Recensione – Maleficent – Signora del Male

Trama:
La principessa Aurora è cresciuta, il suo matrimonio e la sua incoronazione imminenti. La regina Ingrith, però, riesce a risvegliare nella Signora del Male il suo lato peggiore, mettendo a rischio la pace nella brughiera.

Cast:
Angelina Jolie, Elle Fanning, Michelle Pfeiffer, Sam Riley, Ed Skrein, Harris Dickinson, Chiwetel Ejiofor e Juno Temple.

MALEFICENT – SIGNORA DEL MALE

Maleficent – Signora del Male

Si può capire la fame di successo. Si può capire la voglia di sfruttare un un’attrice come la Jolie e la sua Malefica che nel 2014 fruttò la bellezza di 758 milioni alle casse della Disney. Ma non si può davvero capire il coraggio di rischiare un seguito del genere che, anche al netto di una buona sceneggiatura – non è questo il caso – è un disastro economico annunciato che difficilmente riuscirà a raggiungere il punto di pareggio.

Maleficent – Signora del Male è un film fuori tempo massimo. Estraniandosi da giustificazioni dettate dallo strepitoso successo del primo capitolo, la Disney dovrebbe capire quando fermarsi. Maleficent nel 2014 fu un successo perché novità in un contesto storico/cinematografico dove i reboot e rifacimenti dei classici Disney non erano ancora prassi consolidata. Maleficent era l’idea inedita con protagonista un’enorme star come Angelina Jolie ma, nonostante il successo, ebbe delle critiche negative che sarebbero andate obbligatoriamente ad impattare sulle aspettative e il possibile successo di questo capitolo. Ed effettivamente è andata così. Una pellicola che peggiora tutti gli aspetti pregevoli del primo film, non fa tesoro di quelle critiche, andando a proporre una storia scialba, con poche idee, difficili da giustificare, e che non trovano riscontro nemmeno nell’effetto novità che qui viene chiaramente a mancare.

CINQUE ANNI DOPO

Ingrid, madre di Filippo

Trascorsi cinque anni dal primo capitolo, questo stesso lasso di tempo viene sfruttato nel film. Aurora è cresciuta e regna sulla Brughiera dopo aver ereditato il titolo di Malefica. Ma la “ragazzina” è pronta anche convolare a nozze con il principe Filippo. I due sognano infatti di unire i rispettivi regni, sogno che si dovrà scontrare con gli ideali di Malefica, diffidente nei confronti degli esseri umani; e di Ingrid, madre di Filippo, diffidente nei confronti delle creature della Brughiera, e che porterà le due a scontrarsi. Il concept è dei più classici fiabeschi, senza particolari idee ed elementare in tutte le sue scelte. Il problema è che, pur di dar vita a questo seguito, sovverte completamente gli ordini narrativi del primo Maleficent aggiungendo elementi finti e poco condivisibili.

È il caso del pretesto creato alla base per far infuriare Malefica. Creatura “accettata” nel finale della prima pellicola, che qua viene invece ripresa come perfida strega con un’escamotage che troverà sì spiegazione nel film, ma in una maniera così artificiosa e campata in aria da far storcere il naso. Un po’ come il film in generale. Accerchiato da una patina scialba che regredisce il film a toni infantili, poco pretenziosi, che lo rilegano esclusivamente ad un pubblico di più piccoli. Se infatti entrambi i capitoli sono indubbiamente indirizzati ad un determinato target. Ciò che differenzia in negativo questo secondo capitolo è la poca audacia rispetto al primo Maleficent che, sia narrativamente che nei toni, osava di più abbracciando una fetta d’utenza più ampia. Signora del Male non fa nulla di ciò. Non diverte e, anzi, sfrutta ogni occasione per dimostrare la mediocrità di un progetto in cui nessuno ha creduto.

UN CAST ANONIMO

Lampante di ciò è Angelina Jolie. Star assoluta con la sua Malefica, entrata con disarmante facilità nell’immaginario cinematografico collettivo. E che in Maleficent – Signora del Male non solo viene relegata ai margini della storia, ma quando è in scena mostra svogliatezza e una recitazione approssimativa – e dire che è anche produttrice di questo seguito. Discorso che si può estendere a tutto il cast: anonimo e con attori di spessore utilizzati giusto per inserire la quota “politicamente corretta” (vedasi Chiwetel Ejiofor); ma che, in mezzo ad un film modesto senza nessuna pretesa, ha dalla sua una Michelle Pfeiffer che è la sorpresa assoluta che riesce a racchiudere perfettamente lo stile dei cattivi Disney tanto ambigui quanto affascinanti.

La regina è misteriosa, cupa, dona luce a tutte le scene che la vedono protagonista – non a caso i momenti migliori del film della Jolie sono quelli in cui condivide la scena con la Pfeiffer. In particolar modo poi, una scena di Malefica e Ingrid sedute a tavola, è tra gli scambi più riusciti e interessanti di tutta la pellicola. Interessanti come le scene girate da Joachim Rønning, co-regista di Pirati dei Caraibi – La vendetta di Salazar, nei momenti più concitati e pieni d’azione: ben costruiti e scenicamente d’effetto. Ad essere stato sbagliato è stato il tono generale poco “dark” rispetto all’ottima quadratura del primo Maleficent. Un respiro generale di mediocrità che ha limito il regista, il cast e la troupe,messi nelle condizioni di realizzare lo stretto indispensabile senza mai rischiare.

COMMENTO:

Se attorno al seguito di Maleficent aleggiava un sentore di forzatura, per un seguito di cui non si sentiva il bisogno, Signora del Male non fa praticamente nulla per smentire ciò. Una pellicola che si preannunciava come un disastro, e che lo è regredendo gli ottimi spunti del primo capitolo, il tono generale e la narrazione indirizzata esclusivamente ad un pubblico di giovanissimi. Un film al ribasso realizzato col minimo impegno, in cui ciascuna persona appare svogliata come a non crederci. Stupisce in particolar modo la Jolie. Eccezionale nel primo capitolo, e che qui viene relegata ad un ruolo marginale che sottolinea in ogni momento con la sua insofferenza e apatia. Meglio le musiche e il girato delle scene più concitate, ma nulla che risollevi seriamente le ambizioni del film. Stellare invece la Pfeiffer, unica nota davvero positiva della pellicola, e che illumina il film ogniqualvolta appare su schermo.

Giudizio Finale:

Mediocre
5.1

Cast

5.0/10

Regia

5.5/10

Sceneggiatura

3.8/10

Montaggio

4.9/10

Colonna Sonora

6.3/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.