Recensione – Corto Circuito (Stagione 1)

Trama:
Corto Circuito dona la possibilità di raccontare qualsiasi tipo di storia insieme al talentuoso team di animazione della Disney.

BENVENUTO DISNEY+

Disney Corto Circuito

Dopo tanta attesa Disney Plus è finalmente giunto in Italia. Non starò qui a scrivere se abbia rispettato o meno le aspettative – per quello ci sarà tempo – ma ammetto una certa emozione nel parlavi dei primissimi contenuti che ho visto sulla piattaforma, e del disorientamento iniziale.

Tra svariati film, serie, corti e documentari che volevo rivedere/recuperare da tantissimo tempo, non sapevo esattamente da dove iniziare. Fatto sta che dopo una breve riflessione, ho deciso di dare priorità alle produzioni originali, così da tastare con mano la loro qualità e varietà (anche se di The Mandalorian trovate già tutte le recensioni qui). Ho così inaugurato Disney+ con Corto Circuito, un’interessante programma “sperimentale” che non si è però dimostrata la migliore delle scelte.

CORTO CIRCUITO

Disney Corto Circuito

Corto Circuito è un programma che la Disney stessa definisce come innovativo e sperimentale. In pratica chiunque può proporre la propria idea allo studio e, qualora fosse scelto, verrà affiancato da un gruppo di animatori professionisti per dare vita a un cortometraggio originale. L’obiettivo della Disney sarebbe quello di avere uno spazio nel quale poter sperimentare nuovi approcci narrativi e tecnici, potendo rischiare più di quanto possa fare con i classici lungometraggi. Il problema del programma è però quello di non credere fino in fondo in questo ideale.

In maniera non dissimile dalla Pixar con i suoi SparkShorts – di cui arriveranno le recensioni prossimamente. I corti della Disney lo sono davvero nel senso letterale della parola. Se i SparkShorts offrono cortometraggi più elaborati e “lunghi” in cui avere margine di lavoro, Corto Circuito è afflitto da un comune denominatore che ne vede all’interno tanti cortometraggi brevissimi che puntano più al lato tecnico ed estetico che a quello narrativo.

La prima stagione è infatti composta da 14 episodi. Ogni episodio racchiude una storia autoconclusiva che viene anticipata da una breve introduzione nel quale il regista racconta l’idea alla base del corto. Momenti molto interessanti proprio per come mostrano la loro nascita. Sono tante piccole sequenze messe insieme di episodio in episodio che gettano a lunghe linee l’idea del grandissimo lavoro dietro. Poi però arrivano i corti, e qui Corto Circuito mostra tutta la sua natura conservatrice e altalenante.

VEDERLO, SÌ O NO?

Disney Corto Circuito

Non voglio soffermarmi sui singoli episodi dilungandomi smisuratamente – magari ci faccio uno speciale con qualche riga per ognuno. Ma lo scopo di questa recensione è di darvi nel complesso un giudizio se l’esperienza merita o meno il tempo speso. E diciamo che l’opinione sta nel mezzo.

Pur non brillando nel complesso, Corto Circuito ha una durata davvero risibile. Introduzioni comprese, è una serie che si porta a termine in poco più di un’oretta. Parliamo del fatto che alcuni corti durano anche due, massimo tre minuti, e se da un lato questo aspetto non consente storie particolarmente articolate o profonde, il tempo è così esiguo da meritare un’occasione anche solo per rimanere affascinati da idee stilisticamente azzeccate e interessanti. Poi sì, narrativamente alcuni episodi lasciano più dubbi che altro, ma è uno di quei casi in cui l’estetica soppianta tutto il resto. È anche vero però che a molti questo aspetto potrebbe non bastare.

Se infatti alcuni episodi, mi vengono in mente Puddles, Just A Thought, Drop o Jing Hua, sono tecnicamente accattivanti e con idee buone dentro. I restanti sono dei corti paragonabili graficamente a lavori medio-bassi della Disney. Molti di loro non hanno né idee, né sperimentazioni di fondo, che è ciò a cui aspirava la serie. Ciò non toglie che episodi come quelli precedentemente menzionati, Lucky Toupée – divertentissimo – e Cycles – acerbo graficamente ma con un messaggio profondo – nel complesso non rendono questa prima stagione di Corto Circuito da trascurare o insufficiente, ma discutibile per il non trovarsi un prodotto “innovativo e sperimentale” sì, su tutta la linea.

COMMENTO:

Pur non brillando e non centrando l’obiettivo di serie innovativa e sperimentale. Corto Circuito è una serie Disney con un’idea alla base giusta e con ampi margini di miglioramento. La durata brevissima, ricordo un’ora totale per dei corti che durano alle volte anche due-tre minuti, è un fattore positivo e che va tenuto in considerazione nell’ottica di dargli a prescindere una chance. Poi nel complesso ha i suoi momenti tecnici, narrativi ed emotivi azzeccati. Ma dalla Disney, dal lancio di una nuova piattaforma, era lecito aspettarsi qualcosina in più.

Giudizio Finale:

Sufficiente
6.5

Voto

6.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

17 commenti su “Recensione – Corto Circuito (Stagione 1)

    Cece

    (30 Marzo 2020 - 16:15)

    Ho fatto, ovviamente, immediatamente l’abbonamento a Disney + ma ammetto che questo progetto mi era sfuggito! Grazie per avermelo fatto scoprire!

    Francesca Rizzi

    (1 Aprile 2020 - 19:39)

    Anche io dovrei fare l’abbonamento per me
    Lo adoro

    Amalia Ochiati

    (2 Aprile 2020 - 14:05)

    Non lo conoscevo questo, sai stavo pensando di fare l’abbonamento.

    Tania

    (2 Aprile 2020 - 23:40)

    Al momento mi trovo in Nuova Zelanda e qua ancora Disney + non è arrivato ma lo aspettiamo con ansia!

    Annalisa Artoftraveling

    (3 Aprile 2020 - 16:57)

    Serie interessante e innovativa, logicamente di difficile realizzazione, magari con il tempo riescono a trovare una strada più attuabile e d’impatto.

    Sabina Samogin

    (4 Aprile 2020 - 14:17)

    Non avendo figli non ho Disney + ne parlerò alla mia nipotina per capire se lo conosce o meno, e capire il suo punto di vista.

      Francesco Di Maria

      (5 Aprile 2020 - 00:08)

      Disney+ non è una piattaforma solo per chi “ha figli” ma contiene cinque aziende differenti che permette di spaziare dai generi più disparati per tutte le età.

    Maria Domenica Depalo

    (4 Aprile 2020 - 14:42)

    Disney plus sembra rispondere alle aspettative dei bambini. Fantasia e contenuti sembrano dominare incontrastati. Mi piace.
    Maria Domenica

      Francesco Di Maria

      (5 Aprile 2020 - 00:08)

      In realtà risponde alle aspettative di tutti. Disney non è sinonimo solo di bambini. 🙂

    claudia

    (4 Aprile 2020 - 17:56)

    Disney plus é l’abbonamento perfetto per chi ha i figli in casa in questo periodo, per intrattenerli con contenuti di qualità

    Veronica Sieli

    (5 Aprile 2020 - 01:31)

    Sono una delle poche che ancora non ha fatto l’abbonamento mi sa! Io sarei molto interessata a rivedere i grandi classici delle Principesse probabilmente e qualche cartone che non ho mai trovato. Non sapevo dei corti, dovrò vederli per dare un giudizio.

    Valentina

    (5 Aprile 2020 - 11:06)

    Scusa l’ignoranza, ma questa serie è su Netflix? O bisogna fare un abbonamento a Disney? Non l’ho mai vista. Però pur riconoscendo che alcuni film di Disney sono piacevoli anche per adulti, non seguirei una serie Disney, non avendo figli.

      Francesco Di Maria

      (5 Aprile 2020 - 11:28)

      No, come scritto, è su Disney+ (una nuova piattaforma streaming). L’abbonamento parte da 7€ al mese o 70€ annuali, fino a qualche settimana fa era possibile abbonarsi a 60€ l’anno.

      Utilizzo te come risposta a tutti quelli che Disney = bambini. È un’accezione negativa per tutti gli adulti che amano il genere e che si sono abbonati alla piattaforma. Tralasciando il fattore che molti dei cartoni, soprattutto quelli di una volta, siano tutt’altro che “piacevoli” per adulti, ma siano specificamente per loro. Disney+ contiene titoli Fox, National Geographic, Star Wars e via dicendo, con un catalogo variegato e sterminato. Non è che che bisogna avere figli per godersi appieno una cosa. Alle volte basterebbe sentirsi solo un po’ giovani dentro perché l’età è solo un numero, e non fa neanche male sentirsi bambini di tanto in tanto.

    Isabella Gatti

    (5 Aprile 2020 - 17:04)

    Con la Disney é un ni, amo i film della mia infanzia. Non amo il fatto che abbia acquisito Star Wars (il calo qualtativo si é visto, non negli efetti speciali ma nei conteniti. Tutto semplificato e appiattito. Mandalorian é bello perché ci ha messo le mani Lucas) quindi devo valutare bene, grazie per le info

    Manuela Iannacci

    (5 Aprile 2020 - 17:32)

    Mi piacciono i film della Disney ma le serie TV non le ho mai seguite,mi hai incuriosito.

    Andrea della rocca

    (5 Aprile 2020 - 23:53)

    non ho mai visto una serie televisiva della disney mi hai incuriosito

    Cristina Giordano

    (6 Aprile 2020 - 19:58)

    Ciao non amo molto i film Disney e siccome non ho bambini credo che non vedrò mai quelle serie, ma so a chi regalarlo

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