Speciale – PlayStation 5 Reveal

C’è voluto un evento come il reveal dell’attesa PlayStation 5 a farmi tornare a scrivere. Se infatti qualche mese addietro avevo promesso più articoli, negli ultimi periodi tra film, serie e giochi non ho avuto tantissima voglia di scrivere. L’evento di PlayStation 5 però una volta terminato mi ha messo addosso una gran voglia di parlarne.

Sarà stato il silenzio assoluto dallo scorso anno, la voglia di next-gen e di Microsoft in periodo di quarantena davvero sottotono con la sua Series X. Ma lo show di Sony è stato galvanizzante e centrato su tutta la linea nonostante gli alti e bassi dello show. Così, mentre spero di “recuperare” questo mio silenzio con svariati articoli che vadano a ripercorrere le attività che ho svolto in questi mesi di quarantena e post (come qui). Oggi voglio parlarvi in modo del tutto personale del reveal di PlayStation 5 soffermandomi sulla conferenza, i giochi e il design della nuova console Sony.

CONFERENZA

PlayStation 5 Reveal

Pur non essendo per mille motivi una “conferenza” classica in diretta, con il pubblico e un palco da calcare per creare la giusta atmosfere. Bisogna fare i complimenti a Sony per come sia riuscita a confezionare una presentazione di classe e ritmata. Il pensiero va infatti ai primissimi State of Play, show scialbi che imitavano (male) i noti Nintendo Direct, questo invece no. Con un feeling molto Apple, sopratutto nella presentazione della console, “The Future Of Gaming Show” è stato uno spettacolo soddisfacente dopo tanta fame di novità.

Sony infatti con maestria ha costruito il più classico degli show: un inizio potente, una fase centrale contenuta e un finale in crescendo, una scelta che è risultata vincente. Infatti senza strafare o scomodare chissà che cosa, nella semplicità il reveal di PlayStation 5 ha fatto il suo compito rispettando le alte aspettative. È interessante constatare come in diretta la fase centrale abbia notevolmente smorzato il ritmo e l’entusiasmo però, a show finito e a mente fredda, la sensazione di aver visto qualcosa di riuscito è prevalsa su certe scelte e annunci davvero poco condivisibili (Bugsnax, Goodbye Volcano High, Solar Ash, Jett e via discorrendo).

Su questo non si capisce davvero perché non ridurre uno show già breve e conciso di suo – durato un’ora e un quarto – ancor di più inserendoci solo e soltanto titoli rivelanti e di spessore. Ecco, se voglio muovere una critica trovo ormai stucchevole la non libertà di fare uno show solo con certi titoli, perché all’interno si sente l’obbligo di inserire il momento indie la cui rilevanza non è più quella di una volta, e le novità (tra design riciclati, così come le idee) meno innovative e indimenticabili di una volta.

GIOCHI

PlayStation 5 Reveal

Se dal lato presentazione si è parlato di alti e bassi. Passando ai giochi effettivamente annunciati ci si rende ben presto conto di come il reveal di PlayStation 5 sia stato uno show piuttosto inattaccabile. Se alcuni titoli come quelli precedentemente annunciati non dovevano affatto essere presenti in uno show di questa portata e di questo ritmo. Riflettendo, nel complesso si è assistita a davvero tanta, tanta roba, nonché un primo gustosissimo assaggio di next-gen.

Gran Turismo 7, Demon’s Souls, Horizon II: The Forbidden West, Marvel’s Spider-Man Miles Morales, Resident Evil: Village, Ratchet & Clank: Rift Apart, Returnal e Project Athia. Così titoli comunque interessanti come Sackboy A Big Adventure, Godfall, Hitman 3, Kena: Bridge Of The Spirits, Little Devil Inside, Stray e Pragmata. Sono così tanti titoli – e non li ho citati tutti – che rendono l’idea del perché la presentazione di PlayStation 5 sia stata fantastica.

Poi, soffermandosi su un altro aspetto, è stato bello vedere tanto gameplay e non solo filmati in CGI giusto per “presentare il prodotto”. Il reveal di PlayStation 5 è stato azzeccato perché ha dato a noi ciò che volevamo: i giochi e il loro vederli finalmente in movimento. E se infatti sì, ripeto che alcuni titoli non dovevamo proprio essere inseriti, assistere a un nuovo Ratchet & Clank e Gran Turismo che sbalordiscono per qualità visiva; così come il nuovo Horizon o uno Spider-Man pronto a debuttare all’uscita della console; così come il nuovo capitolo di Resident Evil e l’acclamato remake di Demon’s Souls; sono scelte vincenti che oggettivamente promuovono lo show senza riserve di nessun tipo, al netto dei piccoli problemi e di un Silent Hill il cui annuncio si dava ormai per scontato.

DESIGN

PlayStation 5 Reveal

Arriviamo allora al momento più sorprendente della presentazione, l’annuncio del design. Non lo nascondo, ma nella mia mente non avrei scommesso nulla sul reveal del design, aspettandomi uno show incentrato soltanto sui giochi con hardware e servizi rilegati ad un evento a luglio. Invece contro ogni pronostico Sony ha concluso la sua presentazione presentando il design dell’attesa PlayStation 5, un design destinato a far discutere.

Con un’estetica che ricalca le linee e i colori del nuovo controller DualSense. PlayStation 5 ha un design molto vicino ai mockup visti in questi mesi, che alcuni potrebbero interpretare come una mancanza di idee. A me, e parlo in maniera del tutto personale, il design piace tanto. Lo trovo audace, futuristico e la mia ragazza ha utilizzato un termine che trovo molto ficcante: alieno. È un design alieno perché del tutto diverso da ciò visto in passato, più “giocoso” ma non per questo meno elegante. Il bianco, che odio di base perché più soggetto all’usura rispetto al nero, gli dà un tocco interessante, ma è così particolare da non soddisfare tutti.

FORMA E PREZZO

PlayStation 5 Reveal

Proprio sulla forma e colore ho letto un commento che ho trovato perfetto per sintetizzare il mio pensiero sulla console come oggetto di arredo: è una console che sta bene solo se si ha un salotto costruito attorno ad essa, ed è dannatamente vero. Quella forma, quei colori sono davvero difficili da posizionare in un classico salotto in cui una console nera ci sta sempre bene. Qui invece ci sono due problemi, uno: la console sta bene se posizionata in verticale, in orizzontate ne perde tantissimo l’estetica, ed ecco che molti potrebbero avere problemi di posizionamento; punto due: tutto ciò detto prima.

Inoltre il design è bello sì (personalmente), ma nelle due versioni annunciate ci si rende conto di come il modello “Digital”, ovvero sprovvisto di lettore blu-ray, sia palesemente “più giusto” di quello incluso di lettore ottico che sembra avere un ascesso, o come quando si ha del cibo in bocca e la guancia si gonfia. Diciamo che è lampante il fatto di essere stata progettata per non avere il lettore, per poi essere aggiunto dove c’era spazio perché la gente non è ancora pronta a dire addio al supporto fisico.

Su questo sarà altrettanto interessante scoprire il prezzo che, viste le caratteristiche, e che magari la versione senza lettore è stata fatta per offrire una versione meno costosa al netto di una PlayStation 5 base “cara”. Mi lascia presagire/pronosticare un prezzo di €499 per la base e €449 per la digital; ma non mi sorprenderebbe un €549 base e €499 digital, vedremo.

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

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