Recensione – The Witcher (Stagione 1)

Trama:
In un mondo di esseri umani, elfi, nani e altre specie, le razze devono convivere con i mostri che li minacciano e a causa dei quali sono stati creati dei guerrieri mutanti in grado di ucciderli: i witcher. Geralt è uno di essi: un essere umano strappato alla sua famiglia in tenera età e sottoposto ad un durissimo addestramento che ne ha mutato l’organismo affinando i sensi ma attenuando le emozioni. Come ogni witcher, Geralt si guadagna da vivere uccidendo a contratto i mostri. Il destino però condurrà il witcher verso una potente maga ed una giovane principessa con un pericoloso segreto. In un continente sempre più destabilizzato da intrighi politici e calamità.

Cast:
Henry Cavill, Anya Chalotra, Freya Allan, Joey Batey, MyAnna Buring, Royce Pierreson, Anna Shaffer, Eamon Farren e Lars Mikkelsen.

GAME OF THRONES? NO, GRAZIE

The Witcher Stagione 1

A scanso di equivoci, meglio chiarirlo sin dall’inizio: la prima stagione di The Witcher non è la prima de Il Trono di Spade. Non lo è perché non allo stesso livello, ma perché: non è che ogni serie fantasy debba essere obbligatoriamente paragonata a Game Of Thrones. The Witcher non ci azzecca pressoché nulla. Grazie a un approccio, uno stile e una narrazione completamente differente rispetto allo show televisivo basato sui racconti di George R.R. Martin. È una serie tanto strana quanto ammaliante nel suo mondo e nella sua costruzione della storia.

Difatti, per chi non avesse dimestichezza con i romanzi di Andrzej Sapkowski o i noti videogiochi di CD Projekt RED, sappiate che le opere di Sapkowski non hanno una progressione lineare. Il primo libro, La Spada del Destino, è cronologicamente dopo il secondo, Il Guardiano degli Innocenti. Le opere, inoltre, hanno una struttura antologica che raccoglie i racconti dello Strigo con una storia non sempre orizzontale. L’adattamento di Lauren Schmidt Hissrich per Netflix si basa sulla controparte cartacea (l’originale) dell’opera. Nonostante in più di qualche frangente si lasci influenzare dal lato estetico e visivo degli acclamati videogames, pur mantenendone le distanze.

La prima stagione di The Witcher prende così i sette racconti del secondo libro di Sapkowski (cronologicamente il primo), qualche tema de La Spada del Destino, e li adatta così da imprimergli un’identità forte e robusta anche se, come detto in apertura, la trasposizione è sì affascinante e riuscita, ma meno immediata di quello che ci si aspetta.

UN ADATTAMENTO FEDELE…FORSE FIN TROPPO

Senza addentarsi in spoiler di vario genere, occorre avere una sorta di “consapevolezza” nell’approcciarsi a The Witcher. Lo show, anche a causa dell’estrema fedeltà ai racconti (già confusionari di loro), appare a primo acchito davvero difficile da decifrare e comprendere.

La storia di The Witcher va infatti diramandosi attraverso i propri personaggi, e in particolar i principali: Geralt, Yennefer di Vengerberg e la Principessa Cirilla. Tra i grandi pregi dello show c’è indubbiamente la sua scorrevolezza ed enorme mole di dettagli, situazioni e personaggi che riesce a condensare sin dai primissimi minuti ma, almeno inizialmente, questo ritmo serrato, questo continuo saltare tra le varie storyline di Geralt, Yennefer e Ciri disorienta. La progressione non è chiara (inizialmente) e lo si sottolinea più volte perché, quello che sembra essere un problema, in realtà diventa una delle scelte più audaci e coraggiosi dell’intera serie.

La prima stagione di The Witcher ha questo mondo fantastico ricco di personaggi sfaccettati che lo popolano. Si dipana su archi temporali differenti. Ci gioca, ci salta confondendo ma, giunti a un determinato episodio, chiarisce tutto risultando una delle trovate più interessanti che la differenzia completamente da tutto ciò visto in passato. Soprattutto, rivedendo determinati passaggi, ci si rende conto di come sin dall’inizio siano stati seminati indizi volti a lasciarci intendere il suo reale svolgimento. Certo, solo i più attenti saranno stati capaci di notarlo alla prima visione. Ma è un dettaglio importante che dimostra la bontà della storia e la sua ragionata costruzione. Una soluzione visiva-narrativa che non soddisferà chi avrebbe preferito una struttura maggiormente orientata ai classici flashback – anche se l’episodio “spiegone” dovrebbe facilitarne l’ingresso – ma nella sua atipicità riesce a crearsi attorno una certa discussione che: male non fa.

APPROCCIO DIFFERENTE

The Witcher Prima Stagione

Discorso non dissimile per quanto riguarda l’adattamento in sé. Il problema di The Witcher è questa sua alternanza. Ha alti che sono davvero alti; viceversa dei bassi nel quale non si capisce esattamente cosa non funzioni. Prendendosi la libertà di adattare il romanzo, restando più o meno fedele ad alcuni elementi. Quello di Hissrich è un lavoro tutto sommato ottimo che getta delle solidissime basi per il futuro. Se questa prima stagione si occupa di crearne lo “scheletro”, è quasi certo che la seconda stagione (già confermata per il 2021) sarà maggiormente centrata e messa a fuoco.

Tuttavia The Witcher è interessante per quel famoso espediente narrativo – di cui non si può parlare – che proietta sin da subito al centro della storia. Si sarebbe potuto gestire diversamente? Certamente, ma costringerci a stare attenti per catturare ogni minimo dettaglio e comprendere la narrativa non è affatto un aspetto negativo. Quadro offuscato e narrativa ingarbugliata che riesce però ad elevarsi e farsi apprezzare quando la serie fa convogliare gli attori, le musiche, le scenografie divenendo una vera e propria rivelazione.

ELFI, NANI, MOSTRI E INTRIGHI POLITICI

The Witcher Prima Stagione

The Witcher ha tutto ciò che si va a richiedere ad una serie fantasy, qui più di altre serie visto proprio l’immaginario. Ci sono regni incantati, elfi, nani, c’è la magia, i mostri, gli intrighi politici, non manca proprio nulla. Ciò che più convince dell’adattamento è proprio l’adattamento stesso. Con i suoi alti e bassi la serie ha una realizzazione generale di livello, che non può che migliorare con il successo dello show che gli disporrà di più risorse.

Se infatti le scenografie, gli effetti e i mostri si alternano tra ispirati e più superficiali nella loro realizzazione. A convincere su tutta la linea è il casting e le coreografie dei combattimenti. Inizialmente si parlava di come il paragone con Game Of Thrones poco centrasse con The Witcher. Tuttavia per l’ultimo aspetto bisogna fare uno strappo alla regola.

Televisivamente Il Trono di Spade ha ridefinito i combattimenti ad armi bianche e la loro maestosità e spettacolarità visiva, The Witcher però ridimensiona totalmente quella percezione. The Witcher ha dei combattimenti incredibili, realizzati magistralmente e coreografati come davvero non si è mai visto. L’integrazione con la magia, i segni che si necessitano per richiamarla, è fenomenale e proprio la “pesantezza”, la crudezza di alcuni momenti è eccezionale. In particolar modo, nel primo episodio, è presente uno scontro tra Geralt e un personaggio che è di una bellezza così disarmante da divenire iconica ancora prima del termine della puntata.

Per il resto The Witcher è una trasposizione fedele e coraggiosa anche sotto il punto di vista estetico e scenografico. Se infatti i combattimenti trasudano sangue, sudore e potere, con una cura e una violenza che non ci si aspettava, sorprende altrettanto il casting azzeccatissimo in lungo e largo.

UN’IMPREVEDIBILE PROTAGONISTA

The Witcher Prima Stagione

Henry Cavill (unico volto noto) è un Geralt di Rivia pressoché perfetto. Amante del materiale originale, così come della saga videoludica, si è praticamente autocandidato per la parte facendola sua sotto ogni aspetto. Il Geralt di Cavill è un witcher freddo, distante, mugugnante e con una presenza scenica imponente e difficile da scalfire. Altrettanto interessante è la scelta di un cast composto da attori semi-sconosciuti o addirittura alle prime esperienze attoriali, una scelta coraggiosa ma che ha ripagato.

Se il cast di The Witcher (primari e non) convince nella sua totalità, fatta eccezione per Anna Shaffer nei panni di Triss che si attende di vedere in maniera più approfondita, il fatto di non avere persone conosciute ha anche aiutato la serie a creare una certa empatia con i personaggi – oltre la bravura ovviamente. Se Cavill convince in ogni singolo fotogramma, fanno lo stesso Anya Chalotra e Freya Allan nei rispettivi ruoli di Yennefer e Ciri. Loro tre sono il cuore pulsante di The Witcher attorno al quale ruotano tutte le vicende. Se Ciri ha un arco narrativo più tormentato e confuso (con un potenziale immenso nella seconda stagione); la Chalotra nei panni di Yennefer non solo è una rivelazione assoluta, ma è protagonista indiscussa di questa prima stagione di The Witcher.

La Chalotra è il personaggio più affascinante e approfondito della serie. La sua storia gli consente infatti di avere una marcia in più rispetto agli altri, costruendo una maga stratificata e potente, la cui chimica con Cavill è pazzesca rappresentando uno degli elementi più riusciti del debutto dello show. Apprezzabili anche le musiche (pesantemente ispirate ai videogiochi) che vanno a creare delle sequenze da brividi grazie a una messinscena di spessore così come la sua narrazione. Ottimo anche il debutto di Joey Batey nei panni di Ranuncolo: una presenza che alleggerisce la serie, regalando con la sua spontaneità e interazione con Geralt i momenti più divertenti e spensierati della serie.

COMMENTO:

La prima stagione di The Witcher è una vera e propria rivelazione. Avrà i suoi bassi, i suoi momenti confusi e poco chiari, ma dimostra una risolutezza e un coraggio che proprio non ci si aspettava. D’altro canto la densità della storia, la sua intelligenza e dei personaggi ricchi e sfaccettati, offrono dei momenti alti, altissimi. Un debutto convincente che getta della basi i interessanti e solide sul quale costruire qualcosa di ancora più spettacolare. Perché l’immaginario c’è; il cast è azzeccato in lungo e largo a partire da un Henry Cavill perfetto per la parte, così come la Yennefer di Anya Chalotra che è una rivelazione totale; e i combattimenti sono così violenti, pesanti, coreografati in una maniera così spettacolare da lasciare totalmente basiti.Risultando una delle serie più sorprendenti dell’anno.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.9

Cast

9.4/10

Regia

8.4/10

Sceneggiatura

8.2/10

Montaggio

9.5/10

Colonna Sonora

8.8/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

8 commenti su “Recensione – The Witcher (Stagione 1)

    Sheila Sheilasophy

    (30 Dicembre 2019 - 21:07)

    ero proprio curiosa di capire chi fosse il fustacchione che ormai spopola sulla mia pagina fb grazie per avermi dato chiarimenti

    Meekhayla

    (1 Gennaio 2020 - 10:58)

    Io ho iniziato a guardarlo perché mi piace il genere e perché lo spacciavano come migliore di GOT, il “degno erede”… E la penso come te, non c’entrano nulla XD Io di “The Witcher” sapevo che esisteva il videogioco ma non ci ho mai giocato, quindi sono arrivata alla serie TV proprio da ignorante e ho gradito 😀 Anche se ci ho messo tipo 5 puntate a capire che la linea temporale era un po’ intrecciata e non lineare! Yennefer gran personaggio! Adesso voglio recuperare i libri, dato che ormai sono a conoscenza della loro esistenza 😀

      Francesco Di Maria

      (3 Gennaio 2020 - 18:10)

      Guarda, i videogiochi sono dei capolavori del genere, ma capisco che qualora non si fosse videogiocatori è un medium poco immediato al quale avvicinarsi. I libri, ni. Sono interessanti, ma hanno una formula a racconti che non mi ha mai fatto impazzire. A mio modo di vedere lo scrittore ha raccolto più con il successo dei videogiochi (e adesso della serie) che per i meriti suoi nello scrivere (se non quello di aver creato tutto questo immaginario).

    Sara Scagnoli

    (2 Gennaio 2020 - 15:07)

    Non sono molto amante di questo genere di serie tv, però ho un’amica che ne è pazza le farò leggere questo articolo.

    Manuelina Dennis

    (3 Gennaio 2020 - 01:33)

    Ne avevo sentito parlare e avevo presente l’immagine del protagonista; adesso sono contenta di aver letto la tua ricca recensione.

    Veronica Sieli

    (3 Gennaio 2020 - 12:51)

    The Witcher l’ho messo in lista su Netflix non appena è uscito, vuoi il trailer, vuoi le atmosfere fantastiche di cui sono rimasta orfana dopo GoT. Grazie alla tua recensione sono ancora più curiosa di iniziarla al piú presto!

    Sara Fratocchi

    (3 Gennaio 2020 - 21:19)

    La tua recensione mi ha convinto ancora di più a guardarla. Ero già molto curiosa e volevo proprio iniziarla, ora ne ho la conferma!

    Eugenia Nazarova

    (5 Gennaio 2020 - 14:56)

    La tua recensione è proprio ottima, adoro elfi e intrighi! Mi hai proprio convinto di iniziare a guardare The Witcher!

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