The Mandalorian Seconda Stagione

Recensione – The Mandalorian (Stagione 2)

N.B. l’articolo contiene spoiler

Trama:
Mando e il Bambino continuano il loro viaggio, trovandosi faccia a faccia con nemici e alleati sul cammino attraverso la galassia nell’era successiva al collasso dell’Impero.

Cast:
Pedro Pascal, Gina Carano, Giancarlo Esposito, Carl Weathers, Ormid Abtahi, Katee Sackhoff e Ming-Na Wen.

PARENTI STRETTI

The Mandalorian Seconda Stagione

Interrompete quello che state facendo. Prendete le vostre chiavi di casa, della macchina, mogli o fidanzate – vale anche al maschile – e date tutto a Jon Favreau e Dave Filoni, saranno ben custodite. Sembrerà assurdo, ma la sensazione che lascia questa seconda stagione di The Mandalorian è proprio questa: due parenti-amici che si prendono cura di te, degli altri, trattandoli con i cosiddetti “guanti bianchi”.

Se già con The Clone Wars Filoni era riuscito a ripristinare in gran parte la reputazione della Nuova Trilogia con una produzione animata d’alta qualità. The Mandalorian si inseriva nel mezzo prendendo le distanze dalla discussa Nuova Nuova Trilogia, proponendo qualcosa di fresco con un approccio però attento al passato. La seconda stagione di The Mandalorian continua su questa riga. Una stagione non priva di difetti, ma che quando decide di accelerare e rischiare, dimostra nei suoi creatori due palle di Beskar giganti. Avranno giocato facile e di puro fan service, ma alla fine per un sostenitore di Star Wars tutto ciò è autentico oro colato. Oltre al fatto che, per quanto facile, nessuno lo aveva mai fatto. Ma andiamo nel dettaglio.

PUNTI DI VISTA

The Mandalorian Seconda Stagione

Partendo da dove ci eravamo lasciati (qui). La seconda stagione di The Mandalorian vede Din Djarin alla ricerca di informazioni su dove trovare i simili del Bambino. In un viaggio in cui Mando e l’Infante passeranno da Tatooine a Navarro, da Corvus a Tython, tra nuove e vecchie conoscenze, è impossibile non menzionare la mole di contenuti di questa stagione. Molti avranno certamente da ridire sulla lentezza e il troppo autocompiacimento in diverse situazioni ma, personalmente, non ho avuto questa sensazione. C’è però da dire che molto dipende dal come la si è vista – un po’ come la prima stagione.

Avendo saltato la messa in onda in contemporanea, ho visto sei episodi in una volta, per poi “accumulare” gli ultimi due e vederli d’un fiato. Ecco che questa lentezza non l’ho percepita ma, effettivamente, aspettare una settimana per ritrovarsi i primi quattro episodi al limite del filler, potrebbe dare noia – pur non essendo d’accordo. Non sono d’accordo perché, nonostante i primi episodi vedano Mando viaggiare di qua e di là con l’Infante ad aiutare svariati personaggi in puntate in tutto e per tutto autoconclusive. Sono puntate con dei valori produttivi e una spettacolarità di base incredibile.

Basti pensare al Capitolo 9 in cui Mando insieme a Cobb Vanth (interpretato benissimo da Timothy Olyphant) lotta per sconfiggere un dragone krayt attraverso un’incredibile sequenza che cambia addirittura l’aspect ratio a 16:9 – tra le altre cose secondo me è girata in IMAX. Discorso non dissimile per i capitoli 10, 11 e 12 in cui tra ragni giganti, altri mandaloriani e scontri con la Nuova Repubblica c’è davvero tanta carne al fuoco. Poi inutile prendersi in giro, quello che accade nelle successive puntate sta più in alto. Ma da qui a dire che è stata noiosa, io ci penserei più di due volte.

PUNTO NEVRALGICO

The Mandalorian Seconda Stagione

Pensieri che trovano un personale riscontro nella parte centrale di questa seconda stagione: robusta e mai così integrante e centrale nell’Universo di Star Wars. Belli in generale i ritorni di svariati personaggi della prima stagione e i rispettivi approfondimenti – anche se una menzione speciale va a Bill Burr che nel Capitolo 15 con il suo Migs Mayfeld domina in lungo e largo. Ma a farla da padrone in questa seconda annata sono due, tre ritorni non solo inattesi, ma dallo spessore e dal peso importantissimo. Nello specifico parliamo di Ahsoka Tano, Boba Fett e Luke Skywalker (con R2-D2).

Se per la prima la partecipazione era stata largamente preannunciata con l’ingaggio di Rosario Dawson. Gli altri sono stati due colpi non da poco. Boba Fett appare infatti col volto di Temuera Morrison: sopravvissuto al sarlacc dopo gli eventi de Il Ritorno dello Jedi; mentre Luke accorre in soccorso di Mando e Grogu, dopo che quest’ultimo era entrato in connessione con la Forza, attraverso una sequenza che richiama preponetemene quella di Darth Vader in Rogue One, ma con una carica emotiva altissima vista la totale assenza del Maestro Jedi in tutti questi anni (cinematografici e televisivi).

FAN SERVICE?

Sono scelte e sequenze che rasentano il fan service, inutile girarci attorno. Ma, come dicevo in apertura, per quanto siano “facili” da intraprendere sotto alcuni aspetti. Al contempo sono queste scelte “banali”, che mai nessuno ha avuto il coraggio d’intraprendere – oltre a non sapere a come integrarle – ad avere un’efficacia disarmante. Quindi fan service o no? In The Mandalorian non si pone mai questo dilemma. È palese come dietro ci sia una progettazione di livello, e i già annunciati spin-off di Ahsoka e Boba, così come l’integrazione nel racconto di Luke, sono testimoni di un progetto ampio e intelligente. Mai nulla al caso.

Anche lo stesso Bambino, che in questa stagione ha rivelato finalmente il suo nome: Grogu. Rappresenta e rasenta in più di qualche frangete il fan service più duro e puro, dopo lo strepitoso successo della prima stagione, ma raramente risulta stucchevole o esagerato – anche se qui è molto soggettivo. Baby Yoda, scusate, Grogu, è parte integrante di questo Universo, così come lo è il suo cammino con Mando. Proprio per questo sarà affascinante scoprire come sarà la terza stagione e che ne sarà dei personaggi. Ma a prescindere da ciò, è palese come tutto sia stato fatto per una progettazione più ampia. Una progettazione in cui riporre la massima fiducia (e non solo) in cui due signori che sono Filoni e Favreau.

Menzione d’onore anche per i registi Carl Weathers, Bryce Dallas Howard, Dave Filoni, Robert Rodriguez (!), Rick Famuyiwa, Peyton Reed e Jon Favreau che hanno svolto in ogni episodio un lavoro ineccepibile sotto tutti gli aspetti.

COMMENTO:

Pur con scelte discutibili e con un impianto iniziale che potrebbe non accontentare molti, la seconda stagione di The Mandalorian alza ulteriormente l’asticella qualitativa, e lo fa con una stagione corposa, densa di contenuti e che diventa cuore pulsante dell’Universo di Star Wars. Mai banale o che si accontenta del “compitino”. Ogni singola puntata di questa stagione è ambiziosa sotto tutti gli aspetti, mostrando il coraggio e il cuore dei suoi creatori. Un’ottima stagione per un ottimo prodotto. E che getta delle solide basi (tutte da scoprire) per il futuro del (e nel) mondo di Star Wars.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.2

Cast

9.4/10

Regia

9.5/10

Sceneggiatura

8.5/10

Montaggio

8.8/10

Colonna Sonora

10.0/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.

1 commento su “Recensione – The Mandalorian (Stagione 2)

    Marika

    (25 Dicembre 2020 - 18:20)

    Bella recensione, condivido in pieno. Vogliamo parlare della colonna sonora poi? Meravigliosa.

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