Recensione – Easy (Stagione 3)

Trama:
La serie, ambientata a Chicago, esplora le vicende di alcuni personaggi mentre cercano di destreggiarsi tra l’amore, il sesso, la tecnologia e i problemi quotidiani.

Cast:
Zazie Beetz, Sophia Bush, Aya Cash, Michael Chernus, Kiersey Clemons, Dave Franco, John Gallagher Jr., Jake Johnson, Evan Jonigkeit, Melanie Lynskey e Marc Maron.

UNA SERIE CHE NON FA BRECCIA

Easy Netflix Terza Stagione

Nel lontano 2016 Netflix prediligeva più la qualità che la quantità. Poi le esigenze di mercato, la concorrenza e tantissimi altri fattori, hanno reso necessario il bisogno di offrire più contenuti con maggiore cadenza e regolarità, a dispetto di un’offerta memorabile in lungo e largo. Si fa questa premessa perché (nel 2016) era difficile imbattersi in una produzione trascurabile sul catalogo, ma la prima stagione di Easy era riuscita, tristemente, ad infrangere questo trend con uno show al ribasso con davvero pochi elementi salvabili.

Il problema di Easy era quello di offrire un filo conduttore nelle vicende dei personaggi. Più che offrire spunti di discussione e confronti, visti i temi delicati trattati, proponeva storie gettate lì senza curarsi di una costruzione che portasse a empatizzare e immedesimarsi nelle rispettive storie. Era un peccato perché destreggiandosi tra l’amore, il quotidiano, il sesso e la tecnologia, Easy si agganciava a problematiche quotidiane importanti, senza però riuscire a fare breccia nello spettatore. Mai.

Easy Netflix Terza Stagione

Così dopo una prima stagione rivedibile, e una seconda che provava a correggere il tiro senza mostrare chissà quali miglioramenti. La terza (e ultima) stagione di Easy su Netflix propone una conclusione interessante e di gran lunga più gradevole delle passate, ma con troppi alti e bassi. Vuoi per l’approccio, vuoi per il fatto che approfondisce personaggi già conosciuti in passato, appassiona maggiormente e offre degli episodi riflessivi e che colpiscono per la loro tristezza e rassegnazione di fondo, ma ha alcuni episodi – tanti – davvero insufficienti e insensati dal primo all’ultimo minuto.

Easy riprende le vicende di Andi, Kyle, Chase, Annie e Jeff, giusto per citarne alcuni storici. Cerca di portare a termine il loro cerchio. Spazia dal proseguo della storia aperta tra Andi e Kyle; alla solitudine di Annie; al birrificio di Jeff e Matt; ad altre storie più trasversali e meno rivelanti, con il minimo comune denominatore di non lasciare niente. Ad esempio il secondo episodio.

Hugh, un impiegato di basso livello all’U-Spy Store. Accetta di partecipare sotto copertura a una festa sadomaso e si mette a studiare per impersonare credibilmente il ruolo di “sottomesso”. Sarebbe anche un’idea diverte, se non fosse che risulta essere un’accozzaglia senza senso con un finale che porta a domandarsi: “Ok, ma ho visto questo per quale motivo? Cosa vorrebbe trasmettere?”. È il pensiero generale che viene alimentato in ogni singolo episodio. Infatti, nonostante qualcuno trasmetta un minimo di morale – se pur superficialmente – in entrambi i casi la sensazione di aver sprecato del tempo prevale su tutto il resto.

COMMENTO:

Pur con svariati accorgimenti e con un background dietro che ci permette di avere familiarità con i personaggi. La terza stagione di Easy è l’ennesimo fallimento di Netflix. Viene davvero difficile capire cosa colpisce o appassiona gli spettatori americani di questo show, perché di fatto Easy altro non è che un raccoglitore di scenette senza nulla di fondo. Non si impegna neanche ad essere qualcosa di diverso. Sa di essere mediocre ripercuotendo questa consapevolezza in una narrazione e recitazione dozzinale. La si potrebbe consigliare per staccare un attimo dalla solito routine? Sì, ma a questo scopo ci sono altri show di gran lunga più meritevoli.

Giudizio Finale:

Brutto
4.5

Cast

4.5/10

Regia

4.0/10

Sceneggiatura

3.2/10

Montaggio

5.0/10

Colonna Sonora

6.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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