Recensione – Hollywood

Trama:
Nella Hollywood del secondo dopoguerra, un gruppo di registi e aspiranti attori cerca di farsi strada nello scintillante mondo dello spettacolo.

Cast:
David Corenswet, Darren Criss, Laura Harrier, Joe Mantello, Dylan McDermott, Jake Picking, Samara Weaving, Jim Parsons e Patti LuPoneni.

MR. MURPHY

Recensione Hollywood

All’interno di un’industria, un’epoca, in cui il politicamente corretto è una triste realtà che mina libertà creativa, espressiva e di parola. Ryan Murphy è sempre stato una voce forte che ha lottato per la sua visione indipendente e per dare voce a quelle minoranze (che ormai non lo sono più) che gli appartengono molto da vicino. Ciò però che ha sempre contraddistinto Murphy da lavori forzati o semplicemente “al passo con i tempi” – basti vedere ormai ogni singola produzione Netflix piena obbligatoriamente di quote omosessuali, di colore e via discorrendo. È proprio la “non forzatura” di parlare e introdurre storie e personaggi di questo tipo, senza sottolinearlo continuamente. La forza di Murphy è questa: creare storie per dare spazio e voce a chi spesso non le ha; e non gettare nella mischia personaggi tanto per tutelarsi.

Hollywood, come avrete modo di vedere in questa recensione – anche se spero di parlarvi presto anche di Ratched. È probabilmente il canto del cigno di Ryan, che sforna una produzione di spessore, sfarzosa e con una passione davvero encomiabile. Racchiude tutto ciò citato nel paragrafo poco più sopra, ma lo fa con una naturalezza che gli fa onore.

GLI ANNI D’ORO

Recensione Hollywood

Hollywood è ambientata nel secondo dopoguerra. L’industria del cinema è in crescita in maniera esponenziale e chiunque (lavoratori e non) ambiscono a sfondare in quel sfarzoso mondo e diventare star del cinema. Tra aspiranti attori, attrici, registi e sceneggiatori, Hollywood si dirama tra queste personalità per scandire la sua di storia: che si alterna tra chi sogna di entrare in questo mondo, e chi invece c’è già dentro.

Uno degli elementi più riusciti di Hollywood è il suo essere una “faction” pressoché perfetta. Ma cos’è una “faction”? Non è altro che una storia fatta per metà di fiction e metà di fatti reali. Hollywood utilizza questo metodo per raccontare la sua di storia. Ispirata e contestualizzata all’interno un periodo storico preciso e con personaggi realmente esistiti, arrangiandola a show televisivo per riscrivere la storia a suo modo, magari anche romanzandola. In realtà però la produzione non si cura tanto dell’ultimo punto. La narrazione è sì precisa nel risultare drammatica e appetibile alla visione, ma rimane focalizzata su ciò che vuole denunciare e insegnare.

Comunque, ritornando alla “faction”, Hollywood è ambienta negli anni Quaranta, un periodo d’oro per Hollywood e pieno d’opportunità. Murphy è bravissimo nel replicare in maniera realistica quel periodo, ma lo è altrettanto ispirandosi a personalità realmente esistite, mischiandole a personaggi e storie inventate ai fini della storia. Ne esce così una produzione bilanciata. Mai caricaturale o stucchevole. Ogni personaggio, ogni storia è ben integrata nella trama e va fondendosi in sole sette puntate all’interno di una narrativa mai scontata e dal cuore grandissimo. Non restituendo, mai, la sensazione di vedere qualcosa d’inventato.

NATURALEZZA

Recensione Hollywood

Tutte ottime sensazioni che vengono esaltate da un cast primaria (e non) azzeccatissimo oltre che in totale stato di grazie. Si fatica davvero a trovare un’interprete sottotono o fuori contesto. A partire da Corenswet nei panni di Jack Castello, per passare da Laura Harrier che nei panni di Camille Washington brilla di luce propria. Anche se, secondo me, meritano una menzione a parte nella recensione di Hollywood Dylan McDermott, Jim Parsons, Joe Mantello e Jake Picking che svolgono dei ruoli delicatissimi, interpretati con una maestranza davvero fuori dal normale. Ma torno a ripete come tutto il cast sia di rilievo.

Questi interpreti, questi personaggi sono solo però piccoli tasselli di un quadro dipinto ad arte da chi ha il vero merito del successo dello show, cioè Ryan Muprhy. In apertura di recensione parlavo di come Hollywood sia uno show di successo per la sua naturalezza e, più passa il tempo, più me ne convinco. Lo è anche per motivi dettati da ciò a cui siamo abituati a vedere oggigiorno – con una qualità spesso al ribasso. Ma lo show di Murphy ha dentro una maturità e una naturalezza nell’inscenare qualcosa di delicato che, tutti dovrebbero vedere. Scandalizza, fa discutere, alle volte turba, ma non c’è un singolo elemento gratuito o forzato ma, anzi, insegna e denuncia perché, in fin dei conti, quando si fa buon cinema è l’unica cosa che conta.

COMMENTO

Con Hollywood ammetto di aver avuto difficolta nel racchiuderne in questa recensione la bellezza intrinseca in ogni singola scelta e situazione. Difatti Hollywood non solo è uno dei migliori prodotti targati Murphy o disponibili su Netflix, ma è uno show che tutti dovrebbero vedere per la sua integrità e moralità di fondo. Una bellissima produzione confezionata ad arte. Che non si preoccupa di scandalizzare e far discutere pur di narrare la sua di storia: quella nuda, cruda e che va raccontata. Uno show che consacra definitivamente Murphy come creatore, regista e sceneggiatore di livello. Non sbagliando un elemento con Hollywood e mettendogli dentro un cuore e una naturalezza che tutti dovrebbero imparare.

Giudizio Finale:

Fantastico
9.5

Cast

9.8/10

Regia

9.6/10

Sceneggiatura

9.5/10

Montaggio

9.6/10

Colonna Sonora

9.2/10

Autore dell'articolo: Francesco Di Maria

Nato con una penna e una cinepresa in mano, non si sforza minimamente per rendere questa biografia un minimo interessante. Scribacchino per diletto. Nerd fino al midollo. Fotografo per passione. Mangiatore per vocazione. Da un po' di tempo alle prese con L'Inventario di Chicco.