Recensione – Homeland 4×01 “The Drone Queen” & 4×02 “Trylon and Perisphere”

Attenzione: la recensione contiene spoiler.

Trama:
Carrie e’ stata assegnata ad una base della CIA in Asia meridionale per svolgere un pericoloso incarico che si divide fra Afghanistan e Pakistan.

Cast:
Claire Danes, Damian Lewis, Mandy Patinkin, Sarita Choudhury, Tracy Letts, F. Murray Abraham, Nazanin Boniadi, Laila Robins e Rupert Friend.

Dopo una stagione non esaltante, anzi, la peggiore delle tre, ritorna Homeland con una versione definibile quasi come un reboot per certi versi. Difatti dopo gli sconvolgenti avvenimenti di The Star, avvenimenti che sarebbero stati perfetti per un finale di serie con quella tristissima immagine di Nick Brody (Damian Lewis) impiccato a Tehran, e con Carrie (Claire Danes) che successivamente disegna la stella che omaggia il servizio reso alla Nazione da parte del sergente, c’è molta curiosità (e paura) per come cercherà di riavviarsi e rinnovarsi Homeland. Questa season premiere, composta da due parti: The Drone Queen e Trylon and Perisphere, per la bellezza di ben un’ora e mezza, nonostante sia un debutto piuttosto al di sotto delle aspettative, è un inizio che fa egregiamente – ma in maniera molto lenta – il suo lavoro di gettare nuove basi su cui costruire una storyline del tutto nuova e solida, ma soprattutto senza quel gran personaggio che era Nick Brody.

Addentrandoci quindi nei nuovi episodi, il più grosso problema di questo “pilot” sta proprio nell’alternanza di ritmo che si ha da una parte all’altra. Prima parte che ha l’importante compito di catturare lo spettatore scettico – causa questa quarta stagione di cui non si sentiva il bisogno – e che ci riesce solo a metà. Se in tempo niente ci troviamo infatti una Carrie al capo di un’importante operazione in Medio Oriente, e che in altrettanto poco tempo bombarda una zona nel quale si pensava fosse presente il terrorista Haissam Haqqani, e che invece  finisce con il colpire una famiglia impegnata in dei festeggiamenti di nozze, ciò che viene dopo getta completamente via l’ottimo inizio con il quale era partito lo show. Prima parte che ha sì all’interno elementi non scontati o buttati lì a caso, ma che nel complesso vengono affrontati con una lentezza tale da causare noia. The Drone Queen introduce anche il personaggio di Aayan Ibrahim (Suraj Sharm), unico sopravvissuto all’attacco dell’unità di Carrie. Ragazzo sul quale ci si dedica abbondante parte di questo primo episodio, seguendolo parallelamente a Carrie, e che ci mette ben poco a rendersi interessante anche grazie alla bravura di Suraj. Degna di nota anche l’apparizione – in tutti i sensi – di Sandy Bachman (Corey Stoll), anch’esso un personaggio che si propone sin da subito come carismatico e intrigante, e che invece viene fatto fuori in una missione di recupero che ha dell’incredibile e inaspettato per il modo con il quale si conclude.

Si passa così alla seconda parte che è senza ombra di dubbio molto più statica. Carrie, in versione mamma – una bambina di cui non si sentiva il bisogno di introdurla nello show – continua a essere una donna fragile, “pericolosa” con i soliti problemi di bipolarismo che l’hanno colpita in queste stagioni, e che nelle varie fasi versione mamma – per fortuna ridotte ai minimi termini – si riaggancia sempre a quel personaggio di Brody che tanto la frenava nella passata stagione, e che sul lungo andare aveva pesantemente annoiato andando sempre ad affrontare le tematiche dei problemi di Brody, della sua famiglia, di sua figlia e ciò che si andava a creare con Carrie. Tutti elementi che qui fanno parte del passato, ma a cui quella bambina impedisce di dire definitivamente addio. Detto ciò, se in questa seconda parte si ha anche tempo per continuare a parlare del personaggio di Aayan Ibrahim, e per qualche sequenza anche del caro Saul Berenson (Mandy Patinkin) che fa sempre la sua bella figura, tutto ciò non basta a tirare fuori da una noia complessiva piuttosto importante. Noia di cui ci fa dimenticare, per brevi tratti, il personaggio di Quinn (Rupert Friend) che, in seguito a ciò che accade a Sandy Bachman, esce completamente fuori di sé. Un aspetto del suo personaggio che non si conosceva molto bene, e che in questo caso vivacizza una seconda parte che altrimenti sarebbe stata molto moscia. Peccato che nel modo di voler fare apparire questo Quinn molto più duro, si introducano degli elementi banali e scene che sì, sforzandosi potrebbero anche avere un loro perché, ma sulle quali si sarebbe preferito un approccio diverso e che rendesse giustizia al suo personaggio, che comunque ha ancora tutto da dire.

Commento:
La quarta stagione di Homeland non torna esattamente nel migliore dei modi, ma neanche nel peggiore. Se dal punto di vista contenutistico si ha un (doppio) debutto denso tra vari elementi nuovi e l’introduzione di personaggi e location inedite che caratterizzano sempre un inizio di stagione, ciò che non convince appieno di questa season premiere è il ritmo con il quale viene affrontato il tutto. Un approccio fin troppo lento, compassato e che provoca una noia non indifferente e che potrebbe non portare al termine della puntata. Tuttavia, per quello che si è visto, delle basi per proporre qualcosa di solido, in maniera analoga alla prima stagione, sembrano esserci tutte.

Giudizio Finale:

Sufficiente
6.2

Voto

6.2/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

2 commenti su “Recensione – Homeland 4×01 “The Drone Queen” & 4×02 “Trylon and Perisphere”

    Travel and Marvel

    (25 Ottobre 2019 - 21:33)

    E’ una serie che sto guardando proprio in questo periodo. Le prime serie mi sono piaciute molte, quest’ultima non mi sta convincendo molto. Mi sono rimaste poco puntate da vedere, ma le prime serie mi prendevano molto di più.. questa mi sembra molto forzata.

      Francesco Di Maria

      (26 Ottobre 2019 - 12:19)

      A dire il vero la quarta a mio modo di vedere parte molto lenta, ma ha successivamente un crescendo clamoroso. Discorso diverso per la quinta stagione che è bellissima. Non ho ancora visto la sesta, ma secondo me già sul finire di questa stagione hanno trovato una quadra narrativa davvero azzeccata.

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