Recensione – Iron Man 3

Trama:
Dopo aver salvato New York dalla distruzione ed essere rimasto da allora insonne e preoccupato, Tony Stark rimasto senza armatura deve lottare contro le sue paure interiori per sconfiggere il suo nuovo nemico, il Mandarino.

Cast:
Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Don Cheadle, Guy Pearce, Rebecca Hall Ty Simpkins, Stephanie Szostak, James Badge Dale, Jon Favreau e Ben Kingsley.

FASE 2

Iron Man 3

Dopo una pausa, che tanto pausa non è stata (qui). Riprendiamo le recensioni dell’Universo Cinematografico Marvel, inaugurando la Fase 2 con Iron Man 3. Iron Man 3, quel film che ai tempi fu il consacramento dei Marvel Studios e di Robert Downey Jr. incassando in solitaria ben oltre il miliardo di dollari, ma che al contempo si guadagnò una fama non esattamente esaltante – per usare un eufemismo. Io appartenevo a quest’ultima categoria. Pur ritenendolo a memoria superiore ad Iron Man 2 – che secondo me aveva svariati problemi ma tutto sommato si lasciava guardare. Di Iron Man 3 ricordavo un’intrattenimento degno di nota, ma nulla più. Ed invece mi sono dovuto ricredere – con riserva.

Nel senso che Iron Man 3 è molto, molto meglio di quanto ricordassi. Oltre il fatto di essere fatto benissimo, ha proprio una marcia in più visivamente rispetto ai film precedenti e anche a The Avengers, oserei dire. È proprio succoso e interessante nella sua impostazione e in tutto ciò che fa. Diverte in gran parte riuscendo a non risultare banale e stucchevole come faceva in diversi passaggi il secondo capitolo. Rincoglionimento d’età? Effetti del post Endgame e di tutto il quadro Marvel? Tutte teorie plausibili, ma intanto mi ci son divertito e non vedo l’ora di proseguire.

UMANIZZAZIONE

Iron Man 3

Ciò che più mi ha sorpreso di questo rewatch con la moglie è anche (e soprattutto) la delicatezza che riesce ad avere nel trattare il Tony Stark post The Avengers con quella battaglia di New York contro i Chitauri che l’ha profondamente segnato. Tony viene umanizzato, soffre di attacchi di panico e non riesce più a vivere normalmente come prima. Un elemento trasposto benissimo su schermo e sul quale Robert Downey Jr. fa il suo sporco lavoro in maniera sentitissima. Affascina perché questo aspetto di Tony è sempre stato abbozzato, in quanto la sua di storia non era arrivata a quel punto e non richiedeva tale approfondimento, ma vedersi i film tutti così d’un fiato, permettono di apprezzare maggiormente l’evoluzione e le sfumature crescenti dei personaggi.

Che poi questo aspetto è un elemento chiave di Iron Man 3, perché è un film innanzitutto su Tony e la lotta con se stesso, più che con presunti terroristi o scienziati con manie di grandezza. E Iron Man 3 trasmette ciò. Lo fa prendendo Tony e ponendolo umanamente al centro della storia dall’inizio alla fine. Senza preoccuparsi di non mostrare il suo lato più filantropo ed egocentrico, ma mostrando – anche in ottica futura – che lui non è niente, se non un piccolo essere umano in relazione all’universo che circonda e minaccia la Terra.

MANDARINO O MANDARANCIO?

Iron Man 3

Ma se l’introspezione di Tony mi ha convinto, parliamo un attimo della storia che non l’ha fatto altrettanto – anche a distanza di tempo. Iron Man 3 non è un brutto film, e questo lo si è capito abbastanza. Però venendo alla storia più pura di questa pellicola, comprendo il problema che ha avuto il grande pubblico con la figura del Mandarino, pur non lamentandomene per gli stessi motivi.

Il problema del Mandarino di Iron Man 3 non è l’essere un personaggio iconico sprecato e relegato ad attore scadente – anche perché potrebbe comparire prossimamente in qualche altro film. Ma è l’essere un personaggio, una scelta narrativa davvero incomprensibile, a livelli di un B-movie. Ed è un peccato perché alla fine l’Aldrich Killian di Guy Pearce di difende abbastanza bene e magari gli si poteva concedere più spazio rendendolo villain effettivo sin dalle prime battute.

Riguardo infine agli altri aspetti che non mi sono piaciuti del film, la durata e la parte finale hanno un loro ruolo portante. Non tanto per la regia, perché Shane Black ha fatto un ottimo lavoro con le scene d’azione che difficilmente annoiano. Però la parte finale soffre di quella fase dei cinecomic in cui si diluiva troppo la storia e con essa la battaglia finale: portata per le lunghe ad oltranza. Iron Man 3 non ne fa eccezione. Però mi tocca ammettere che nel complesso è molto più divertente e riuscito di quanto ricordassi.

COMMENTO:

Pur non stracciandomi le vesti, il rewatch di Iron Man 3 si è rivelato più fruttuoso di quello che immaginavo. La pellicola di Shane Black infatti, pur conservandone un discreto ricordo, è divertente, dal grande intrattenimento e con un lavoro dietro Tony niente affatto banale. Vero, il Mandarino di Ben Kingsley rimane tutt’oggi una scelta scellerata e incomprensibile. Ma nel complesso è uno di quei film che si lascia guardare e che, a distanza di tempo, ha più senso nel futuro di Tony e del MCU, più di quanto ci si ricordi.

Giudizio Finale:

Ottimo
7.7

Cast

8.7/10

Regia

8.3/10

Sceneggiatura

7.0/10

Montaggio

7.8/10

Colonna Sonora

6.8/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.