Recensione – The Boys (Stagione 1)

Trama:
I supereroi che vivono nel mondo moderno, fra social network e grandi società, sono seguiti da una multinazionale che ne gestisce immagine, merchandising e apparizioni. Ma i “super” non sono sempre quello che sembrano: hanno vizi e commettono errori. 

Cast:
Karl Urban, Jack Quaid, Antony Starr, Erin Moriarty, Dominique McElligott, Laz Alonso, Chace Crawford e Simon Pegg.

UNA SATURAZIONE CHE NON PREOCCUPA

Volente o nolente al giorno d’oggi l’offerta cinematografica/televisiva supereroistica rappresenta il fulcro dell’intera industria. Questo non significa che esistono solo prodotti di tale stampo, ma si tende ad attenzionarli particolarmente proprio per l’enorme “giro” che si è creato attorno. Non è assolutamente un male. Ma tra la Marvel, DC, Netflix, The CW e chi più ne ha più ne metta, è al contempo sempre più difficile offrire qualcosa di particolare e che riesca a contraddistinguersi facendosi largo in mezzo a un’offerta sempre più satura e abbondante. Ci è riuscito ultimamente Todd Philips con Joker, ma qualche mese prima aveva fatto altrettanto Amazon con il suo The Boys.

The Boys, serie basata sull’omonimo fumetto e andata in onda lo scorso 26 luglio 2019 su Prime Video, è tra le serie più fresche e riuscite di questa annata televisiva. Si potrebbe risultare banali e superficiali a identificare il successo di The Boys solo nella sua violenza. Ma in realtà il lavoro di Eric Kripke (creatore di Supernatural) è dei più pregevoli costruendo su quella violenza un immaginario e una storia di tutto rispetto. È anche vero che, in fin dei conti, si tratta di una trasposizione di un fumetto. Ma l’adattamento è di livello, con valori produttivi altissimi e scelte di casting, sceniche e visive azzeccate in lungo e largo.

SUPER…UMANI

The Boys ruota attorno al concetto dei “super” e sulla loro vera natura al di fuori di quella popolarità sociale. Cosa fanno realmente oltre a salvare il mondo? Come passano il loro tempo? Hanno hobby? Vizi? Sono tutti interrogativi posti alla base della narrativa della serie Amazon, che mette in mostra questi eroi nella maniera più umana che si sia mai vista.

I “super” più forti e famosi del Paese sono i “Sette“, un gruppo guidato dall’invincibile Patriota. Sotto il suo comando sono presenti la guerriera Queen Maeve, A-Train l’uomo più veloce del mondo, il misterioso Black Noir, l’invisibile Translucent, Abisso l’uomo capace di respirare sott’acqua e il pirocineta Fiaccola.

Si occupa di gestire questo speciale gruppo di super la Vought-America, multinazionale che si dedica al loro marketing per fini commerciali (film, gadget, pubblicità) così da accrescerne l’indice di gradimento e popolarità ma, non solo. La Vought-America vigila e supervisiona i super per nascondere eventuali difetti, errori o scandali, inaccettabili dall’opinione pubblica; così come organizza finti crimini o crea situazioni per aumentarne la notorietà. È una società marcia, corrotta, completamente spaccata tra la classe di eroi “noti” e quelli meno, contrapponendoli in maniera analoga ai ceti sociali comuni.

La serie però non è interessante solo per mettere in mostra questi eroi (che in realtà non lo sono affatto), ma lo è per la maniera con il quale mette in piedi questa narrativa matura: attraverso gli eroi che si ribellano a quel sistema, come la fondamentale Starlight, brava ragazza del sud che si accorge ben presto come i colleghi siano cinici e tutt’altro che eroici; e i “Boys“, ex-agenti incaricati di punire i Super per i loro crimini.

THE BOYS

I The Boys

Gli eventi di The Boys vanno infatti intrecciandosi per far sì che tutto vada a convogliare su Hugie, un giovane ragazzo che lavora come dipendente in un negozio di informatica. Delle fatidiche coincidenze lo porteranno a cercare giustizia mettendosi contro i Super, venendo avvicinato da Billy Butcher (in precedenza al capo dei Boys).

Hugie è il collante di tutto. È il fulcro, il tramite, che permette di avere in un unico ecosistema i Super, la gente normale e i Boys. Ciò che più colpisce della serie è la caratura e il tratteggio che si è stati in grado di dare ad ogni personaggio. Se i Super infatti colpiscono per la loro violenza, lavorazione psicologica e scenica dietro straordinaria; succede altrettanto con la gente più “normale” che ha una purezza e credibilità alle spalle da riuscire a sostenere una narrativa di spessore.

Il mondo di The Boys è un mondo vivo, reale, estremamente vicino a noi e alla realtà. Ha una narrativa matura, violenta, quasi macabra, in cui Karl Urban si erge in alto, come a rappresentarci, comandando questa divisione di sconosciuti in cerca di giustizia e onestà da dei Super che di extra-ordinario (analogamente al nostro quotidiano) hanno solo l’arroganza, la disonestà e la corruzione.

COMMENTO:

In mezzo ad un panorama sempre più dominato dai super (e i loro superpoteri), The Boys riesce a ritagliarsi uno spazio non indifferente offrendo una produzione intensa e d’altissimo profilo. The Boys che conferma tutta la crescita nel campo dello streaming di Amazon. Con una serie dalla narrativa di spessore e del tutto inedita; un mondo credibile, maturo, senza filtri che è una boccata d’aria fresca in un genere sempre più saturo e stantio.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.9

Cast

9.2/10

Regia

9.3/10

Sceneggiatura

8.8/10

Montaggio

9.0/10

Colonna Sonora

8.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.