Recensione – The End of the F***ing World (Stagione 2)

Trama:
Chi è stato colpito dal proiettile? James o un poliziotto? Che fine ha fatto Alyssa? Tutti questi dubbi (e tanti altri ancora) verranno presto risolti.

Cast:
ALex Lawther, Jessica Barden, Steve Oram, Christine Bottomley e Naomi Ackie.

THE END OF THE FXXXING WORLD

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È impressionante cosa si riesca a tirare fuori, alle volte, da una storia che sembrava aver detto (e dato) già tutto. Ci si era infatti lasciati su quella spiaggia in cui Alyssa e James fallivano nel loro tentativo di fuggire insieme. Un colpo di fucile di James ad Alyssa; la corsa disperata del primo; un rumore sordo di uno sparo; e una schermata nera a sancirne la fine. Terminava sotto un turbinio di emozioni la prima stagione di The End of the F***ing World. Un percorso così perfetto e appagante da percepire un sentore di completezza sempre più raro da trovare.

Per quanto la prima stagione di The End of the Fxxxing World aveva infatti colpito e affascinato su più livelli, restituendo dei personaggi e un mondo così fantastico da non volerne mai vedere la fine. Una chiusura così potente e soddisfacente, ci faceva prediligere per una fine definitiva. Così non è stato, fortunatamente. Da una storia più che chiusa, senza apparenti margini di manovra, Charlie Covell ha costruito una seconda stagione di gran lunga più intima, riflessiva e amara della prima. Una stagione che accantona quello stile grottesco e “fumettoso” del debutto, a favore di un approccio più reale – ma comunque assurdo di base.

TRA TRISTEZZA E MALINCONIA

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The End of the F***ing World 2 va così mostrando le conseguenze di quel finale: che fine ha fatto Alyssa? James sarà ancora vivo? Sono interrogativi che troveranno risposta in questa stagione. Una storia terrena che utilizzando e sfruttando quell’esagerazione, quella volgarità per confermarsi peculiare e diversa da tutto ciò visto in passato. È una stagione che incanta e fa riflettere per le vene tristi e malinconiche in ogni singola sequenza. Tutte scelte che mostrano l’abilità dietro nel congegnare qualcosa di delicato nonostante l’approccio sopra le righe.

Lo show rimane infatti una commedia nera che in questa stagione rimanda più all’introspezione che al ridere. Uscendone completamente da vincitore. Riesce ad avere dietro un’idea per nulla banale, riportando su schermo i protagonisti con estrema efficacia. Loro si confermano come fantastici. La storia li prende per mano, li segue e tratta con una finezza che disarma per la morale di fondo che riesce ad avere. Anche i nuovi arrivati (nello specifico Bonnie) nella sua semplicità ha una forza e immediatezza emotiva tale da riuscirci a fare empatizzare con il suo dramma – che non significa necessariamente condividerlo. Per tanti piccoli tasselli che vanno a costruire una seconda (ultima?) stagione riflessiva e che non perde occasione di ricordarcelo con tutta la sua commovente, angosciosa e triste storia.

COMMENTO:

Ricalcandone lo spirito ma con un approccio del tutto differente, la seconda stagione di The End of the F***ing World non riesce solo a giustificarne l’esistenza, ma anche a superarne la brillantezza della prima stagione. Uno show che si reinventa uscendone completamente rigenerato. Intimo, profondo, riflessivo e che non perde un singolo attimo per colpire con inaudita potenza con il suo dramma. Il tutto contornato da uno stile che si conferma peculiare ed unico. E da interpreti azzeccatissimi con il quale empatizzare, immedesimarsi e lasciarsi trascinare.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.1

Cast

9.7/10

Regia

8.7/10

Sceneggiatura

9.2/10

Montaggio

8.8/10

Colonna Sonora

9.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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