Recensione – The Falcon and The Winter Soldier 1×02 “L’uomo a Stelle e Strisce “

Trama:
John Walker viene nominato Captain America. Sam e Bucky si alleano contro un gruppo di ribelli.

Cast:
Sebastian Stan, Anthony Mackie, Emily CanCamp, Wyatt Russell, George St-Pierre, Daniel Brühl, Adepero Oduye e Miki Ishikawa.

L’UOMO A STELLE E STRISCE

The Falcon Stelle

Ci sono storie standard e canoniche che non si preoccupano di impegnarsi nell’offrire qualcosa di diverso dal solito. Ci sono poi storie standard e canoniche che, nonostante siano consce di esserlo, ci mettono del loro per restituire qualcosa di fresco ma dentro determinati canoni. The Falcon and the Winter Soldier con “L’uomo a Stelle e Strisce” dimostra ampiamente di appartenere alla seconda categoria. Avendo una spy-story che va delineandosi sempre più interessante, ma che ha dentro personaggi, situazioni e meccanismi di pregevolissima fattura.

La seconda puntata fa i conti con gli eventi della scorsa settimana (qui). John Walker è il nuovo Captain America e impariamo a conoscere l’uomo prima “dell’eroe”. John non è ovviamente un “super” nel senso stretto del termine. Come dice molto bene all’interno de “L’uomo a Stelle a Strisce” e anche a Falcon e Bucky, è un uomo a cui non manca il coraggio. La puntata va così delineandosi in maniera per certi versi disturbante, in quanto ci si ritrova catapultati in una situazione che non ci si aspetta e in cui i due protagonisti sono colti di sprovvista tanto quanto noi. Ed è una scelta riuscitissima.

Lo è perché permette un’evoluzione piscologica nei (e tra) i personaggi che si era solo abbozzata in passato. Difatti il potenziale di Falcon e Bucky (e la loro chimica) lasciava chiaramente presagire grandi cose, ma non c’è mai stata occasione per approfondirla meglio. Qui tutto ciò atteso viene rispettato, con i due che entrano finalmente in contatto e che uniscono le forze per combattere i temibili “Flag-Smahers” capitanati da Karli Morgenthau.

FASE 4

The Falcon Stelle

L’aspetto più interessante di questa puntata non è tanto l’introduzione dell’uomo a “stelle” o il suo rapporto con Bucky e Falcon. Ma è qualcosa che ha a che fare proprio con la storia principale di questa miniserie, ora più centrale che mai. Non a caso se nella prima puntata si erano gettate le basi di questi Flag-Smashers e la loro forza sovraumana, in questa seconda uscita il quadro diventa chiarissimo. Non si è dalle parti di WandaVision, questo è chiaro, ma The Falcon and the Winter Soldier riesce a sorprendere nonostante una certa linearità e standardizzazione di fondo. Che non è affatto una nota negativa.

Se infatti il rapporto tra Falcon e Bucky è dei più sentiti e divertenti; e il lavoro svolto su John nelle vesti di Captain America ha un suo senso molto più di quanto ci si poteva immaginare. La storia la fa da padrone ed è notevole come lo sia attingendo al 100% al passato del MCU. Un elemento inaspettato non tanto per dei personaggi ritenuti “secondari”, ma perché si metteva in dubbio che una serie da sei episodi potesse avere chissà quale rilevanza nei canoni narrativi della Fase 4. Ed invece non è così. The Falcon and The Winter Soldier è una serie viva, degna di nota e preannuncia equilibri precari non solo per la sua di storia, ma anche per quella dell’Universo Cinematografico Marvel.

UN’INTERPRETAZIONE CONTEMPORANEA

The Falcon Stelle

Così, oltre il discorso prettamente legato ai super soldati, è il conflitto tra Bucky e Falcon a farla da padrone: il disturbo del primo nei confronti di Falcon nell’aver ceduto lo scudo di Steve; così come il senso di inadeguatezza di quest’ultimo nel sopportare un onere di qui non sente appartenere. Proprio questo elemento è una chiave di svolta in “L’uomo a stelle e Strisce” e in Falcon stesso.

Difatti, mentre in Endgame si pensava che i dubbi di Falcon nel raccogliere l’eredità lasciata da Cap fossero dettati dal confronto diretto con un Avengers come Steve. In realtà nella puntata questo elemento assume un significato diverso. Un Falcon non pronto ad essere il successore di Steve perché non si sente di diventare il “Captain Nero” di un’America che non sente sua.

È un punto di svolta sovversivo nel cammino di Falcon. Che in questa puntata trova luce in una rappresentazione dell’America estremamente contemporaneamente con quel Black Lives Matter che ormai è un movimento mondiale. Tutto ciò è ben integrato in The Falcon and the Winter Soldier, che non fa il verso a quel momento cavalcandone un facile plauso. Ma si poggia pienamente su “L’uomo a Stelle e Strisce”, su Falcon e su tutti gli elementi della puntata (come l’introduzione di Isaiah Bradley, un super soldato di colore attivo durante la guerra di Corea) in maniera coraggiosa. A questo il ritorno nel finale di Helmut Zemo, non come cattivo ma bensì come supporto a Falcon e Bucky, è un’autentico colpo di scena che non si vede l’ora di scoprire dove porterà nelle prossime settimane.

COMMENTO:

Se nella prima puntata ci si “lamentava” di una certa pacatezza e linearità narrativa. Il secondo episodio di The Falcon and the Winter Soldier sovverte questo pensiero pur non allontanandosi da canoni narrativi piuttosto standardizzati. “L’uomo a Stelle e Strisce” è infatti un episodio bello, denso e che si pone come cruciale nel futuro del MCU. Un episodio che mette al centro i suoi protagonisti, i loro conflitti (interiori e non) elevandoli come non si era visto nei precedenti film. Questo unito a un nuovo Captain America che è meno stupido e banale di quello che ci si poteva aspettare. Così come a diversi colpi di scena seminati in lungo e largo che promettono di riservarne delle belle.

Giudizio Finale

Fantastico
9.4

Voto

9.4/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.