Recensione – Tredici (Stagione 3)

Trama:
Dopo essersi lasciati alle spalle l’omicidio di Hanna Baker, gli studenti della Liberty High School si vedranno al centro dell’omicidio di Bryce Walker. Il detective Standall, con l’aiuto della madre di Bryce, Nora Walker, guiderà le indagini per scoprire il colpevole dell’uccisione di suo figlio.

Cast:
Dylan Minnette, Christian Navarro, Alisha Bow, Brandon Flynn, Justin Prentice, Devin Druid e Ross Butler.

Un nuovo membro del cast di Tredici

Se Tredici venisse rinnovata da Netflix per dieci stagioni, si risulterebbe ripetitivi nell’esprimere un concetto semplice: la serie si doveva concludere con la sua prima stagione. Non si fa altro che ripeterselo ma, giunti alla terza stagione, si vedono tutti i limiti e le forzature di allungare una storia giusto per cavalcarne il successo per qualche anno in più. La seconda stagione di Tredici era già stata un mezzo disastro, questa terza uscita riesce a fare di peggio lasciandosi completamente alle spalle il suicidio di Hanna Baker e focalizzandosi sull’omicidio di Bryce Walker. Un distacco netto dal passato e che tenta di mutare Tredici in una sorta di teen-thriller investigativo, con risultati goffi e difficili da giustificare – oltre il fatto di aver deciso di rivelare la morte di Bryce sin dai primissimi trailer togliendo gran parte dell’effetto sorpresa.

Justin Foley viene interrogato

Il problema più grosso di Tredici 3 non è tanto quello di perseverare nella scelta di produrre una stagione da ben tredici episodi. Un problema che ne aveva azzoppato il ritmo (dell’ottima) prima stagione. Ma è quello di fornire in primis una storia difficile da condividere e con il quale empatizzare, tanto cerca di forzare meccaniche e intrecci pur di auto convincersi di avere qualcosa da raccontare.

Tutta questa stagione ruota infatti attorno all’omicidio di Bryce Walker. Alla scoperta di chi possa essere il colpevole tra Zach, Alex, Clay e tutta la compagnia della Liberty High. Non è una premessa del tutto malvagia ma, ponendosi un interrogativo fondamentale nel dare vita a questa storia: “davvero a qualcuno interessa la morte di Bryce Walker?”, gli sceneggiatori decidono di costruirci sopra una stagione ricca di flashback nel tentativo di riabilitarne l’immagine e farcene dispiacere per la dipartita, con risultati rovinosi. Non solo non si riesce a mettersi nei panni di Bryce o provare anche una minima simpatia, alla luce del suo passato. Ma una delle poche new entry della stagione, Anysia, che ha un ruolo forte nei suoi confronti, risulta essere un personaggio mal interpretato e scritto attirando a sé più antipatie che simpatie.

Se ogni stagione di Tredici aveva infatti al centro un tema portante riflessivo e delicato da trattare. Lo è stato il suicidio nella prima stagione e le violenze/vendita di armi nella seconda – ma già iniziava a fare confusione. La terza stagione di 13 Reasons Why è un miscuglio generale che parla di tutto e nulla allo stesso tempo.

Cerca di dare spazio a qualsiasi “minoranza” e di essere il più politicamente corretta possibile spaziando tra personaggi omosessuali, immigrati, violentati e violenti. Senza far nulla di serio e ragionato. Si crea un distacco nei confronti di personaggi precedentemente amati, adesso ridotti a “macchiette” con una narrazione superficiale. Peccato, perché il cast si conferma di livello, in particolar modo Tyler ha dalla sua un Devin Druide suggestivo e struggente. Tuttavia lo show, senza ritmo e poco incisivo nel catturarci e appassionarci, mette il lavoro dietro del tutto in secondo piano apparendo così come secondario.

Commento:
Anche con le migliori intenzioni, la terza stagione di Tredici è un disastro totale. Una serie che conferma la propria confusione e debolezza, allungando forzatamente una storia che era più che conclusa con la sua prima stagione. Tredici che, fatta eccezione per le ottime interpretazioni del cast, offre una storia insensata con il quale è praticamente impossibile empatizzare. Uscendone con le ossa rotte da una narrazione prolissa che preferisce il “politicamente corretto” alla buona e intelligente scrittura.

Giudizio Finale:

Mediocre
5.3

Cast

8.0/10

Regia

5.5/10

Sceneggiatura

3.5/10

Montaggio

3.3/10

Colonna Sonora

6.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

6 commenti su “Recensione – Tredici (Stagione 3)

    Veronica Sieli

    (23 Ottobre 2019 - 03:46)

    Vedo che non sono l’unica ad essere rimasta estremamente delusa da questa stagione, facendomi prendere la decisione di non continuare qualora la riconfermassero per una quarta.

      Francesco Di Maria

      (23 Ottobre 2019 - 10:03)

      Già confermata. La cosa positiva è che hanno confermato che sarà anche l’ultima. Ormai dopo averci investito tre anni tanto vale finirla.

    Silvia Poletti

    (26 Ottobre 2019 - 00:41)

    Ho iniziato a vedere Tredici un mesetto fa e la prima stagione mi aveva completamente coinvolto e affascinato. Roba da tirare le due di notte per finire gli episodi il prima possibile. Ora faccio fatica a vedere la seconda, ha perso il fascino della prima, se così si può dire… Ma a quanto pare non è destinata a migliorare la situazione…

      Francesco Di Maria

      (26 Ottobre 2019 - 12:19)

      Stessa cosa io. Prima stagione vista tutta d’un fiato perché ti lasciava lì con una voglia matta di vedere come finisse. Seconda già in netto calo. La terza, a mio modo di vedere, ancora peggiore. Fortunatamente la prossima stagione sarà l’ultima.

    Hang Around The World

    (5 Novembre 2019 - 18:53)

    Una delle mie serie preferite che ho adorato dalla prima stagione. La terza forse è di troppo ma mi ha appassionato lo stesso e con la quarta so che si chiude del tutto… Peccato… Però i messaggi che lancia sono importanti così come i temi trattati. – Paolo

      Francesco Di Maria

      (6 Novembre 2019 - 16:13)

      Indubbiamente. Ed era ciò che ha contraddistinto la prima stagione. Ma se poi temi importanti e delicati li tratti con superficialità, soltanto abbozzandoli, perdi il fulcro del tutto. Sembra più una cosa “posticcia”, messa lì forzatamente solo perché nella prima stagione ha avuto estremo successo.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *