury per collaborare con Mysterio e insieme combattere gli Elementali, provenienti da un’altra dimensione, a causa degli eventi di Infinity War ed Endgame.

Cast:
Tom Holland, Samuel L. Jackson, Zendaya, Cobie Smulders, Jon Favreau, J.B. Smoove, Jacob Batalon, Martin Starr, Marisa Tomei e Jake Gyllenhaal.

Tom Holland sta a Robert Downey Jr., come Spider-Man: Far From Home sta al primo Iron Man. Sarà audace come paragone, anche rischioso per certi versi ma così, a caldo, nonostante bisognerà tornarci sopra a mente più lucida e dopo aver lasciato trascorrere il tempo giusto per metabolizzarlo al meglio, Far From Home è uno dei migliori cinecomic dedicati all’Uomo Ragno, nonché in assoluto all’interno del Marvel Cinematic Universe. Ultima pellicola della Fase 3 dopo l’acclamato e campione d’incassi Avengers: Endgame, Far From Home riesce ad essere la perfetta sintesi di questo immenso arco narrativo, ma al contempo un inizio straordinario per l’attesa Fase 4 – per certi versi sembra più appartenere a quest’ultima. La storia è ambientata otto mesi dopo quegli eventi e il “Blip” (così ufficialmente chiamato lo schiocco di Hulk, che ha riportato in vita le persone dalla decimazione di Thanos) che si è concluso con il sacrificio da parte di Tony Stark per sconfiggere Thanos. Spiderman: Far From Home riprende pesantemente quel finale, ed è un film estremamente esaustivo nello spiegare, approfondire e ampliare, anche tecnicamente, tutto ciò che è accaduto in Infinity War e in Endgame. Non si può entrare nello specifico senza incombere in spoiler di vario genere, ma sappiate che gli anni trascorsi dallo schiocco, ciò che ha comportato, perché i compagni di Peter non sono invecchiati, sono tutte domande che troveranno risposte (esaustive) all’interno della pellicola.

Se Iron Man nel lontano 2008 fu un’autentica sorpresa rilanciando la carriera di Robert Downey Jr. (e tutto il l’Universo Cinematografico Marvel) questo sequel di Spider-Man non è solo la consacrazione definitiva di Tom Holland nelle vesti dell’Uomo Ragno, ma è una direzione tutta nuova in cui si vuole far puntare il personaggio di Peter Parker, un personaggio che adesso dovrà far fronte con la morte di Tony e che dovrà necessariamente scegliere se raccoglierne le redini o rimanere “l’amichevole Spider-Man di quartiere”. È un dilemma alla base di Far From Home: rispondere ai bisogni del mondo proteggendolo dalle minacce incombenti, o restare un semplice studente che vuole divertirsi, andare a scuola e uscire con la sua eterna cotta MJ. Proprio questo conflitto interiore è tra gli aspetti più fondamentali e riusciti della pellicola, perché prima di essere l’ambizioso film supereroistico pieno zeppo di cattivi, scene da far strabuzzare gli occhi e con Spider-Man al centro della storia, Spider-Man: Far From Home è innanzitutto un teen movie scolastico con Peter Parker e tutte le problematiche che ne derivano dagli anni adolescenziali, riuscendo molto bene a bilanciare questi due aspetti non facendo mai propendere più da un lato o dall’altro.

Spider-Man: Homecoming reinventava intelligentemente il personaggio di Spider-Man per la terza volta nell’arco di quindici anni. Uno Spider-Man fresco, pungente e con una personalità del tutto inedita nel Marvel Cinematic Universe – chiaramente influenzato dal successo di Deadpool. Far From Home è un ulteriore passo in avanti, un prodotto dall’approccio completamente diverso – risultando, qualitativamente, di gran lunga superiore – di ampio respiro e internazionale visto che si disloca tra Venezia, Praga e Berlino, e che è strettamente collegato e influenzato dalle recenti pellicole Marvel. In particolar modo se la morte di Tony Stark influenzerà Peter e lo spirito di tutta la pellicola, l’intenzione dei Marvel Studios nel trasferire la sua eredità a Tom Holland è emblematica e lampante per la struttura e l’approccio che ha Far From Home. Lo si paragona al primo Iron Man, ed effettivamente questo sequel ha continui parallelismi e richiami a quel film, nel suo modo di integrare Tony Stark nonostante sia morto, in Happy che è una presenza sempre di grandissimo gusto, e nel continuo “plagio” di replicare situazioni e momenti di quell’iconico film.

Proprio riguardo ciò non si può non paragonare il ruolo di Jake Gyllenhaal nei panni di Mysterio, a quello di Jeff Bridges con Obadiah Stane nel primo Iron Man. Jake Gyllenhaal offre un personaggio di spessore e scenicamente pazzesco. Protagonista di momenti onirici che incantano per bellezza, sulla falsariga di ciò che proponeva Doctor Strange con i suoi viaggi dimensionali, Mysterio risulta essere un villain tutt’altro che banale come lo era stato Michael Keaton nei panni di Avvoltoio in Homecoming – anche qui, non si può entrare nel campo degli spoiler, ma finita la visione capirete il paragone con Obadiah. Gyllenhaal la cui presenza e chimica con Holland non fa altro che accrescerne il valore, esperienza e potenziale dell’attore londinese. Tom Holland è di fatto intenso, sagace e pungente in ogni sua situazione: dal combattere gli Elementali, al confrontarsi con i compagni di classe, con Nick Fury o lo stesso Quentin Beck di Gyllenhaal. Può sembrare un aspetto banale, ma lo Spider-Man di Holland in questo film raggiunge una profondità e anima che si era solo scalfita nei precedenti film, così come il personaggio di MJ la cui bravissima Zendaya ha finalmente lo spazio che si merita uscendone da Far From Home galvanizzata. Bisogna poi fare i complimenti a Michael Giacchino che, alla sua terza partecipazione ad un cinecomic, con questo Spider-Man offre uno dei lavori più memorabili ed epici all’interno delle pellicole Marvel Studios che hanno sempre un po’ peccato sotto questo aspetto, ma bisogna dire che questo Spider-Man: Far From Home è un autentico spettacolo visivo per l’intelligenza con il quale riesce a far coesistere tantissime variabili diverse – e così lontane fra di loro – all’interno di un unico contesto epico diviso tra svariate location che danno il meglio di sé e che mostrano tutta l’ispirazione di Jon Watts alla regia. Rimanete inoltre seduti in sala per la prima scena dopo i titoli di coda, una sequenza colossale – non si esagera – e che preannuncia pesantemente i piani dei Marvel Studios per il futuro dell’Universo Cinematografico Marvel. La migliore scena post-credit della Marvel, a mani basse, e che stravolge del tutto questo mondo che abbiamo imparato a conoscere, un po’ come ha fatto Tony Stark alla fine del primo Iron Man.

Commento:
Dal grandissimo respiro internazionale, diviso tra le magnifiche location di Venezia, Praga o Berlino, Spider-Man: Far From Home più che un semplice seguito di Homecoming, o ultimo film della Fase 3 Marvel, è un film di rottura all’interno del Marvel Cinematic Universe che va puntando in una direzione tutta nuova. Capitolo ricco e fantastico sotto ogni aspetto, Far From Home si collega pesantemente al primo Iron Man e all’eredità lasciata da Robert Downey Jr., offrendo un sequel dall’impatto pazzesco e in cui Tom Holland offre una delle sue performance più complesse e complete di sempre, raccogliendo e accogliendo nel migliore dei modi la pesante eredità lasciatagli, per un film destinato a cambiare radicalmente il Marvel Cinematic Universe, e in cui tra la profodnità della storia, dei personaggi principali, i villain, la colonna sonora, le sequenze oniriche e una sequenza post-credit destabilizzante come un fulmine a ciel sereno, si propone come chiusura perfetta di un ciclo ma una base di partenza solidissima per la prossima attesa Fase Marvel.

Giudizio Finale:

Fantastico
9

Cast

9.4/10

Regia

9.0/10

Sceneggiatura

8.5/10

Montaggio

8.4/10

Colonna Sonora

9.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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