There's Something Else Going On

Recensione – Homeland 4×09 “There’s Something Else Going On”

Trama:
In There’s Something Else Going On arriva il tanto atteso momento di riportare Saul a casa. Allo stesso tempo la CIA dovrà scoprire chi è la minaccia interna, e tenere testa alle sempre più insistenti pressioni dell’ISI.

Cast:
Claire Danes, Damian Lewis, Mandy Patinkin, Sarita Choudhury, Tracy Letts, F. Murray Abraham, Nazanin Boniadi, Laila Robins e Rupert Friend.

CINQUE STELLE

There's Something Else Going On

Sappiatelo, sono molto restio a dare un giudizio perfetto quando recensisco qualsiasi prodotto. Un meccanismo quello di valutare – in questo caso un singolo episodio di una serie TV – dove uno si impegna ad offrire un’analisi dettagliata ma, per quanto lo faccia, l’occhio cade sempre sul commento finale e l’annesso giudizio.

Adesso, per me il concetto del punteggio perfetto è un qualcosa che va dato più che altro alla fine di un percorso non dico perfetto, ma comunque significativo. Tuttavia, analizzando There’s Something Else Going On, non solo mi sono trovato davanti una puntata che alza ulteriormente l’asticella qualitativa di questa quarta stagione, ma mi sono trovato davanti un episodio assolutamente perfetto. Nonostante mi sia sforzato nel trovare anche la minima sbavatura, alla fine ho ceduto dando l’ambito “perfect score”. Analizziamo allora nel dettaglio There’s Something Else Going On, il cui titolo sintetizza perfettamente questo episodio.

THERE’S SOMETHING ELSE GOING ON

There's Something Else Going On

Come dice il titolo: “C’è qualcos’altro”. C’è qualcos’altro in tutto ciò che si va a delineare in questa puntata di Homeland. Consolida un ultimo terzo di stagione dalla qualità completamente inaspettata, creando diverse situazioni per poi stravolgerne completamente il bilanciamento facendole ripartire da zero. È già successo una volta in questa stagione, ma nonostante questo la bravura a cui si sta assistendo sta proprio in questa sensazione precaria del “nessuno è indispensabile”.

L’episodio si divide in due grossi tronchi dove il primo funge da preparazione allo scambio Saul-Prigionieri; mentre il secondo lo mette in scena. Prima metà che viene riprodotta con una tensione palpabile. Non ci si focalizza solo e soltanto su Saul, ma vanno ad approfondirsi situazioni che convergono nel suo quadro generale di salvataggio.

Nello specifico si ha l’importante svolta di Dennis Boyd il quale, sospettato di stare fornendo informazioni all’ISI, viene ripetutamente interrogato e fatto arrestare dalla stessa moglie Martha. Questa cattura non ha gli esiti sperati, peggiorando uno scambio ormai imminente, ed ecco che si passa alla seconda metà che è tutto ciò che non ci si aspetta.

ONE MAN SHOW

Giunge il momento dello scambio

Con una tensione riprodotta alle stelle, così come la paura che qualcosa vada storto e si debba dire addio a qualche personaggio. Giunge il momento dello scambio in cui Saul, affiancato da un bambino con un giubbotto pieno d’esplosivo, si siede rifiutando uno scambio che porterebbe Haqqani a riavere tutta la propria rete terroristica al completo.

Da qui parte uno dei momenti migliori non solo di questa quarta stagione, ma di Homeland in generale. La scena di Carrie con Saul (con la prima che si avvicina nel tentativo di convincerlo a venire con sé) presenta una conversazione tra i due intima e graffiante. Dalla potenza inaudita. Girata magnificamente, dal taglio cinematografico; mette all’interno un sentimentalismo, un rapporto padre-figlia a cui non si può restare indifferenti. Un momento che alla fine si conclude nel migliore dei modi o, almeno, così si crede perché in realtà “c’è qualcos’altro”.

Difatti, dopo essere saliti nei furgoni per riportarlo a casa. Proprio quando Saul sta per sentire la voce della moglie, ecco che succede l’impensabile: il convoglio viene colpito da degli RPG. Scena che non solo lascia lì di stucco, ma si rafforza parallelamente con Dennis Boyd che confessa alla moglie che Tasneem voleva sapere il passaggio di Carrie per entrare all’ambasciata. Un dettaglio che ora assume tutt’altro significato, in quanto l’ambasciata viene abbandonata dai militari che vanno in direzione del convoglio; mentre Haqqani e i suoi seguaci si apprestano ad assaltare l’ambasciata sfruttando il passaggio di Carrie.

COMMENTO:

There’s Something Else Going On è un episodio di Homeland superlativo. Infatti, nonostante ci si possa lamentare di qualche elemento poco credibile – come il fatto che i protagonisti, probabilmente, saranno tutti sopravvissuti all’attacco – attorno ha una struttura così potente, ben pensata ci si dimentica di tutto. L’episodio non solo va a rafforzare l’intero terzo atto di questa stagione. Ma propone una scena tra Carrie e Saul che va a settarsi come uno dei momenti più belli e significativi di sempre. Momenti densi di colpi di scena di rara potenza e che, inevitabilmente, cambieranno (nuovamente) gli equilibri della serie.

Giudizio Finale:

Capolavoro
10

Voto

10.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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