Recensione – Catch-22

Trama:
Il giovane soldato John “Yo Yo” Yossarian, bombardiere dell’United States Army Air Forces durante la Seconda Guerra Mondiale, è furioso perché l’esercito continua ad aumentare le missioni necessarie prima del congedo di servizio. Tenterà così tutte le soluzioni possibili per evitare di andare in missione, o raggiungere diversamente la tanto agognata quota di congedo.

Cast:
Christopher Abbott, Kyle Chandler, Hugh Laurie, George Clooney, Daniel David Stewart, Austin Stowell, Rafi Gavron, Graham Patrick Martin, Pico Alexander, Jon Rudnitsky, Gerran Howell, Giancarlo Giannini e Julie Ann Emery.

Miniserie televisiva andata in onda negli Stati Uniti su Hulu (in Italia grazie a Sky Atlantic) Catch-22 è l’adattamento del noto romanzo Comma 22 del 1961 scritto da Joseph Heller. La storia è quella di John “Yo Yo” Yossarian, bombardiere dell’United States Army Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale, che non riesce a raggiungere il tanto ambito congedo militare in quanto il Generale Scheisskopf – che significa ‘testa di cazzo’ – prima, e il colonnello Catchcart dopo, per le loro ambizioni aumentano di volta in volta il numero delle missioni da portare a termine per ottenere il congedo di servizio. Una situazione che porta il povero Yo Yo ad escogitare i piani più disparati (e disperati), fare cose bizzarre nella speranza di essere dichiarato pazzo ed evitare così il suo dovere militare godendosi una vita tranquilla lontano dalla guerra. Circostanze che ne fanno di Catch-22 una serie piena di gag, scene surreali sempre divise tra il tragico e il comico, ma al contempo una delle critiche più feroci, efficaci e toccanti dell’assurdità di certe regole burocratiche che ancora oggi toccano da vicino molte persone, tutto questo attraverso gli occhi e le disavventure di questo gruppo di aviatori statunitensi appartenenti allo stesso stormo.

Catch-22 infatti – come il nome suggerisce – ruota attorno al paradosso del Comma 22: una particolare legge militare (non realmente esistente) che specifica che un uomo che è pazzo può chiedere di essere esentato dalle missioni di volo; ma al contrario chi vuole evitare le missioni non può considerarsi pazzo in quanto è razionalmente giusto aver paura per la propria vita e sicurezza. Si entra così in un “circolo vizioso” in cui l’apparente possibilità di scelta è, appunto, apparente, e vi è solo un’unica possibilità all’interno se non quella di continuare a prestare servizio perché cercando di evitare le missioni il soldato violerebbe il Comma 22. È un ragionamento volutamente ingarbugliato e contorto, e che la serie Hulu riesce a centrare e mettere in risalto sin dai primissimi minuti così come il tono caricaturale ed esagerato dello show, dei suoi personaggi che viene puntualmente interrotto dalle numerose scene di terrore in volo durante i combattimenti aerei.

È un magnifico racconto che incanta per lo splendore con il quale realizza e ricostruisce gli eventi di questo giovane ragazzo spazzato via dalla guerra. Catch-22 ha infatti all’interno una regia così sopraffina, un umorismo divertente ma tragico, che lo rende un prodotto da guardare tutto d’un fiato e che non annoia per un singolo momento in questa travagliata storia. Si ride, si ride a crepapelle per queste situazioni del tutto esagerate – come ad esempio un maggiore che si chiama Maggiore Maggiore Maggiore – più di tanti film o serie che si “presentano” come tali. Catch-22 stupisce per l’inquietante adattamento che George Clooney e Grant Heslov sono riusciti a tirare fuori da un classico della letteratura statunitense, centrando totalmente questo tono kafkiano e satirico che ci immerge totalmente in questa frenetica e inquietante pazzia derivante dalla guerra, disorientandoci nella nostra capacità di razionalizzare la follia di come stanno realmente le cose.

Una serie che affascina per la bravura con il quale Luke Davies e David Michôd hanno offerto una sceneggiatura fluida e che vada a coinvolgere su tutti i livelli lo spettatore. Una storia di perdita e follia che si intreccia eccezionalmente a questa narrazione che diverte in lungo e largo facendo urlare a squarciagola. Proprio sotto questo aspetto funzionale è il ricco cast di Catch-22, uno show che può vantare grandi nomi come Hugh Laurie, Kyle Chandler o George Clooney – che si vede poco ma, quando compare, è tra momenti più memorabili – e che, nonostante ricoprano ruoli “seriosi” e di rilievo nelle gerarchie militari, riescono a rappresentare perfettamente lo stile satirico della serie con questi personaggi macchiettistici, super caricaturali che regalano situazioni del tutto prive di senso. Come l’intero cast di Catch-22 in cui il protagonista Christopher Abbott è tanto intenso e viscerale nei momenti più cruciali, ma con una faccia da “pesce lesso” quando si tratta di inventarsi qualche scusa per non andare in missione; così come Lewis Pullman con il suo surreale Maggiore Maggiore Maggiore o Daniel David Stewart che nelle vesti dell’intraprendente Milo Minderbinder ruba la scena ogniqualvolta ne ha l’opportunità.

Commento:
Frutto di una bravura eccezionale nell’adattare per il piccolo schermo un romanzo storico, riuscendone a replicarne totalmente il tono, lo spirito e le intenzioni, Catch-22 è senza ombra di dubbio una delle migliori produzioni del 2019. Una miniserie televisiva pregna di contenuti, che incanta per bellezza e diverte a più non posso grazie al suo stile surreale, caricaturale a livelli esagerati, e agli interpreti azzeccati in lungo e largo. Uno stile riuscitissimo che però al contempo riesce ad essere sentito e intimo nel suo modo di fare critica: feroce, efficace e che denuncia con estrema chiarezza tutta l’assurdità della burocrazia militare e delle situazioni che ne scaturiscono da un sistema ormai marcio e corrotto alla base.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.5

Cast

9.5/10

Regia

9.0/10

Sceneggiatura

9.5/10

Montaggio

9.8/10

Colonna Sonora

9.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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