Recensione – Homeland 4×05 “About a Boy”

Trama:
Carrie cerca di guadagnare la fiducia di un Aayan sempre più spaventato. Durante il suo “viaggio” Saul si vede costretto a cambiare i propri piani quando vede un volto familiare. Quinn e Fara tracciano un nuovo sospettato.

Cast:
Claire Danes, Damian Lewis, Mandy Patinkin, Sarita Choudhury, Tracy Letts, F. Murray Abraham, Nazanin Boniadi, Laila Robins e Rupert Friend.

BELLO…SE SI CHIUDE UN OCCHIO

Homeland About a Boy

Tralasciando, o meglio facendo finta che i primi minuti di puntata non siano andati mai in onda, un po’ sulla falsariga della conclusione dello scorso episodio, About a Boy è l’ennesimo episodio convincente di Homeland. Se da un lato Carrie continua ad infatuare il povero Aayan, con delle scene che hanno dell’imbarazzante e che sfiorano in certi momenti il ridicolo. Dall’altro menomale che il trio SaulFaraQuinn pensa a portare avanti la “baracca”, introducendo e sviluppando la spy-story centrale di questa quarta stagione. Riuscendo a raggiungere spesso e volentieri vette di tutto rispetto.

Cominciamo però con il dire che la storia tra Carrie e Aayan, per quanto possa essere un elemento disturbante e prettamente di cattivo gusto, ha dalla sua l’intelligenza di essere trattata in maniera tale da attutire tutto lo scetticismo che gli si era creato attorno. Ha diversi elementi e situazioni che chiariscono come la “missione” di Carrie non sia una missione facile o presa alla leggera. 

Si ha poi un sincerissimo Quinn che in un faccia a faccia con Carrie comunica tutto il proprio disgusto su questa vicenda. Un Quinn che porta la vicenda su un altro piano, mettendo i personaggi in condizioni tali da essere consapevoli di quanto sia estraniante tutto ciò che sta accadendo tra i due. Vicenda che subisce un’ulteriore trasformazione quando si decide di mostrare la sensibilità di Carrie che (durante una scena di sesso) si mette a piangere proprio a causa di ciò che sta facendo: una vergogna riconosciuta ma che è costretta a compiere per la buona riuscita dell’operazione.

OPERATIVI SUL CAMPO

Homeland About a Boy

Se questa situazione, nel complesso, viene gestita in maniera sorprendente rispetto a come si era delineata all’inizio. Ritornando al trio non si può fare a meno di menzionare come sia composto da grandi talenti. Squadra quella di Saul, Quinn e Sara che ha trovato una propria identità forte e coincisa. Gli viene concesso il giusto spazio. Catturando completamente la scena e offrendo una spy-story di alto livello e una credibilità e una coesione di spessore.

In About a Boy tutto questo va amalgamandosi alla perfezione anche sul campo, lavorando in maniera diligente, precisa e unita. Fara e Quinn stanno emergendo come mai in passato. Dove ciascuno di essi ha una propria personalità che permette al team di avere una visione ampia ma estremamente incisiva. Fara – che azzarda qualcosa – è ordinata; Quinn invece schietto e diretto; ma a colpire facendo sul serio è il caro vecchio Saul.

Presenza sempre d’effetto quella di Mandy Patinkin, che offre sempre un personaggio tanto equilibrato, ragionato quanto tagliente in molte sue uscite. In questo episodio si trova nel posto giusto, al momento giusto. È vero. È protagonista di un epilogo telefonato, ma d’effetto. Mette Saul nella posizione di poter spiccare come mai in passato, oltre al fatto di vederlo per la prima volta in una situazione particolarmente ostica.

Per il resto sullo sfondo Homeland muove qualche piccolo tassello qua e là. E fa evolvere varie storie e personaggi il cui scopo finale è ancora avvolto nel mistero. Come ad esempio Boyd (difficile da inquadrare), le persone che lo manipolano e la moglie, sempre più instabile.

COMMENTO

About a Boy è un episodio di Homeland che conferma l’ottima linea dettata in questa stagione. Un episodio che prosegue nella storia tra Carrie e Aayan, ma che va introducendo diversi elementi “intelligenti” che l’ammorbidiscono rendendola meno ridicola e di cattivo gusto. A tutto questo va ad affiancarsi un team composto da Quinn, Fara e Saul che convince puntata dopo puntata. Con quest’ultimo coinvolto in una situazione che lo rende sempre più il cuore pulsante della serie.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.2

Voto

8.2/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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