Recensione – Homeland 4×06 “From A to B and Back Again”

Trama:
Quando la situazione comincia a complicarsi, Carrie decide che è arrivato il momento di fare partire Aayan. Nel frattempo la CIA deve affrontare una situazione molto, molto difficile da gestire.

Cast:
Claire Danes, Damian Lewis, Mandy Patinkin, Sarita Choudhury, Tracy Letts, F. Murray Abraham, Nazanin Boniadi, Laila Robins e Rupert Friend.

SITUAZIONI SCOMODE

From A to B and Back Again

Giro di boa per la quarta stagione di Homeland in cui “From A to B and Back Again” rappresenta perfettamente ciò che è stata la stagione fino ad ora. Una stagione dalle ottime premesse, e che di settimana in settimana sembra avere quella marcia in più. Ma che al contempo introduce diversi elementi di cattivo gusto, che fanno “disaffezionare” nonostante la bontà di fondo del lavoro compiuto.

From A to B and Back Again il cui titolo riassume perfettamente il contenuto dell’episodio di Homeland. Ritorna il tanto discusso duo composto da Ayaan e Carrie, introducendo la variabile “ragazza” di Ayaan, Kiran, che non aiuta a migliorare una situazione sempre più surreale. Fortunatamente pochi minuti dopo si decide di cambiare registro con il marito dell’ambasciatrice – la cui storia non è ancora pervenuta – che decide di smuovere un po’ la situazione evidenziando il “problema” di Carrie a Quinn; e successivamente mostrando le foto dei medicinali di Carrie a Tasneem. A tutto questo va ad aggiungersi l’irreperibilità di Saul che comincia a destare più di qualche preoccupazione.

A TU PER TU

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Dopo venti minuti discutibili, ecco però che Homeland ha l’impennata qualitativa a cui ci sta abituando da un paio di settimane a questa parte. Prima di tutto con una messa in scena ai danni del povero Ayaan che, nonostante una certa prevedibilità, ha una resa niente affatto male; successivamente – dopo una fase controllata – regala dieci minuti finali che hanno del clamoroso. Finale che si aggancia interamente al titolo della puntata. Un finale che segue parallelamente Ayaan e Saul, e che in maniera sorprendente riesce a farli convergere negli ultimi istanti di puntata.

Ayaan a tu per tu con lo zio Haissam Haqqani. Quest’ultimo bacia il nipote e lo ringrazia per avergli fatto scoprire (involontariamente) il piano della CIA, sparandogli a sangue freddo dinnanzi all’incredulità di tutti. Un Haqqani che ha anche mostrato di aver catturato Saul, garantendosi così una certa protezione. Non è dello stesso parere però Carrie che, in preda alla rabbia in seguito all’uccisione di Ayaan, mostra tutta la propria instabilità dichiarando di bombardare immediatamente Haqqani. Un ordine che nessuno vuole eseguire e che Quinn blocca con tutta la schiettezza che l’ha sempre contraddistinto. 

COMMENTO:

Un finale di puntata che di certo non farà urlare al capolavoro, ma che riesce a “liberarsi” di quel peso che rappresentava Ayaan e che impediva alla serie di decollare. Avvenimenti finali che riportano al punto di partenza Homeland. Andando a spianare il terreno alla storyline che caratterizzerà la seconda metà di stagione, con un Saul rapito da Haqqani e con tutta la CIA impegnata a catturare il pericoloso terrorista. Senza dimenticarsi di Carrie che, adesso più che mai, è in preda alla propria bipolarità e instabilità.

Giudizio Finale:

Ottimo
8.5

Voto

8.5/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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