Recensione – Big Mouth (Stagione 3)

Trama:
Continuano le disavventure di Andrew, Nick, Jessi e i loro amici, alle prese con la pubertà e i loro mostri degli ormoni.

Cast (Vocale):
Nick Kroll, Jon Mulaney, Jenny Slate, Jordan Peele, Maya Rudolph , Fred Armisen e Richard Kind.

UNA STAGIONE PER TUTTI

Big Mouth 3

In un contesto storico in cui bisogna stare attenti a ciò che si dice o che si mostra, limitando la libertà d’espressione, Big Mouth rappresenta una boccata d’aria fresca sincera e necessaria. Lo era già stata la prima stagione, così come la seconda che però non aveva quella potenza di fondo, ma questa terza uscita dell’irriverente show targato Netflix è la commistione perfetta delle due offrendo un prodotto d’altissimo livello.

La serie, creata dall’abile quartetto composta da Kroll, Goldberg, Levin e Flackett, riprende dallo speciale di San Valentino andato in onda a febbraio. Rispetto alla scorsa stagione è passato un anno che va ripercuotendosi anche nella serie. Il miglior aspetto di Big Mouth è infatti quello di saper crescere e reinventarsi di pari passo con lo spettatore e i personaggi all’interno. Non si ha mai la sensazione di restare stantii in un punto giusto per diluire le stagioni e dare maggiore vita alla serie. Big Mouth preme il piede sull’acceleratore, prende tutte le meraviglie e i cambiamenti dell’adolescenza, declinandole in maniere così impensabili e fresche da sembrare continuamente qualcosa di nuovo.

NON SOLO PUBERTÀ

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Questa terza stagione è riuscitissima proprio per la crescita che ha all’interno. Non è mai stata una serie con un target di riferimento giovanissimo – anche se ci si dovrebbe domandare qual è realmente il suo target. Ma se in passato si focalizzava su un tema in particolare: la pubertà; questa stagione parla a tutti ampliandosi smisuratamente. Menopausa, scoperta della propria sessualità, impotenza, problemi di famiglia, incesti. Sono molteplici i temi trattati in questa stagione, ma la credibilità che riesce ad affibbiare ad ogni tema trattato – messo in mostra con esagerazione e assurdità – colpisce pesantemente per l’alta immedesimazione nonostante lo stile satirico e caricaturale. Stile satirico ed esagerato che esplode letteralmente in questa stagione per la varietà che riesce a donare.

Se infatti la narrazione è sempre di spessore, ben scritta, pungente e geniale. Colpisce altrettanto la spinta che i produttori sono riusciti a dare nel modo di mettere in mostra questa storia che si affaccia a tutti relegando a ciascun episodio un tema/genere in particolare. Ogni puntata della terza stagione di Big Mouth fa infatti il verso a film, serie e situazioni prettamente Hollywoodiane (memorabile la comparsata del cast di Queer Eye). Si spazia da un episodio dedicato alle femministe incontrollate; a quello in cui a scuola si fanno le classifiche dei ragazzi-ragazze più carini/e; oppure ad una puntata che prende in giro i cinecomic donando peculiari poteri (come il dono del’invisibilità ogni volta che si scoreggia) a ogni personaggio. Una stagione per tutti che lo è ancor di più grazie a una genialità di fondo che pervade continuamente tutto ciò che accade.

PIATTO RICCO, MI CI FICCO!

È altrettanto interessante e non banale poi la bravura nell’inserire un episodio filler che vada ad arricchire la trama orizzontale senza portarla avanti – che è appunto ciò che si cerca in un filler: un episodio scollegato dalla storia principale ma che espanda quel mondo. La settima puntata di questa stagione, interamente dedicata al fantasma di Duke Ellington, spirito del famoso pianista che vive nella soffitta di Nick, è un episodio straordinario in cui si viene catapultati nel lontano 1913: gli anni in cui Duke ha perso la verginità trovando la sua vera ispirazione.

Tralasciando lo sbalzo temporale che dà un gusto del tutto nuovo all’episodio – ma è un fattore che non manca in ogni singola puntata. ‘Duke‘ è tra gli episodi più riusciti e che dà ulteriore maestranza dei creatori della serie. È geniale nel mettere in scena questa Guerra Mondiale (composta da peni in trincea) ma anche per approfondire il personaggio di Ellington e l’universo di Big Mouth senza scomodare le figure di di Nick e Andrew che, al contrario, si integrano nella storia di Duke che gli impartisce “lezioni di vita” che inevitabilmente si troveranno ad affrontare nel loro cammino di vita. Un episodio non banale e che racchiude perfettamente ciò che vuole essere e offrire Big Mouth al piccolo/grande pubblico. Per una stagione da gustare e imperdibile sotto tutti gli aspetti.

COMMENTO:

Nonostante una seconda stagione ottima, ma comunque sottotono rispetto alla precedente. La terza uscita di Big Mouth si reinventa e cresce, proponendo un prodotto d’altissimo spessore al punto tale da risultare una serie del tutto nuova. Effetto novità e freschezza di fondo che sono le basi di una stagione che non si limita alla “semplice” pubertà, ma parla e prende in giro tutti. Dalle femministe, alle donne in menopausa, all’impotente di turno o lo show televisivo di turno. Big Mouth 3 è ancor di più senza filtri e abbina temi delicati a una narrazione (visiva e scritta) senza precedenti. Una delle punte di diamante in casa Netflix a cui tutti dovrebbero dare una possibilità, nonostante l’impatto iniziale destabilizzante.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.5

Voto

9.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

2 commenti su “Recensione – Big Mouth (Stagione 3)

    Veronica Sieli

    (2 Novembre 2019 - 11:01)

    Personalmente non posso che essere più d’accordo con te! La seconda stagione non entusiasmava, non osava… Sembrava quasi volesse rimanere un gradino più in basso rispetto alla prima. Questa terza invece è esplosiva, varia i temi e si concentra non solo sui protagonisti ma anche i personaggi secondari. Mi aspetto grandi cose dalla prossima.

    Sara Fratocchi

    (8 Novembre 2019 - 21:01)

    Io lo guardo su netflix nel tempo libero o per sottofondo mentre lavoro, non lo seguo assiduamente però lo trovo carino anche se non mi entusiasma più di tanto.

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