Recensione – Houdini (Miniserie)

Trama:
La miniserie Houdini segue le gesta dell’uomo dietro la magia, come egli trovò la fama, si impegnò nello spionaggio, combatté gli spiritualisti e come incontrò i più grandi nomi dell’epoca. Ma soprattutto narra la vita di un uomo che sfidò la morte attraverso le sue acrobazie, le sue visioni e la sua padronanza nel campo delle illusione.

Basata sul libro “The Secret Life of Houdini: The Making of America’s First Superhero” dello scrittore William Kalush, e pubblicato dopo oltre ottant’anni dalla morte del celebre illusionista, Houdini è il risultato di anni e anni di speranza nel vedere finalmente un adattamento cinematografico o televisivo di quest’opera. Ne nasce una miniserie (divisa in due parti per circa tre ore in totale) per History Channel con protagonista Adrien Brody, noto premio Oscar nel 2003 per Il Pianista, due parti estremamente differenti l’una dall’altra, sia nei contenuti che proprio come approccio narrativo. Cominciando dalla prima, che si può definire anche quella più riuscita, si è dinnanzi a un episodio fitto di trucchi di magia e illusioni senza lasciare respiro e che vanno ad illustrarci gli anni di successo dell’illusionista. Episodio che ha il grande pregio di partire direttamente da un Houdini già formato, non annoiando con le solite chiacchiere su ciò che ha portato Ehrich Weisz a diventare il noto escapista, approfondendone il background con brevi ma intelligenti sequenze della sua infanzia che lo vedono sempre alle prese con l’arte illusoria. Se così dal punto di vista “magico” la puntata fa il suo dovere restituendo tutto ciò che si cerca in un prodotto del genere, chi cerca un approfondimento sulla persona che era, il suo rapporto con la moglie Bess (Kristen Connolly) e le persone vicine, ne rimarrà profondamente deluso. Infatti in questa prima parte – ma anche nella seconda – si dà poco peso ai personaggi, alle loro interazioni ed evoluzioni, Houdini compreso – salvo la parte della sua infanzia.

Tra le occasioni sprecate di questa miniserie si ha poi l’aspetto spionistico della vita di Harry, soltanto abbozzato e che, nonostante le brevi apparizioni, è uno degli elementi più interessanti – anche perché meno conosciuti – sul quale si poteva effettuare un lavoro più stratificato e profondo – ci prova un po’ la seconda parte senza entrare però mai nel dettaglio realmente. Infatti, per quanto la seconda parte resti comunque gradevole da guardare, questa ha ben poco da spartire con la prima puntata di Houdini visto che ne accantona completamente la carriera magica. Si preferisce soffermarsi sulla vita privata dell’artista con i “pugni sentimentali” sferrati dalla moglie che si allontana sempre più, e dalla successiva morte della madre che lo toccherà profondamente dentro. Tutte situazioni chiave nella vita e nella storia di Houdini, ma che anche qui hanno attorno strutture poco dettagliate, parlando un po’ di tutto e tutti senza però andare a sviluppare qualcosa di concreto. Un problema dal quale si allontana in parte il finale, in cui la morte della madre diventa il centro della vicenda, con Houdini che tenta di entrarne in contatto attraverso medium che si rivelano essere nella maggior parte dei casi truffatori, e che portano Houdini ad avviare una sorta di “persecuzione” nei loro confronti con l’obiettivo di smascherarli e ridicolizzarli in pubblico. Il finale, analogamente agli aspetti spionistici della storia, offre un ribaltamento narrativo inaspettato e inedito, e che va a culminare nella morte di Houdini che, alla luce delle varie teorie, si decide di rappresentazione con la perforazione dell’appendice in seguito a una serie di pugni a sorpresa. Un finale, una morte che racchiude perfettamente ciò che per Houdini è stato importante nella propria vita: la “donna baule” e la madre che, fin da piccolo, l’ha ritenuto un figlio magico.

Commento:
Houdini è una miniserie priva di tecnicismi maniacali o di quella sceneggiatura perfetta in tutto e per tutto, ma nonostante ciò è composta da due puntate estremamente gradevoli e con all’interno diversi elementi interessanti per un eventuale seguito televisivo. Un doppio appuntamento che deluderà chi si aspettava un approfondimento sulla vita di Houdini, le sue amicize, la sua crescita ma che, d’altro canto, soddisferà appieno tutti quelli che si aspettavano tanta magia, illusione e trucchi che guardano dritto negli occhi la morte.

Giudizio Finale:

Buono
7.2

Cast

8.2/10

Regia

7.2/10

Sceneggiatura

6.0/10

Montaggio

7.5/10

Colonna Sonora

7.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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