Recensione – Baby (Stagione 2)

Trama:
La scuola ricomincia e quello che una volta sembrava un gioco inizia a essere sempre meno divertente per Chiara e Ludovica. Le conseguenze delle scelte fatte con leggerezza si riveleranno disastrose e le due facce delle realtà saranno sempre più insanabili.

Cast:
Benedetta Porcaro, Alice Pagani, Chabeli Sastre Gonzalez, Isabella Ferrari, Riccardo Mandolini, Brando Pacitto, Mirko Trovato, Claudia Pandolfi, Paolo Calabresi, Galatea Ranzi e Massimo Poggio.

UNA SERIE AL RIBASSO

Risultati immagini per baby season 2

Nonostante un’esistenza difficile da giustificare. Nonostante pochi, davvero pochi elementi salvabili da una prima stagione stroncata in lungo e largo: Baby è riuscita ad avere una seconda stagione. Meglio mettere però le cose in chiaro sin da subito. Se infatti si è tanto parlato e criticato (qui) della prima stagione, fa “piacere” vedere come questo secondo ciclo di puntate corregga nettamente il tiro, offrendo un prodotto di gran lunga più “godibile” nonostante continui a navigare sotto la sufficienza.

Il problema di Baby è la poca furbizia che ha all’interno. Non è una serie che si va a focalizzare sui suoi aspetti positivi e riusciti, così da andare a mascherare certe lacune o debolezze. Ma, in ogni occasione, ostenta la sua mediocrità risultando più pessima di quello che è in realtà. Non che sia una produzione con dentro chissà quali idee o innovazioni, ma tutto sommato tra scelte stilistiche azzeccate e snodi narrativi non del tutto malvagi, qualcosa di tanto in tanto la ha da dire. Ma questo non basta.

Come mostrato ampiamente nella prima stagione, la serie ha un approccio da teen drama che non viene adattato alle esigenze narrative dello show. Il risultato è quello di una produzione generica, senza personalità e piena di cliché. Non è l’essere “teen” il problema, in quanto Tredici, Elite, Sex Education e altrettante serie Netflix hanno dimostrato come sia possibile raccontare storie per ragazzi con una morale di fondo e in maniera seriosa. Ma questo approccio superficiale, che appiattisce tutto, dà la sensazione che la serie sia stata ordinata giusto per avere una produzione italiana nel catalogo.

TUTTO E NULLA

Baby 2 riparte esattamente dove si concluse la prima stagione. Si è di nuovo nel quartiere Parioli di Roma e si seguono le vicende di Chiara, Ludovica e i loro amici in questa storia di criminalità, prostituzione e violenza. Baby 2 vuole essere un calderone di svariati elementi e situazioni, vuole parlare di tutto non riuscendo a dire nulla. Bisogna aspettare il terzo episodio (di sei) per vedere accadere qualcosa. Per poi rendersi conto in brevissimo tempo che non porta a niente. Sembrerà un discorso controverso e poco chiaro ma, nonostante la durata esigua, Baby non si racconta né evolve. Si attende una svolta nella storia – che succede anche, come la vicenda dei video hard – che però non ha un minimo peso nella storia che rimane ferma all’inizio.

Ludovica e Chiara si scoprono: la prima mette i suoi sentimenti da parte e vive la sua “felicità” continuando a fare la baby squillo; Chiara invece mente a Damiano e scopre di notte la sua vera natura. Sarebbe un aspetto interessante da esplorare e approfondire, ma invece non ha mai una reale funzione. Si segue una storia, mille intrecci e tanti personaggi, per rivederli praticamente al loro punto di partenza. È un fattore estremamente fastidioso perché, anche gli eventi più importanti: come possono essere le violenze a scuola, la scoperta che l’amica/ragazza è una escort; la propria sessualità; vengono gettati ben presto in secondo piano soffermandosi su altri aspetti del tutto trascurabili.

MEDIOCRITÀ ITALIANA

È un peccato perché, come per lo scorso anno, le musiche, la rappresentazione estetica di questo quartiere e questo “mondo” delle baby squillo è azzeccata e farebbe la fortuna di tante altre serie. Solo tutto il resto è estremamente dozzinale. Si ricercava nella prima stagione un racconto più audace, “sporco” e che mostrasse questo mondo senza filtri. Questo non avviene in Baby 2 che, per quanto osi un po’ di più, si continua a rilegare dalle parti del teen drama infantile e frenato. La storia non ha una progressione, vuole appunto prendere la fetta di spettatori più ampia possibile. Lo fa introducendo minoranze, personaggi omosessuali o semplici adolescenti con le loro crisi, ma senza un reale interesse e buttando tutto lì senza impegnarsi di costruirci attorno una struttura degna e credibile.

Per certi versi va anche a sminuire questi ragazzi e tutto ciò che li riguarda. Ha una superficialità narrativa e nel raccontarli disarmante per come appaiano “semplici ragazzi” a prescindere da ciò che fanno e dai loro problemi. A questo va ad aggiungersi un cast che si conferma come al ribasso. Interpretazioni, in particolar modo di Mirko Trovato, Riccardo Mandolini e Lorenzo Zurzolo, del tutto insufficienti. I tre non hanno mai quella incisività nel rendere i loro personaggi verosimili che, per come vanno gli eventi e la storia, sintetizzano perfettamente la mediocrità di una serie che avrebbe tanto da dire e che invece rappresenta tutta l’incapacità e mediocrità italiana nell’offrire qualcosa che non parli sempre dello stesso argomento.

COMMENTO:

Correggendo il tiro e risultando comunque più “godibile” della pessima prima stagione, Baby 2 non riesce a fare il salto definitivo nel risultare una produzione interessante e meritevole. La seconda stagione di Baby conferma tutta la mediocrità italiana nell’offrire qualcosa di fresco e nuovo, con una narrazione superficiale che banalizza elementi e situazioni delicate che avrebbero meritato ben altra attenzione. Una serie dozzinale in tutto ciò che fa. Che vuole raccontare tantissime cose risultando invece un’accozzaglia di personaggi e storie buttate lì in maniera casuale. Estetica che si conferma invece ottima (così come le musiche), ma davvero troppo poco per salvare una serie che ha davvero poco – se non nulla – da dire.

Giudizio Finale:

Brutto
4.5

Cast

3.5/10

Regia

5.0/10

Sceneggiatura

3.1/10

Montaggio

3.0/10

Colonna Sonora

8.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.