Recensione – El Camino – Il film di Breaking Bad

Trama:
Il film riprende la storia dopo i fatti raccontati nel finale di serie: Jesse Pinkman è in fuga dopo essere stato liberato da Walter White.

Cast:
Aaron Paul, Jesse Plemons, Krysten Ritter, Bryan Cranston, Jonathan Banks, Robert Forster e Charles Baker.

UN ‘CAMINO’ NON NECESSARIO

El Camino

C’era molto attesa per un’eventuale ritorno di Breaking Bad. Un desiderio che è stato esaudito da Vince Gilligan e Netflix che, in pochissimo tempo, hanno annunciato l’uscita di un film-sequel, girato in super segreto e lontano da sguardi indiscreti, sulla nota piattaforma di streaming. L’attesissimo El Camino – Il film di Breaking Bad va così ambientandosi pochi instanti dopo l’iconico finale di serie. Jessie è lì: sulla El Camino di Todd mentre fugge dalla base di Jack; per una pellicola che va focalizzandosi interamente sul personaggio interpretato da Aaron Paul raccontandone questa folle fuga dopo essere stato liberato da Heisenberg.

A differenza di molte serie o film troncati bruscamente e in cui un seguito diventa quasi necessità. Breaking Bad era riuscita a proporre un percorso così perfetto, un finale di una completezza e soddisfazione tale, da rendere un eventuale proseguo di quelle vicende del tutto superfluo. Ed effettivamente El Camino conferma queste sensazioni. El Camino non è un film brutto o che intacca la bellezza di uno show come Breaking Bad, semplicemente non è un film necessario. Non è necessario perché, a visione terminata, il piacere di aver visto nuovamente in azione personaggi tanto amati, supera il piacere di aver visto qualcosa di realmente indispensabile. La pellicola è infatti molto ordinata e, nonostante non faccia stracciare le vesti, ha l’accortezza di proporsi e andare a toccare il mito di Breaking Bad con estremo rispetto e senza scomodarlo – dimostrazione di tutta l’intelligenza di Vince Gilligan.

UNA LETTERA D’AMORE

El Camino - Aaron Paul

Vince Gilligan con El Camino vuole così rendere omaggio alla serie con una sentita e intima lettera d’amore. Non espande l’universo di Breaking Bad. Semplicemente prende quel mondo e lo arricchisce di piccoli dettagli così da offrire una produzione integrata in quel finale ma che ne mantenga le distanze. Si ha come la sensazione che, più che avere qualcosa da dire, Gilligan abbia voluto scrivere questo film per Aaron Paul, dandogli il “piacere” di tornare nei panni dell’unico personaggio per cui è conosciuto e ricordato. Ciò, sarebbe stato abbastanza discutibile, se non per il fatto che nella sua modestia il film sa di essere qualcosa di contenuto senza mai strafare. Il film è infatti un tributo a Breaking Bad costellato di vecchie conoscenze e di puro fanservice.

Crea situazioni e introduce personaggi giusto per un piacere personale che per reali esigenze. El Camino viene impostato come una sorta di “Road Movie” con al centro la fuga di Jesse. Fuga accompagnata per tutta la sua durata da flashback al quale si viene rimandati a causa di ciò che rivive durante questo cammino. Non a caso se si prendessero solo i momenti ambientati nel “presente”, El Camino sarebbe a tutti gli effetti un episodio di Breaking Bad standard, tanto è asciutto nei contenuti.

La parte importante della storia è il passato, i flashback che raccontano il background di Jesse: le sue amicizie, amori e gli anni di prigionia che non si sono mai visti nella serie. Nulla di trascendentale. Fatta eccezione per la parentesi con Todd, che ha una sua funzione narrativa, il resto è un’escamotage per fare apparire personaggi storici. Nel complesso però, per come è stato costruito, il fattore nostalgia riesce a far soprassedere su degli evidenti difetti di una storia che è davvero povera.

POCA COERENZA, TANTA NOSTALGIA

El camino Aaron Paul e Robert Forster

Se il film rimane molto fine a sé stesso, pregevole nella fattura, fotografia e che richiama in ogni singola inquadratura lo spirito di Breaking Bad. Ad eccellere è Aaron Paul nei panni nuovamente di Jesse Pinkman. Aaron che, tristemente, all’infuori di Breaking Bad non è mai riuscito a trovare una sua identità. Problema “causato” in parte dalla memorabilità del suo ruolo nello show: un personaggio sfaccettato e viscerale nel percorso al fianco di Walter White, che lo ha relegato all’iconicità del ruolo. El Camino ne conferma la bontà. È un film che si poggia pienamente sull’effetto nostalgia ma altrettanto su di lui, venendo ripagati nel migliore dei modi.

Si potrebbe stare qui a criticare la mancanza di una coerenza visiva-estetica del personaggio – per riprendere il ruolo qualche chiletto poteva perderlo. Così come le cicatrici troppo accentuate e marcate a sottolinearne le violenze subite come se fossero passati anni – quando in realtà il lasso di tempo tra il finale di Breaking Bad e l’inizio di El Camino è praticamente nullo. Tuttavia, non soffermandosi su questi errori, si rimane ammaliati dalla passionalità con il quale Aaron riprende il ruolo di Jesse. Il suo non è un semplice personaggio: è un’icona televisiva che deve sostenere il peso di un film e un collettivo ormai comune a tutti, giustificandone l’esistenza. Non lo fa, non a causa sua ma per altri fattori. Perché il Jesse di El Camino è intenso e profondo, portando questo personaggio ad una chiusura perfetta e rispettosa, come l’intero film fa della serie.

COMMENTO:

Nonostante sia un film non strettamente necessario. Anzi, non lo è affatto. El Camino – Il film di Breaking Bad, riesce a riportarci in quel mondo e quelle atmosfere con delicatezza e rispetto per la serie. Un film che aggiunge davvero poco allo show, ma che con grande maestria e intelligenza offre una storia per i fan, piena di fanservice e di momenti intensi, senza intaccarne il mito alla base. Pellicola che Aaron Paul poggia pienamente sulle proprie spalle. Rimettendosi in quei panni in maniera sentita e intensa da mettere in secondo piano qualsiasi problema o mancanza.

Giudizio Finale

Buono
7.3

Cast

8.2/10

Regia

8.0/10

Sceneggiatura

6.4/10

Montaggio

6.7/10

Colonna Sonora

7.1/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

5 commenti su “Recensione – El Camino – Il film di Breaking Bad

    Silvia Giacomo

    (2 Novembre 2019 - 16:44)

    Ho visto il film su Netflix e non mi ha colpita, purtroppo direi che mi ha annoiata. Mi dispiace, penso che il film sia stato più un favore personale che si è fatto il regista per veder rivivere alcuni dei suoi personaggi. Perché penso che la serie TV, come hai detto, sia stata conclusa alla perfezione e io non sentivo l’esigenza di un continuo, ma l’ho visto per curiosità e purtroppo non mi ha trasmesso alcuna emozione.

    raffi

    (2 Novembre 2019 - 22:25)

    Io so già che mio figlio e mio marito lo guarderanno perché sono letteralmente “malati” di Breaking Bad. Non so quante volte si sono visti la serie. A volte ripetono persino le battute a memoria.

    Saretta Bontempi

    (4 Novembre 2019 - 18:15)

    Tantissima critica per questo film, che io ho trovato bellissimo, perfettamente in linea con la serie, che è la mia preferita.
    Pensa che io il personaggio di Jesse non l’ho mai amato, ma un finale anche per lui ci voleva.
    Ora aspetto l’ultima stagione di Better Call Saul per salutarli definitivamente.

      Francesco Di Maria

      (6 Novembre 2019 - 16:14)

      Nessuno critica l’essere in linea con la serie, perché lo è in maniera eccezionale. Ma l’esigenza di produrre una pellicola del genere sì. Dà un finale alla storia di Jesse, ma per il resto non aggiunge nulla di rilevante.

    Chandana

    (8 Novembre 2019 - 17:16)

    I miei fratelli guardavano la serie, adesso sono curiosa di conoscere la loro opinione riguardo il film.

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