Speciale “Videogames” – Top Ten 2019

In attesa di chiudere il cerchio di questi speciali con i flop ten videogames e serie TV, scopriamo i migliori giochi del 2019. Anche per questa categoria: una lista che non è una classifica.

Sono 41 i giochi completati nel 2019, ma che non sono usciti per forza lo scorso anno. Un’ottima annata, in cui non ho giocato tantissimo, ma piena di titoli ricchi, variegati e peculiari, dalle piccole alle grosse produzioni. Così, in attesa di una next-gen ormai imminente, scopriamo la top ten videogames 2019. Ci tengo però a precisare una decisione in particolare: nella lista non sono stati inseriti giochi riproposti in HD o in qualche altra versione, che ho già finito ai tempi. Questo perché, per l’appunto, li ho già giocati e inserirli al netto di un semplice miglioramento grafico lo trovavo veramente senza senso. Ecco allora la top ten dei videogames del 2019.

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Rise Of The Tomb Raider

Mentre la nuova trilogia è forse giunta a termine con Shadow Of The Tomb Raider, io ho approfittato di un succoso sconto per recuperare il secondo capitolo delle avventure di Lara Croft. Già ai tempi il Tomb Raider del 2013 mi era piaciuto parecchio, ma Rise lo eleva in una maniera pazzesca offrendo uno degli adventure più ricchi e divertenti da giocare.

Sarà il fascino del mondo. Sarà la struttura open che comunque ti prende per mano e ti guida nella storia, nei collezionabili o nel risolvere le tombe (eccezionali) senza rallentare di ritmo o nel vagare senza meta. Ma il secondo capitolo di Tomb Raider mi è proprio piaciuto.

Realizzato benissimo. Ha una storia molto ordinaria e nella media degli adventure game. Tutto sommato però, per ciò che sono riusciti a creare graficamente, nel gameplay e nella varietà, è un gioco che non poteva mancare nella top ten 2019 dei videogames.

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Destiny 2

Non amo i giochi online, per usare un eufemismo. Anzi, li odio del tutto. Tuttavia le trenta ore – le uniche – spese online nel 2019 su PS4, sono tutte merito di Destiny 2. Non lo avrei comprato nella maniera più assoluta ma, visto che lo hanno “tirato” dietro con il Plus, non potevo non dargli un’occasione: ricredendomi totalmente.

Ok, si appoggia su un modo di giocare che non concepirò mai, come ore e ore per fare raid o determinate missioni, ma nel complesso mi sono divertito. Destiny 2 mi è innanzitutto piaciuto per il gameplay da FPS ricco, “pesante” che restituiva un feeling davvero unico. Iniziandolo con l’intenzione di portare a termine solo l’avventura principiale, mi sono trovato a spenderci svariate ore sopra nel fare missioni in co-op o altre attività online.

Paradossalmente la storia, o meglio il lore visto che il gioco punta più sulla creazione di un mito che semplicemente di una storia, si è rivelata piuttosto debole. Poco male visto che l’obiettivo era bensì altro, e direi che Bungie ha centrato appieno il tutto.

Top Ten 2019 Videogames

Assassin’s Creed: Origins

Con i suoi alti e bassi a me gli Assassin’s Creed sono sempre piaciuti (tanto) e Origins non ne ha fatto eccezione. Sì, la storia non è entusiasmante e manca proprio di quel cuore a sostegno di una narrativa che la contraddistingueva in passato, tuttavia ha un mondo di gioco che ho letteralmente amato.

L’Egitto di Assassin’s Creed: Origins è fantastico per come reinventa in maniera gustosissima la saga. Non è più Assassin’s Creed, inutile stare qui a nasconderci, ma la deriva da fantasy RPG ha un suo perché ed è realizzata in maniera ottimale.

Anche il gameplay rinnovato è appagante. Così come l’esplorazione ricca di eventi e imprevisti. C’è ancora tanto lavoro da fare, e chi si aspetta un Assassin’s Creed più canonico ne rimarrà indubbiamente deluso. Ma per me questo Origins getta delle solide e interessanti basi per il futuro del franchising.

Top Ten 2019 Videogames

Mario + Rabbids Kingdom Battle

“Don’t cry Ubisoft man”, non piangere perché hai tirato fuori un titolo fantastico. Davide Soliani con Mario + Rabbids non ha offerto solo uno dei crossover più atipici e coraggiosi nel mondo videoludico, ma uno dei più riusciti.

Con un mondo che vede fondere i personaggi di Super Mario con gli irriverenti Rabbids made in Ubisoft, il titolo è uno strategico ostico con un alto tasso di sfida. L’elemento che più mi è piaciuto è proprio la credibilità che è riuscito a dare in una fusione così atipica. Rilegandolo poi ad un gameplay altrettanto atipico per le rispettive saghe che, invece, si sposa perfettamente in questo contesto. Un lavoro eccezionale che regala prestigio a Ubisoft Milano che adesso, obbligatoriamente, deve tirare fuori il secondo capitolo al più presto.

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A Way Out

Probabilmente uno dei giochi più pazzeschi di questo 2019. Diretto da Josef Fares, creatore di quel gioiello di Brothers: A Tale Of Two Sons, A Way Out vince a mani basse il titolo di produzione più coraggiosa e audace di questo 2019.

Distribuito sotto il programma EA Originals, A Way Out ci proietta nel 1972 calandoci nei panni dei due carcerati Vincent Moretti e Leo Caruso. Non è la narrativa (di alto livello) l’aspetto che più colpisce di A Way Out, ma il gameplay interamente basato sulla cooperazione con un altro giocatore, indispensabile per giocarlo.

È un gioco appassionante, emotivo e studiato nei minimi particolari. Colpisce per la cura, la regia, lo stile cinematografico che assume, nonostante un budget ridotto che a primo impatto mostra il fianco alla sua natura contenuta. Un gioco bello vario con le sue sezioni stealth, di guida, d’azione e che nella sua particolarità e intensità rappresenta una delle più piacevoli sorprese di questa top ten 2019 a sfondo videogames.

Top Ten 2019 Videogames

Detroit: Become Human

“Eh, ma David Cage non sa scrivere. Realizza giochi narrativi pieni di buchi e con storie scialbe”. Ma per Dio, giocate, divertitevi e non rompete le scatole.

Detroit: Become Human è il lavoro più complesso ed emozionante di Cage. Un titolo dalla portata immensa che colpisce trattando temi delicati e tutt’altro che semplici.

Ha una realizzazione fantastica. Grafica stupefacente e narrativa di spessore con una diramazione incredibile e che incentiva a giocarlo più volte. Se con Beyond: Due Anime aveva commesso un mezzo passo falso; Detroit ha un impatto completamente diverso, con un titolo riflessivo e con una bellissima morale di fondo.

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Little Town Hero

Come avrete avuto modo di leggere nella mia abbondante recensione (qui), Little Town Hero è un titolo che mi è decisamente piaciuto.

Tra i primi in Italia a poterlo giocare e recensire, la nuova scommessa di Game Freak è vinta con un titolo particolare e diverso dal solito. Un gioco ostico che impegna ad usare il cervello per studiare la migliore tattica e andare avanti, e che soddisfa proprio per la proposta differente dopo tanti anni e anni del solito Pokémon.

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Doom

In merito al genere di giochi che non prediligo, gli FPS occupano le prime posizioni. Capita però, di tanto in tanto, un titolo più stuzzicante a cui do una chance, ma di base se posso scegliere viva la terza persona.

Doom del 2016 (ma giocato nel 2019) è l’eccezione, una bella eccezione. Unico FPS interamente single player di questa Top Ten 2019 a tema videogames, Doom è un titolo di una goduria incredibile.

È forse un filo troppo lungo, dà la sensazione di finire per poi continuare e continuare. Ma non posso nascondere che ad un certo punto non vedevo l’ora che finisse, ma mi son divertito tanto a giocarlo. Un titolo denso, sostenuto, violento e con un gunplay bello “pesante” e gratificante. Per nulla semplice e con delle musiche che fanno salire ai massimi livelli l’istinto omicida.

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LEGO City Undercover

Il 2019 è stato anche l’anno dei giochi LEGO. Tra Harry Potter, Batman, Star Wars e tanti altri, ho dato una bella accorciata ai titoli da recuperare. Tra tutti però LEGO City Undercover non è solo il più riuscito, ma anche uno dei giochi in generale più sorprendenti.

Prendete Grand Thef Auto e declinatelo in salsa LEGO. Per quanto il paragone possa sembrare audace o fuori contesto – qui non si parla di violenza – Undercover ci assomiglia molto per come è impostato. Un titolo LEGO finalmente open world e con una storia del tutto originale. Divertente, vario, con una bella storia e non il solito gameplay dei giochi LEGO. Una bella strada che mi dispiace non sia stata perseguita dalle produzioni più recenti.

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Vampyr

Con tutte le difficoltà, restrizioni e limitazioni dettate dall’essere una piccola software house, Dontnod è riuscita con i propri mezzi ad offrire sempre produzioni di livello e per nulla banali. Ne sono testimoni Remember Me – che ho letteralmente amato – l’ottimo Life Is Strange, di cui attendo però di giocare la seconda stagione, e il qui protagonista Vampyr: un gioco con evidenti difetti ma che ha dentro un’atmosfera e una narrativa tutt’altro che superficiale.

Vampyr è difatti un RPG ricco nella storia e in questa Londra Vittoriana messa in ginocchio da una misteriosa epidemia. Un gioco stratificato che mette al centro di tutto la battaglia interiore di Jonathan tra il restare umano o accogliere la natura vampiresca.

È interessante per come inscena questo mondo, per le svariate possibilità di scelta che offre. Si vuole salvare tutti conoscendone ogni minimo dettaglio del loro background? Sì può fare. Si vogliono uccidere o trasformare in vampiri così da aumentarne le abilità? Sì può fare anche questo.

Vampyr è un titolo eccezionale proprio per questa cura che permette di avere quartieri vivi e in continuo mutamento in base alle nostre scelte. Una storia profonda che viene accompagnata da un gameplay interessante ma macchinoso. Sotto questo aspetto fa storcere il naso di come Remember Me (del 2013) avesse un gameplay molto più fine e fluido. Ok, lì le risorse alle spalle erano molte di più, ma da un titolo come Vampyr era lecito aspettarsi di più. Tutto sommato però il loro lo hanno portato egregiamente a casa.

Top Ten 2019 Videogames

Menzioni Speciali:

Parlavo in apertura di come in classifica non fossero incluse remastered o riedizioni di titoli che ho già completato in passato. Tuttavia nella sezione dedicata alle menzioni speciali non potevo non parlare di due titoli che ho rispolverato lo scorso anno: God Of War III e The Last Of Us.

La cosa che più mi ha sconvolto dei due titoli è come siano invecchiati bene, sia tecnicamente che videoludicamente. God Of War è sì quello con certe scelte stilistiche antiche e figlie del tempo (in primis la telecamera fissa), tuttavia ha una storia e un gameplay così di alto livello da appagare ancora oggi come se fosse uscito di recente.

The Last Of Us invece mi ha colpito per il modo con il quale in maniera serrata inscena la storia, che non molla mai un attimo. Ricordavo l’ottima grafica; il gameplay ricco e funzionale più che innovativo; ma davvero, la storia, nonostante la longevità, non si diluisce mai, mantenendo costantemente una qualità altissima. Adesso non si può che attendere il secondo capitolo.

Infine voglio concludere questo speciale con il titolo a mani basse del 2019. Se Nintendo Switch Online non ha dalla sua chissà che titoli o servizi, Tetris 99 è stato un colpo di genio. Un “battle royale” basato su uno dei giochi più vecchi e riconoscibili al mondo. Un’idea tanto folle quanto spettacolare nella sua realizzazione. Gioco pressoché infinito e che, una volta provato, viene davvero difficile da abbandonare.

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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