Recensione – Disincanto (Parte 2)

Trama:
Re Zøg è rimasto da solo a Dreamland. La regina Oona sale sulla nave di Dagmar per avvertire Bean, ma Dagmar glielo impedisce. Bean e Dagmar arrivano a Maru dove stanno Becky e Cloyd.

Cast (Vocale):
Abbi Jacobson, Nat Faxon, Eric Andre, John DiMaggio, Sharon Horgan, Billy West e Maurice LaMarche.

QUALCOSA È CAMBIATO

Recensione - Disincanto (Parte 2)

Con i suoi alti e bassi, la prima parte di Disincanto è stata una proposta nel complesso interessante e con un finale nettamente in crescendo. Richiamava tutti quei tratti peculiari di Groening nei Simpsons e, soprattutto, Futurama portandoli in un setting fantasy del tutto inedito. Il problema però è stato quello di risultare fin troppo derivativa, senza personalità o un umorismo tale da avere presa anche sui non fan delle produzioni di Groening. La prima parte della prima stagione di Disincanto ha focalizzato tutto sull’azione, sull’estetica, non curandosi di metterci dentro una storia all’altezza e delle gag che non andassero a richiamare perennemente i precedenti lavori del noto fumettista statunitense. Tuttavia qualcosa sul finale è cambiato.

Disincanto al termine della scorsa stagione è uscita da una sorta di “comfort zone” osando e maturando, lasciando presagire che, dopo un lungo prologo come d’assestamento, sia giunto finalmente il momento di mostrare il suo reale valore. Ed è effettivamente così è stato. La seconda parte di Disincanto ha ben poco da spartire con la precedente. Ha una sua quadratura che, nonostante non sia ancora la produzione geniale che ci si aspetta da uno come Groening, riesce a divertire proponendo una serie animata matura, sboccata e senza filtri di nessun tipo.

UNA STRUTTURA TROPPO CORTA

Recensione - Disincanto (Parte 2)

Se lo scorso anno la scrittura denunciava uno stile conseguito e contenuto, questa stagione è l’esatto opposto spingendo forse anche troppo. Ritorna il trio composto da Bean, Elfo e Luci, tutti con le loro peculiarità e punti di forza e debolezze. Ciascuno di loro ha un tratteggio e una scrittura dietro che ne va a delineare il profilo e anche il modo di fare comicità. Ciò che lascia spiazzati però da questa stagione è l’alto tasso di blasfemia presente in svariate sequenze: come ad esempio uno scambio tra Elfo e Dio con il primo che dà del coglione al secondo. È un umorismo molto sboccato, che diverte anche, ma in certi casi va a calcare davvero tanto la mano risultando gratuito.

Discorso ben diverso per la stagione nella sua totalità. Se si criticano spesso le serie Netflix per la loro durata sia nelle puntate che nel minutaggio. Disincanto, contrariamente alla cerchia precedente, non soddisfa perché troppo corta. Una formula da dieci episodi dalla durata di venti-trenta minuti, con una storia troppo pregna da illustrare in questo breve lasso a disposizione. A ciò si aggiunge l’attesa di oltre un anno, per un blocco di episodi che va a completare la prima stagione, che ne smorza tremendamente la godibilità e il ritmo.

Peccato perché la seconda parte è di gran lunga più gradevole con la sua varietà e comicità. L’essersi allontanati da Dreamland ne ha giovato alla serie con una storia più di ampio respiro che si ramifica in lungo e largo per diversi continenti e sopra e sotto il suolo di Dreamland. Una grandissima ricerca narrativa ed estetica che sfocia in situazioni ed episodi del tutto memorabili (come ad esempio il terzo e il nono). Ma questa lunga attesa per una nuova parte, ne smorza il ritmo e il piacere.

UNA TRAMA NON SEMPRE ORIZZONTALE

Recensione - Disincanto (Parte 2)

Disincanto che, per quanto resti una serie gradevole, pecca nella lucidità di dare un senso alla sua storia. Se infatti la serie ha ormai una sua struttura definita e che intrattiene, uno dei problemi dello show di Groening è quello di fornire una trama orizzontale che sia all’altezza. Gli episodi (che vengono suddivisi in capitoli) rafforzano questa idea con storie per lo più auto-conclusive e che poco aggiungono alla storia principale. Si prende qualche elemento, qualche personaggio, si semina qualche stralcio di trama per poi riprenderla di tanto in tanto in seguito.

Questo elemento sarebbe anche giustificabile, a dirla tutta. Ma nel momento in cui Disincanto è vittima della formula distributiva di Netflix – ritornando al discorso di prima – si fatica davvero a capire il senso della storia. I personaggi, la trama, tutto ciò all’interno è come un infinito girotondo composto da gag e sequenze divertenti di cui non si capisce lo scopo finale. Qual è il senso del viaggio di Bean, Elfo e Luci? Cosa vuole raccontare sul serio Disincanto? Sono interrogativi che ancora al momento non trovano risposta. Perché la serie diverte senza tante pretese e, probabilmente, è proprio questo lo spirito e la prospettiva dal quale vederlo: una produzione che ha ancora tutto un cammino d’avanti per dire la sua…con tutti i suoi pregi e difetti.

COMMENTO:

Non esente da difetti ma che corregge il tiro rispetto alla precedente parte. La seconda metà della prima stagione di Disincanto dà grande dimostrazione del proprio potenziale e valore. Una serie che, probabilmente, risulta maggiormente godibile nella sua interezza. Ma che anche col modus operandi Netflix riesce ad intrattenere e divertire nonostante le tante riserve. Una stagione forse fin troppo esagerata e sboccata, con però una storia in un immaginario tutto da scoprire e sul quale Groening può ancora puntare e dire la sua.

Giudizio Finale:

Buono
7.3

Cast

8.5/10

Regia

7.2/10

Sceneggiatura

6.8/10

Montaggio

6.7/10

Colonna Sonora

7.3/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

4 commenti su “Recensione – Disincanto (Parte 2)

    Gaia

    (9 Novembre 2019 - 16:32)

    Forse esagerata su certi punti, ma l’ho trovato coerente con il contenuto. Confido in un seguito!

    Gaia

    (9 Novembre 2019 - 16:32)

    Un po’ sboccato, certo, ma penso comunque coerente con il contenuto. A me è piaciuto, confido in un seguito!

    Silvia Giacomo

    (9 Novembre 2019 - 16:48)

    Mi é piaciuto Disincanto anche se ha volte ho avuto difficoltà a seguire la trama, sicuramente la seconda parte l’ho trovata un po’ più interessante.

    Veronica Sieli

    (11 Novembre 2019 - 19:40)

    Premetto di non aver ancora visto questa seconda stagione, quindi non posso esprimere un giudizio completo; purtroppo la prima l’ho trovata lenta se non negli episodi finali e per questo sto temporeggiando nell’iniziare questa seconda stagione. Dopo aver letto il tuo commento proverò a recuperarla e ti saprò dire meglio cosa ne penso.

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