Recensione – Klaus – I segreti del Natale

Trama:
Quando Jesper si distingue come il peggior studente dell’accademia postale, viene assegnato d’istanza sull’isola ghiacciata di Smeerensburg nel circolo polare artico. Qui gli abitanti del luogo, in lotta tra loro, difficilmente si scambiano parole tanto meno lettere. Jesper sta per arrendersi quando trova un’alleata in Alva e Klaus, un misterioso falegname che vive da solo in una capanna piena di giocattoli fatti a mano.

Cast (Vocale):
Marco Mengoni, Francesco Pannofino, Ambra Angiolini, Carla Signoris, Renato Cecchetto, Neri Marcorè e Dario Oppido.

DALLA DISNEY ALLA SPA

Klaus -I segreti del Natale

Sergio Pablos è un animatore di cui, probabilmente, non si è mai sentito parlare abbastanza. Per chi non lo conoscesse, Pablos ha dato vita per la Disney a personaggi storici come Frollo ne Il Gobbo di Notre Dame, Ade in Hercules, Tantor in Tarzan o il Dottor Doppler ne Il Pianeta del Tesoro, senza dimenticarsi del fatto che ha creato il franchise di Cattivissimo Me. Capite bene allora come si stia parlando di un “peso massimo” nel campo dell’animazione e del character design.

Pablos dopo aver lavorato per la Disney e la Universal ha fondato un proprio studio d’animazione a Madrid, la SPA Studios. Attraverso anni di studio dell’animazione moderna, domandandosi come si sarebbe evoluto il mezzo “tradizionale” se non si fosse passati alla produzioni in massa di film animati al computer, la ricerca di Pablos è culminata nel lontano 2015 con il primo teaser di Klaus. Una rivisitazione sul mito di Babbo Natale che venne percepita come “rischiosa” dai vari studi che finivano per acquistarlo e rivenderlo al miglior offerente poco dopo.

Fortunatamente però la situazione si sbloccò nel novembre 2017 con l’annuncio di Netflix che ne aveva acquisito i diritti con una data d’uscita fissata a Natale 2019. Con tanto di uscita limitata nelle sale cinematografiche così da permettergli una corsa agli Oscar, tanto era alta la fiducia nel progetto. Ed effettivamente, dopo i primi minuti, si capisce ben presto il motivo.

PER UN PUGNO DI LETTERE

Klaus -I segreti del Natale

Al suo debutto alla regia, nonché primo film d’animazione targato Netflix come originale, Klaus – I segreti del Natale è un film disarmante per la bellezza visiva ed estetica che riesce ad avere in un tema ogni anno sempre più inflazionato e banalizzato: il Natale per l’appunto.

La trama ruota infatti attorno al viziato ed egoista Jesper, un ragazzo proveniente da una famiglia benestante nel settore postale. Che viene inserito dal padre nell’Accademia Postale Reale affinché impari i valori della vita e del lavoro. L’unico risultato però è quello di distinguersi come il peggior studente all’interno dell’Accademia. A quel punto, senza più speranze, il padre decide di impartirgli una lezione difficile da dimenticare: mandarlo come postino di istanza in un’isola del circolo polare artico con l’ultimatum che, qualora non riuscisse a spedire 6000 lettere in un anno, sarà tagliato fuori dalla ricca famiglia.

È una premessa già di suo interessantissima e peculiare per un film natalizio, soprattutto perché a primo acchito non ha proprio nulla di ciò. La situazione “peggiora” poi ulteriormente quando Jesper, giunto nell’isola di Smeerensburg, si rende ben presto conto di essere arrivato in una città divisa in due fazioni in continua lotta tra loro e pieni di rabbia, odio e violenza. Con le persone che preferiscono scambiarsi un paio di pugni piuttosto che delle “banali” lettere. L’obiettivo di Jesper si fa così più arduo che mai, fino ad un inaspettato incontro con Alva, un’ex insegnante locale; e Klaus, misterioso e solitario boscaiolo che che vive in una capanna piena di giocattoli fatti a mano.

UNA RIVISITAZIONE CORAGGIOSA

Klaus -I segreti del Natale

Senza addentarsi ulteriormente nella trama di Klaus – I segreti del Natale. Sappiate che quello che appare come un grazioso film d’animazione che poco c’entra con il Natale, in realtà nasconde dietro un animo così profondo e sfaccettato da offrire una delle rivisitazioni natalizie più interessanti degli ultimi anni.

Pieno di cuore e sentimento, Klaus è un connubio imprevedibile che fonde con estrema efficacia una storia del tutto inedita ad un comparto estetico e artistico delizioso. Focalizzandosi sul mantenere un look “artigianale” da vecchia scuola; Klaus gioca molto con l’illuminazione organica, volumetrica e texturing per non far apparire i personaggi come semplicemente “incollati” su schermo, ma li fa muovere di pari passo come un quadro in movimento colmo di soluzioni visive emozionanti.

È un film che pesca a piene mani, ispirandosi e rivisitando tutto in maniera intelligente, allo stile di Tim Burton, il cui paragone con Nightmare Before Christmas diventa inevitabile. Smeerensburg, i suoi abitanti e il loro modo di vivere, richiamano prepotentemente quell’immaginario (estetico e narrativo), donandogli però una loro personalità decisa e autonoma. Il tutto rafforzato da questa storia che più avanza, più si dimostra coraggiosa e ambiziosa.

Ottimo anche il doppiaggio italiano con Marco Mengoni e Francesco Pannofino nei panni di Jesper e Klaus. Se per quest’ultimo non si hanno certo bisogno di presentazioni. Da segnalare è l’ennesimo, ottimo lavoro di Mengoni in cabina di doppiaggio dopo Lorax e il recente Il Re Leone. Un doppiaggio di spessore e delicato che purtroppo non trova riscontro nella colonna sonora, unico difetto della pellicola. La soundtrack di Klaus alterna infatti temi caldi, romantici e malinconici, che si sposano perfettamente con l’estetica del film; ad altri in cui correnti pop e rock di celebri brani imbrattano un quadro fino a quel momento perfetto.

COMMENTO:

Debutto alla regia di Serbio Pablos e primo film animato originale Netflix, Klaus – I segreti del Natale è un centro su tutta la linea. È uno dei film natalizi più peculiari e coraggiosi dell’ultimo decennio. Non lo è semplicemente per uno stile grafico freschissimo che reinventa abilmente l’animazione tradizionale senza ricorrere pesantemente alla computer grafica. Ma lo è perché riesce ad offrire una storia natalizia dalla narrativa di spessore, matura e del tutto inedita. Un bellissimo quadro in movimento che pecca solo nella scelta di introdurre musiche moderne che ben poco si adattano alla delicatezza delle immagini.

Giudizio Finale:

Fantastico
9

Cast

9.7/10

Regia

9.6/10

Sceneggiatura

9.8/10

Montaggio

9.3/10

Colonna Sonora

6.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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